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MODICA - 06/09/2009
Attualità - Modica: convegno storico per la celebrazione della riapertura del Santuario della Madonna

La peste nel Modicano, ricorre il 3° centenario della tragedia

La Vergine pose fine all’epidemia del 1709 con un miracolo riconosciuto da fedeli e uomini di scienza. Le vittime delle due ondate di epidemia furono oltre 14mila
Foto CorrierediRagusa.it

Sono tre le date che, a memoria d’uomo, vengono accostate alle altrettante, immani tragedie che colpirono in tutta la loro devastante violenza il Val di Noto e la provincia iblea, con particolare riferimento al Modicano, a cavallo di due secoli. La peste del 1626 a Scicli, con 8 mila morti su 12 mila abitanti. Il terremoto del 1693, che fece a Modica 3 mila 500 vittime, e l’epidemia del 1709, che cancellò 6 mila vite. Poco meno di 18 mila morti in 83 anni.

Proprio quest’ultima epidemia, e il miracolo della Madonna che vi pose fine, sarà ricordata martedì 15, nell’ambito della triste ricorrenza del terzo centenario della tragedia. Questo convegno storico di grande portata s’incastona nel ventaglio d’iniziative teso a celebrare l’inaugurazione ufficiale del Santuario della Madonna delle Grazie, riaperto al pubblico lo scorso luglio, dopo una chiusura lunga due anni e quattro mesi per i lavori di restauro all’interno e all’esterno del tempio. La leggenda popolare narra che fu la Madonna a far terminare l’epidemia. I fedeli mariani si unirono in processione, pregando la Madonna e appendendo la sua effige su un lato del Santuario, dove adesso è stata aperta, per la prima volta, l’ingresso secondario. Non appena il quadro della Madonna dominò il cuore di Modica, la gente smise di ammalarsi.

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FRANCESCO MATARAZZO SULLE CAUSE DELL’EPIDEMIA
Nel corso del convegno, sarà presentata la ristampa moderna del libro scritto, un decennio dopo il presunto miracolo, dall’archiatra Francesco Matarazzo. Nella sua introduzione, pur definendosi un uomo di scienza, che, con quel libro, intendeva fornire spiegazioni scientifiche e razionali al diffondersi della peste, Matarazzo rivolse un convinto e sentito ringraziamento alla Madonna, ammettendo in modo implicito un qualcosa di miracoloso nella cessazione dell’epidemia. Il culto mariano ha sempre rappresentato l’essenza della vera modicanità. I fedeli sono uniti nella devozione, senza steccati o appartenenze di sorta, che caratterizza invece i fedeli dei patroni San Giorgio e San Pietro.

Questo fulgido esempio di fede è stato citato con orgoglio dal sindaco Antonello Buscema, nel corso dell’incontro di presentazione degli eventi. Il primo cittadino ha rimarcato «come la tradizione mariana modicana si amalgami al vero sentimento religioso, che affonda le sue radici in questa secolare devozione, rafforzata dalla presenza tangibile della Madonna, manifestatasi con degli autentici miracoli nei momenti più drammatici». «La peste del 1626 – afferma lo storico Giuseppe Barone – che falcidiò due terzi di Scicli, si fermò in contrada Fiumara, alle porte di Modica. Anche se la spiegazione scientifica risiede nell’efficace cordone sanitario e nella certosina opera di profilassi, risulta spontaneo accostare la devozione religiosa e il presunto miracolo ai meriti scientifici. La tradizione straordinaria della Madonna delle Grazie – aggiunge il professore Barone – si evince dallo stesso tempio che fu costruito in suo onore.

L’INNALZAMENTO DEL SANTUARIO PROGETTATO DALL’ARCHITETTO MIRABELLA, AMICO DI CARAVAGGIO E GALILEO GALILEI
Il Santuario, innalzato nel 1615, dopo il rinvenimento del quadretto della Vergine sulla collina di Monserrato, fu progettato dall’architetto Vincenzo Mirabella, amico personale di Caravaggio, che ospitò nella sua magione di Siracusa. Mirabella instaurò altresì una breve corrispondenza epistolare nientemeno che con Galileo Galilei. Insomma – conclude lo storico – il culto mariano a Modica è legato in maniera indissolubile alla sintesi di scienza, alla devozione religiosa e alla scuola medica, che interagirono per fronteggiare le epidemie». Concetti ribaditi anche dal professore Antonio Sichera e dal dottore Giorgio Colombo.

IL PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI UFFICIALI PER LA RIAPERTURA DEL SANTUARIO
Don Umberto Bonincontro, parroco rettore del Santuario, ha invece illustrato il corposo programma dell’inaugurazione del tempio: venerdì 11 santa messa e conferenza sul «Culto mariano a Modica»; sabato 12 altra celebrazione eucaristica. A seguire, la dottoressa Mirella Spillicchi argomenterà su «Il Santuario della Madonna delle Grazie: origine e restauro». Domenica 13, alle 19, il clou, con la solenne concelebrazione presieduta dal Vescovo della Diocesi di Noto, Monsignor Antonio Staglianò. Seguirà l’inaugurazione ufficiale del Santuario restaurato. Poi, alle 20.30, concerto di musica sacra del coro polifonico «Claudio Monteverdi», diretto dal maestro Orazio Baglieri, con Giorgio Cannizzaro all’organo. Mercoledì 15 l’epilogo, con il già citato convegno storico sul terzo centenario della miracolosa fine della peste.

(Nella foto in alto da sx lo storico Giuseppe Barone, il parroco rettore del Santuario don Umberto Bonincontro, il sindaco Antonello Buscema e il dottore Giorgio Colombo)