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MODICA - 03/09/2009
Attualità - Modica: succede a Domenico Platania, che andrà in pensione

Pulejo nuovo procuratore capo della Repubblica di Modica

"Ho un carattere spigoloso, specie sul lavoro. Con gli avvocati ci scontreremo nel corso delle udienze perché, nel processo, ritengo fondamentale il rispetto della contrapposizione dei ruoli"
Foto CorrierediRagusa.it

Il procuratore e l’uomo allo stesso tempo. I due volti di Francesco Pulejo, insediatosi giovedì quale nuovo procuratore capo della repubblica di Modica. «Ho un carattere spigoloso, specie sul lavoro. Con gli avvocati ci scontreremo nel corso delle udienze perché, nel processo, ritengo fondamentale il rispetto della contrapposizione dei ruoli. Io rappresento la pubblica accusa, loro la difesa». Mette subito le carte in tavola il nuovo procuratore della Repubblica di Modica Francesco Pulejo, insediatosi ieri mattina nell’ambito di una sobria ma partecipata cerimonia nel palazzo di giustizia di via Aldo Moro. Pulejo, per circa un ventennio alla guida della procura di Catania, è abituato ai modi spicci.

«I reati gravissimi con i quali ho avuto a che fare mi hanno costretto a lavorare al massimo delle mie forze e delle mie capacità, senza perdere tempo. Ho bisogno di studiare almeno tre ore per mezz’ora di requisitoria». Francesco Pulejo, catanese, 49 anni, sposato e padre di due figli, è noto in provincia per essere stato il procuratore del famoso processo «Cabrera», che annoverava, tra gli indagati si spicco, anche l’allora deputato del Psi Natalino Amodeo, poi assolto.

Le credenziali illustrate ieri dallo stesso Pulejo con la chiarezza e la determinazione che gli sono proprie, hanno conquistato le centinaia di persone che hanno assistito all’insediamento ufficiale: dalle autorità civili, militari e religiose agli avvocati, passando per i funzionari. A vederlo parlare con voce pacata e con il sorriso sulle labbra, quasi impacciato e visibilmente emozionato dal momento protocollare, si stenterebbe a credere che Francesco Pulejo sia lo stesso procuratore che lavora come un rullo compressore, non concedendo sconti, come tiene egli stesso a precisare. «Dopo 23 anni di carriera, di cui la maggior parte trascorsi alla procura distrettuale etnea, ho imparato a non guardare in faccia nessuno».

Ironicamente, Pulejo ha aggiunto: «Sono abituato a parlare male delle persone. In questo campo non mi batte nessuno. Mi perdonerete allora se, al momento, le mie capacità sono letteralmente azzerate dall’emozione di questa cerimonia d’insediamento. Quando esprimo concetti positivi, mi trovo un po’ in difficoltà». Insomma, Pulejo ha voluto mostrare di sé non solo il lato professionale, ma anche l’aspetto umano, quello di una persona semplice e schietta, abituata a dire le cose come stanno, senza fronzoli. E così si scopre anche ciò che non ti aspetti: la passione per la scritturadel procuratore Pulejo. Una persona colta e poliedrica, capace di comporre testi teatrali ironici e graffianti, ma anche versi profondi. Il nuovo procuratore è anche un amante dello sport, come testimonia il suo fisico asciutto.

Insomma, una persona a tutto tondo, caratterizzata da una profonda umiltà: «Mi scuso per essermi presentato in ritardo – ha detto ad inizio di discorso – ma per la fretta di arrivare in anticipo, ho alla fine sbagliato strada per ben due volte. Amo Modica e sono venuto qui per lavorare sodo. Sono certo che troverò collaborazione e disponibilità anche dai signori avvocati, con i quali ci scontreremo nelle aule di tribunale ma verso i quali, al di fuori, non nutrirò mai rancori. Mi troverò di sicuro a mio agio in una città così bella e popolata da persone che possiedono il gusto di prendersi il tempo necessario per fare le cose come vanno fatte».

Mentre parla alla platea, lo sguardo di Pulejo corre spesso a cercare quello della moglie e dei suoi due figli, testimonianza evidente del suo attaccamento alla famiglia, accanto a lui in questo momento importante della carriera. Pulejo chiude il suo discorso d’insediamento ricordando due consigli che, appena 25enne, gli furono dati da un anziano cancelliere: «S’impara sempre qualcosa da tutti, e bisogna lasciare una traccia indelebile del lavoro che si svolge». Di sicuro è ciò che il nuovo procuratore della Repubblica Francesco Pulejo saprà fare anche a Modica.

FINITA L´ERA PLATANIA, E´ COMINCIATA QUELLA TARGATA PULEJO
Finita l’era Platania, è cominciata ieri quella targata Pulejo. Dopo otto anni alla guida della procura modicana, il massimo consentito per legge, e dopo aver perso un ricorso presentato per restare ancora, il procuratore Domenico Platania passa il testimone al suo successore Francesco Pulejo, proveniente dalla procura distrettuale di Catania.

Il vecchio procuratore non c’era a portare il suo saluto a colui che gli è succeduto alla guida della procura, in seno alla quale Platania resterà come sostituto procuratore per un paio di mesi, vale a dire il periodo di ferie che si è preso, prima del pensionamento. Per assurdo, da una scopertura del 50%, la procura modicana si ritrova adesso addirittura con un organico «virtuale» sovradimensionato: il nuovo procuratore capo Francesco Pulejo e i tre sostituti procuratori togati Domenico Platania, Gaetano Scollo e Maria Mocciaro.

Ma durerà poco. Proprio la dottoressa Mocciaro partirà difatti la prossima settimana per la nuova destinazione di Bergamo, dopo che si concluderanno le indagini sui cani assassini del Pisciotto, di cui è titolare delle indagini. Platania, come accennato, andrà invece in pensione al rientro dalle ferie. Resterà quindi solo Scollo, ripristinando la scopertura in organico del 50%, visto che i sostituti procuratori togati dovrebbero essere due.

La cerimonia d’insediamento di Francesco Pulejo, nominato dal plenum del Consiglio superiore della Magistratura, è stata aperta dal presidente del tribunale Giuseppe Tamburini, che ha tessuto le lodi di Pulejo, con il quale ha avuto modo di lavorare a Caltagirone: «Il nuovo procuratore – ha detto Tamburini – avrà modo di arricchire la sua già corposa esperienza in questo tribunale piccolo ma efficiente, sul quale pende la spada di Damocle della soppressione».

Poi è stato il turno del sostituto procuratore Maria Mocciaro e del procuratore aggiunto della direzione distrettuale antimafia di Catania Marisa Scavo, che ha portato a Pulejo i saluti e gli auguri del procuratore generale Vincenzo D’Agata, rammaricandosi bonariamente «per il trasferimento di un collega così valido e prezioso, dal quale trarrà giovamento la Procura di Modica». Hanno infine portato i loro saluti a Pulejo, tra gli altri, il presidente della camera penale Bartolo Iacono, quello della camera civile Antonino Galfo e il presidente dell’ordine forense Giuseppe Nigro.

(Nella foto in alto di Carmelo Poidomani, il momento della firma del nuovo procuratore capo della Repubblica di Modica Francesco Pulejo dinanzi al presidente del tribunale Giuseppe Tamburini, nell´ambito della cerimonia d´insediamento al palazzo di Giustizia)

CLICCATE SULLE FOTO SOTTO DI CARMELO POIDOMANI PER INGRANDIRLE