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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 838
MODICA - 30/06/2009
Attualità - Modica: concluse ieri le celebrazioni con i fuochi dalla collina dell’Itria

Modica ha festeggiato senza eccessi il suo co-patrono San Pietro

Un appuntamento sentito dai fedeli, e non solo, che nel corso degli anni ha man mano perso il sapore folkloristico
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stato un S. Pietro autarchico. La festa del patrono ha evitato clamori e folklore ed è stata caratterizzata dalla religiosità. L’omelia di don Corrado Lorefice prima che la statua del santo fosse portata in processione è stata incentrata proprio sull’insegnamento di S. Pietro, sulla sua missione evangelizzatrice e sulla sua testimonianza per i poveri ed i deboli come il paralitico raffigurato nella statua del Civiletti. Non ci sono stati neppure portatori ufficiali per la processione del santo.

Don Lorefice si è rivolto dal pulpito agli uomini di buona volontà, cinquanta, sessanta, ha detto, perchè offrissero le loro spalle e la loro forza per trasportare il santo per le navate e poi porlo sul camion che ha condotto la statua lungo il corso Umberto. I portatori così convocati hanno fatto il loro dovere, ondeggiando e ansimando ma portando a termine la loro missione. Per bar e ristoranti del centro storico una normale serata di lavoro senza far troppo straordinari visto che la presenza della gente non è stata da record.

Unici diversivi della festa lo spettacolo di musica in piazza con giovani artisti locali e lo spettacolo pirotecnico dalla collina dell’Itria che ha salutato e chiuso la festa del patrono a mezzanotte in punto e seguito dai più affezionati dalla scalinata della chiesa. S. Pietro va così in archivio, le bancarelle lasceranno le loro postazioni nel corso della giornata e da domani è il via ufficiale alla stagione estiva, come da tradizione.

I GIORNI DELLA FESTA
E’ stata la religiosità la nota distintiva della festa di S. Pietro. Nei tre giorni precedenti la festa il convegno sulla figura del santo e la serata animata dai parrocchiani sono state le note salienti di un appuntamento che nel corso degli anni ha man mano perso il sapore dell’appuntamento folkloristico.

Nel corso del fine settimana i fedeli si sono riuniti in preghiera davanti alla statua del santo che il Civiletti ha colto nel momento in cui miracola il paralitico come da parabola evangelica. L’edizione 2009 della festa rappresenta anche l’esordio di Don Corrado Lorefice come parroco della chiesa dopo il passaggio delle consegne da Don Carmelo Lorefice.

Il nuovo parroco ha parlato nella sua omelia del mattino del senso della festa e della diffusione del sentimento religioso in città per S. Pietro. La chiusura della festa di S. Pietro apre per i modicani, come da tradizione, la stagione estiva, con il trasferimento al mare o nelle residenze di campagna.

RIATTIVATA LA FONTANA DI PIAZZA CORRADO RIZZONE
E S. Pietro portò l’acqua alla fontana. Non è una nuova parabola evangelica ma ha per protagonista ben più laico l’assessore al centro storico Elio Scifo che ha premuto il pulsante per rimettere in azione la fontana di piazza Corrado Rizzone.

Traffico fermo e automobilisti con gli occhi sgranati, lo zampillo della fontana si alza per un paio di metri riversando l’acqua su ciottoli a secco da oltre un anno. E’ il miracolo di S. Pietro o quasi perché la fontana funziona e promette di essere ancora più bella, Scifo dixit, di sera con il gioco di luci multicolori che si annuncia. I lavori in corso da due settimane,dal costo di cinquemila euro, hanno riguardato il potenziamento delle vasche di raccolta, tre da dieci mila litri ciascuno, un sistema di decantazione più efficiente e filtri capace di drenare l’acqua sporca.

L´assessore Elio Scifo assiste al primo zampillo della riattivata fontana di piazza Rizzone