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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 348
MODICA - 09/11/2007
Attualità - Modica - Da circa un mese si costruisce un caseggiato che deturpa irrimediabilmente il paesaggio naturale che siaffaccia sulla città

Scempio ambientale
sulla collina dell´Idria

Cemento e pilastri per l’ennesimo attacco al paesaggio Foto Corrierediragusa.it

Al centro della collina, sotto la chiesa dell’Idria. Cemento e pilastri per l’ennesimo attacco al paesaggio della città barocca. La costruzione si staglia con la sua mole e non lascia dubbi di sorta ; sarà un caseggiato che affaccia come un balcone a sbalzo sulla città, proprio di fronte alla chiesa di S. Giorgio che si staglia dall’altra parte della vallata. Come di solito accade in queste circostanze tutto è formalmente in regola; la sovrintendenza ai beni culturali di Ragusa ha dato il suo parere positivo, l’ufficio urbanistica del comune ha rilasciato la concessione nel marzo del 2005 dietro l’esibizione del parere della sovrintendenza .

Da quasi un mese il via ai lavori; prima dell’estate la collina dell’Idria, già deturpata a monte della via S. Benedetto, si arricchirà di un ulteriore sfregio sotto forma di « ristrutturazione ed ampliamento del fabbricato esistente» anche se qualcuno dice che sarà una struttura ricettiva. Quello che dovrebbe essere il belvedere della città continua a subire così attentati e cambi di connotati che si possono leggere lungo il declivio della collina già dalla fine degli anni 90’ e che sono continuati fino al 2003 quando la villa con parcheggio sul tetto di Cartellone fu bloccata grazie alla denunzia pubblica dell’associazione di quartiere.

L’edificio dell’Idria è la continuazione di una politica urbanistica nel migliore dei casi distratta quando non è sonnolenta o addirittura assente, favorita da strumenti legislativi garantisti al massimo. La nuova costruzione ricade all’interno della zona B, fuori dal centro storico e quindi destinata all’edificazione anche se tutto ciò fa a pugni con le campagne per la valorizzazione del centro storico, del paesaggio ed anche con la mobilitazione contro i pozzi per l’estrazione del gas e del petrolio.

Nel caso dell’Idria il danno è molto più evidente e destinato a restare nel tempo grazie proprio a quei pareri che la stessa sovrintendenza rilascia con superficialità non tenendo anche presente sensibilità ed attenzioni di cittadini e residenti che hanno a cuore il mantenimento dell’identità della città e del suo profilo. « Devo capire come stanno le cose ? dice l’attuale assessore all’urbanistica Paolo Nigro ? Studierò le carte e approfondirò la questione». Il cantiere intanto va.