Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1517
MODICA - 20/08/2009
Attualità - Modica: multe fino a 500 euro per i trasgressori

Modica: giro di vite del sindaco, alcolici vietati ai minorenni

Il giro di vite del sindaco Antonello Buscema giunge a estate inoltrata

Giro di vite su alcolici e rumori. E´ stata difatti regolamentata la vendita delle bevande alcoliche agli under 18. Il sindaco Antonello Buscema ha emanato l’ordinanza con la quale viene introdotta una nuova disciplina sia per la vendita di alcolici, sia per l’apertura dei locali pubblici, sia per l’inquinamento acustico. Per i trasgressori le multe possono arrivare anche a 500 euro.

L’ordinanza del sindaco arriva ad estate ormai in dirittura di arrivo ma resta un punto fermo soprattutto per i tanti locali del centro storico che negli ultimi anni si sono attrezzati per l’intrattenimento musicale che disturba i residenti per l’emissione di suoni fino a tarda notte. Con l’entrata in vigore delle norme che disciplinano anche l’occupazione del suolo pubblico per bar , ristoranti ,pizzerie e caffè il sindaco vuole mettere ordine in un settore che è cresciuto a dismisura e spesso nell’arte del fai da te.

La nuova ordinanza sindacale è divisa in tre parti e riguarda in particolare l’orario di somministrazione di bevande ed alimenti. Da oggi l’orario minimo per gli esercizi commerciali è di dieci ore ed il massimo è di venti ore. Per quanto riguarda la vendita di sostanze alcoliche è introdotto il divieto assoluto dalle 22 al cinque del mattino di vendita per asporto di bevande e bottiglie di vetro. L’ordinanza riguarda esercizi pubblici e circoli privati.

Le bevande potranno essere servite solo in bottiglia solo all’interno dei locali e negli spazi di pertinenza dell’esercizio che si dovrà attrezzare anche con contenitori dei rifiuti e posacenere; i titolari inoltre dovranno vigilare sul comportamento da parte dei propri avventori ed esporre l’ordinanza sindacale per evitare ogni equivoco di sorta. Nessuna bevanda alcolica potrà inoltre essere venduta o servita ai minori di anni sedici.

L’ultima parte dell’ordinanza sindacale riguarda l’inquinamento acustico; per frenare il dilagare di suoni e rumori il sindaco ha dettato precise norme sia per quanto riguarda gli orari di apertura dei locali sia per il livello dei decibel. Le recenti polemiche tra villeggianti e titolari di locali a Marina di Modica ed anche nel centro storico della città hanno indotto Buscema a mettere le cose in chiaro anche se l’ordinanza, seppur necessaria ed opportuna, dovrà ora essere fatta rispettare dalle forze dell’ordine perché non resti lettera morta. Niente rumori molesti ed inutili come canti,spari, deflagrazioni, musica ad alto volume sia in pubblico che in privato, detta Buscema; per i locali pubblici ed i luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo gli orari vanno dalle 10 alle 13 e dalle 18 all’una di notte con una appendice fino alle due per le zone balneari.

Questo sforamento tuttavia non vuol dire essere autorizzati ad emettere suoni ad alto volume ma a rispettare il livello tra i 103 ed i 95 decibel. Le sanzioni previste vanno da un minimo di 25 ad una massimo di 500 euro. Già da qualche giorno i titolari di chalet e bar si attengono scrupolosamente a questi orari a Marina di Modica per il sollievo di residenti e villeggianti anche se gli operatori del settore lamentano che in altre località limitrofe al territorio modicano, come ad esempio Scicli, ben altra è la tolleranza e soprattutto i controlli con prolungamenti da parte dei locali fino alle luci dell’alba con la conseguenza di trasmigrazioni vere e proprie di giovani da una località all’altra del litorale ibleo.

Questa «impar condicio» penalizza quanti si attengono alle disposizioni sindacali per cui sarebbe opportuno che per tutelare gli interessi della collettività di tutta la provincia e non dei singoli comuni prefettura e questura concordassero insieme alle amministrazioni locali una linea comune e soprattutto facessero rispettare le ordinanze emanate dai singoli sindaci. Sembra essere questo infatti il problema a tutti i livelli oltre alla lentezza e, talvolta la riluttanza, a colpire in modo efficace ma soprattutto esemplificativo chi ritiene di far valere la propria legge o quella del massimo profitto a dispetto di quanti invece si adeguano, seppur di malavoglia, alle ordinanze emanate.