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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1042
MODICA - 09/07/2009
Attualità - Modica: l’ultimatum del presidente Giovanni Vindigni ha sortito l’effetto voluto

Querelle Ato ambiente-Modica, versato l´acconto richiesto

Si paventava il conferimento dei rifiuti addirittura nella discarica di Motta Sant’Anastasia, nel Catanese
Foto CorrierediRagusa.it

L´Ato è stato pagato. Cacofonia a parte, la sostanza è che l’ultimatum del presidente dell’Ato ambiente Giovanni Vindigni (nella foto) ha sortito l’effetto voluto: Modica sta versando nelle casse dell’organismo l’acconto di 350mila euro richiesto. Una prima tranche di 200mila euro è stata già accreditata. Per il resto della somma è questione di ore. E’ stato quindi scongiurato il rischio per Modica di dover conferire i rifiuti, dalla prossima settimana, nella discarica di Motta Sant’Anastasia, in territorio di Catania, vale a dire il sito disponibile più vicino al di fuori della provincia iblea.

L’Ato ambiente era seriamente intenzionato a vietare al comune modicano di conferire ancora i rifiuti nella discarica comunale di contrada Pozzo Bollente a Vittoria se l’amministrazione Buscema non avesse fornito subito l’acconto di 350mila euro entro la fine della settimana. Il sindaco Antonello Buscema, al momento fuori sede, rientrerà solo domenica, ma gli uffici comunali proposti hanno già in queste ore approntato il mandato di pagamento per versare l’acconto richiesto dall’Ato ambiente. Il comune modicano ha accumulato negli anni un debito di ben tre milioni di euro.

A fronte di questa somma, decisamente elevata, non risultano affatto chiari i tempi relativi ad un non meglio precisato piano di rientro. Alla luce di ciò, il presidente dell’Ato ambiente Giovanni Vindigni aveva deciso di passare alle vie di fatto, paventando la chiusura dei cancelli di Pozzo Bollente per i soli auto compattatori che conferiscono i rifiuti di Modica. Il comune, di conseguenza, avrebbe dovuto scaricare la propria spazzatura addirittura fuori provincia. Come già accennato, la discarica comunale di Motta Sant’Anastasia, nel Catanese, risultava essere il sito disponibile più vicino. Vicino per modo di dire.

Vindigni si era indispettito dopo aver saputo che parte delle somme destinate all’Ato ambiente, era invece stata dirottata da palazzo San Domenico alle cooperative sociali, per il pagamento delle spettanze arretrate ai lavoratori. Vindigni si era quindi sentito preso in giro, minacciando la chiusura del cancelli di Pozzo Bollente, che si sarebbe tradotta un ulteriore aggravio dei costi per lo smaltimento dei rifiuti, a fronte di una tassa sulla spazzatura che pesa come un macigno sulle tasche dei cittadini, visto che risulta tra le più esose dell’intera provincia.

Solo nella vicina Ragusa, una famiglia media che risiede in un appartamento medio piccolo paga circa la metà rispetto a Modica. L’Ato ambiente si aspetta adesso la redazione di un serio ed articolato piano di rientro che il comune di Modica deve impegnarsi a rispettare in maniera pedissequa. Un’altra tegola per il sindaco: dove trovare tre milioni di euro? Tutto questo mentre sussistono dei problemi nel passaggio di consegne alla nuova ditta Puccia dalla vecchia ditta che ha gestito il servizio, la Busso, i cui titolari lamentano delle presunte irregolarità nella gara d’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.