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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 663
MODICA - 10/08/2009
Attualità - Modica: il settore è messo in cattiva luce dagli abusivi che deludono le aspettative dei clienti

Modica: su 200 B&B solo un terzo sarebbe in regola

Un operatore regolare dichiara che "Tutto questo accade a causa della carenza di controlli che ci sta buttando quasi sul lastrico. Io e gli altri miei colleghi in regola stiamo accarezzando l’idea di formalizzare una denuncia agli uffici competenti, tra cui la camera di commercio"

La giungla del B&B. In città prolifera l’offerta di alloggi per le vacanze a prezzi non troppo convenienti, ai quali fanno troppo spesso da contraltare servizi non all’altezza delle aspettative. Talvolta, se non si tratta di truffa, poco ci manca: rispetto alle allettanti descrizioni dell’alloggio fornite tramite i siti internet o le inserzioni, il turista si ritrova dinanzi a dei piccoli bunker, peraltro privi dei servizi richiesti. Un esempio: un bed&breakfast non autorizzato promette camere spaziose con annessa piscina. Invece poi ci si ritrova in una stanza angusta con 3 letti a castello e con la piscina distante almeno un paio di chilometri dalla struttura ricettiva.

«Tutto questo accade a causa della carenza di controlli – tuona un operatore del settore «regolare» – che ci sta buttando quasi sul lastrico. Io e gli altri miei colleghi in regola stiamo accarezzando l’idea di formalizzare una denuncia agli uffici competenti, tra cui la camera di commercio, contro gli abusivi. Sarà pur sempre un segnale che, auspichiamo, possa portare ad un controllo capillare sul territorio».

Sono circa 200 le strutture ricettive presenti nel Modicano, ma solo un terzo risulta in regola, con le necessarie autorizzazioni rilasciate dalla provincia e dall’Ausl 7. Tutto il resto è abusivo, e non mancano casi tanto eclatanti quanto insospettabili. Oltre al danno si aggiunge pure la beffa per gli esercenti onesti. Spesso, difatti, sono proprio gli abusivi a godere della maggiore visibilità, tramite il passaparola, oppure per mezzo dell’ufficio turistico, tra l’altro gestito da una cooperativa, o, addirittura, anche grazie alla pubblicità di riflesso scaturente dalle iniziative collaterali degli enti pubblici con, in primis, gli appuntamenti estivi.

Ma questi abusivi, lo sono in maniera totale? «Certamente no – risponde l’operatore – in quanto ci si mette in regola solo dal punto di vista fiscale. Ad un controllo della Guardia di finanza, basta dimostrare d’essere titolare di partita Iva e proprietario o gestore autorizzato della struttura ricettiva, dotata di certificato di abitabilità. In questo modo – prosegue l’operatore – ci si mette al riparo da multe piuttosto salate o da altre batoste fiscali. Agli antipodi, invece, l’aspetto amministrativo: in questo caso vige la più assoluta anarchia. Nessuno si preoccupa di richiedere alla provincia o all’Ausl 7 le necessarie autorizzazioni per l’esercizio dell’attività».

Ma a chi spetterebbe un’azione di controllo? «Non ai comuni – ci dice il titolare della struttura ricettiva – ma all’Ausl 7 o, ancora meglio, alla provincia, tramite la polizia provinciale. Invece nessuno opera controlli del genere e gli stessi enti ignorano se questa o quella struttura sia regolare, oppure abusiva». E così la clientela viene «assorbita» in massima parte da questo microcosmo di strutture non autorizzate, che, tra l’altro, il più delle volte non soddisfa in maniera adeguata le aspettative dell’utente, mettendo in cattiva luce l’intero settore ricettivo. A ben poco sono finora valse le associazioni e i consorzi nati per tutelare la qualità. Troppo spesso i clienti badano solo al risparmio. Se non si è registrata una sostanziale flessione nella richiesta, nonostante il periodo di crisi, è di contro aumentata in maniera esponenziale l’offerta, spesso non di qualità.

«Abbiamo ritoccato i prezzi al ribasso – conclude il gestore – prediligendo un maggiore risparmio per la tariffa giornaliera, visto il sempre crescente fenomeno del turismo mordi e fuggi. E così, rispetto allo scorso anno, cedo in locazione camere con vitto a 40 euro al giorno, con un risparmio netto quotidiano di 20 euro per il cliente». Nel territorio di Modica risultano accreditati alla provincia, e quindi autorizzati, 12 alberghi, 32 B&B (contro i 56 del locale ufficio turistico), 9 case vacanze (51 all’ufficio turistico), nessuna casa albergo, contro le 12 dell’ufficio.

Infine una struttura per ciascuna categoria: agriturismo, parco campeggio, villaggio turistico, turismo rurale e villaggio albergo. In attesa dell’auspicato incremento dei controlli per scovare gli abusivi, una prima «scrematura» dovrebbe essere operata dagli stessi turisti. Ma spesso questi ultimi, non conoscendo il territorio, si fermano alle apparenze e, quando si rendono contro d’essere cascati male, è già il momento di pagare il conto.