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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 683
MODICA - 18/06/2009
Attualità - Modica: la fotografia del referente regionale Vincenzo La Monica

Modica: i dati della Caritas sull´immigrazione

La città presenta una percentuale di immigrati,il 2.5 per cento, che permette prove più facili di integrazione

Non esistono extracomunitari o clandestini, esistono immigrati regolari e non regolari. Prima ancora esistono donne e uomini, esistono bambini ; la Caritas ha voluto lanciare questo messaggio in occasione del convegno tenutosi nel salone della parrocchia di S. Luca in occasione della giornata mondiale del rifugiato.

Vincenzo La Monica, referente regionale della Caritas per l’immigrazione ha fornito da parte sua alcuni dati significativi sulla realtà locale. Modica presenta una percentuale di immigrati,il 2.5 per cento, che permette prove più facili di integrazione. Ci sono anche diverse sfaccettature dell’immigrazione e ci sono vari motivi per cui si emigra: per fame e miseria, ma anche perché perseguitati, perché coinvolti in conflitti.

Secondo la nostra Costituzione c’è allora un preciso diritto, il diritto di asilo, che si concretizza attraverso una rete di servizi, il sistema Sprar, di cui ha parlato nel convegno la referente nazionale, Carolina Scoppola. Uno di questi centri è la Casa per donne rifugiate di Modica, gestita dal comune e affidata alle cooperative «Il Dono» e «Don Puglisi»: qui donne provenienti da vari paesi dell’Africa portano con sé – come è emerso dalla testimonianza di una di loro – tanto dolore, tanta paura, tanta speranza.

Per fuggire da guerre e persecuzioni hanno dovuto attraversare il deserto, hanno rischiato tante violenze, hanno visto tanti altri che non ce l’hanno fatta. Ora sono accompagnate per imparare l’italiano, essere assistite giuridicamente, inserite nel lavoro. Loro per prime si muovono spesso bruciando i tempi normali, come quando riescono in sei mesi ad imparare l’italiano o a superare gli esami di licenza media. Il secondo momento della giornata del rifugiato ha anticipato Maurilio Assenza, direttore della Caritas di Noto, una festa della Casa per donne rifugiate con i vicini di casa.

Festa che sarà preceduta dalla proiezione del film «U stissu sangu – storie più a Sud di Tunisi», che raccoglie alcune testimonianze con cui si ricostruire il viaggio di un migrante. «Siamo tutti migranti», ha ricordato alla fine del Convegno il vescovo di Noto Mons. Antonio Staglianò. «Per questo occorre ritrovarsi nella comune umanità, per questo occorre superare ogni mentalità mercantilistica e ritrovare nella solidarietà la verità della vita e della storia». Diventare tutti più umani è l’invito che ha concluso l’intervento del vescovo.