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MODICA - 09/11/2007
Attualità - Modica - Nella chiesa della parrocchia di S. Anna istituita nel 1961

Ha festeggiato un secolo
di vita l´oratorio "Don Bosco" del quartiere Dente

Don Ernesto Scarso: "La festa di un intero quartiere" Foto Corrierediragusa.it

Era il sette novembre del 1907 quando quattro salesiani arrivano in città , allora la quarta dell’isola, e prendono alloggio al quartiere Milano Palermo. La casa salesiana italiana voleva offrire una testimonianza di vicinanza alla popolazione in quello stesso quartiere che era stato denominato così per essere nato grazie ai contributi delle due città che più avevano dato dopo l’alluvione del 26 settembre del 1902.

Don Michele Rua, primo successore di Don Bosco, non ebbe dubbi e inviò don Giuseppe Cariola, don Roberto Santoro, don Nunzio Bonifacio e Salvatore Batù, quale aiuto dei tre salesiani. La loro missione era quella di dar vita ad un oratorio, un sogno accarezzato dal canonico Antonio Turlà già nel 1883, ed auspicato dall’allora vescovo di Noto, Mons. Giovanni Blandini. L’oratorio nacque al centro di Milano Palermo, tra le fila di case a schiera tuttora esistenti, in un appezzamento di terreno che il canonico Carmelo Papa aveva messo a disposizione. Era ancora la periferia della città ma Don Rua nella sua visita del maggio 1906 lo volle al centro del quartiere.

Il sette novembre nasce « l’oratorio venerabile don Bosco» che da allora è stato un pezzo importante della città per avere visto passare dal suo campetto, dalle sale, dal teatro, dalla chiesa generazioni di giovani educati dai salesiani che si sono succeduti alla guida dell’oratorio. Nella chiesa della parrocchia di S. Anna , istituita nel 1961, Don Ernesto Scarso (nella foto), i parrocchiani, gli ex allievi hanno festeggiato cento anni di vita.

La festa di un intero quartiere « Una veglia di ringraziamento ? precisa Don Scarso ? fatta di preghiera, di ricordi, di testimonianze». Raffaele Pluchino, memoria storica dell’oratorio, ha ripercorso con foto d’epoca, un filmato e tanti anedotti la vita dell’oratorio. Don Ernesto Scarso è arrivato all’oratorio nell’ottobre del 1988. Parla nel piccolo studio al piano terra; alle sue spalle due foto significative: quella di Don Bosco e quella di don Giuseppe Bellassai, figura mitica degli anni 60 e 70, alla guida dell’oratorio per 37 anni. Dal 1950 al 1987, quest’anno ricorre il ventesimo della sua morte, don Bellassai educa, guida, coinvolge la gioventù della parte bassa della città e del Dente. « Sono stato allievo di Don Bellassai ? ricorda Ernesto Scarso ? Ha dato un grande messaggio di umanità; grande animatore, gentile e burbero, aveva una parola dolce e di speranza per tutti».

Oggi l’oratorio Don Bosco è un cantiere aperto; la ristrutturazione in corso renderà la casa più accogliente e più funzionale anche se non ha consentito, con grande rammarico di tutti, di festeggiare i cento anni di vita come sarebbe stato più giusto. « La funzione dell’oratorio resta comunque la stessa negli anni ; i ragazzi si ritrovano, non sono moltissimi rispetto al passato. Quello che manca sono gli animatori, gli adulti che dovrebbero assicurare l’opera di formazione. La nostra funzione resta immutata; trasmettere la fede alle nuove generazioni, educarli, offrire spazi per il gioco ma anche per la riflessione. Speriamo che la ristrutturazione ci aiuti. L’oratorio Don Bosco vuole continuare la sua funzione educatrice».