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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1121
MODICA - 15/06/2009
Attualità - Modica: senza telefono, senza internet e con una stazione radio che funziona a singhiozzo

Modica: situazione da terzo mondo per la Protezione civile

L’assessore Scifo: "Non ho trovato niente come ufficio quando mi sono insediato"

Senza telefono, senza collegamenti, con una stazione radio che funziona quando può e nessun tecnico a disposizione. L’ufficio comunale di protezione civile è alla frutta e vive sull’entusiasmo dell’ assessore, del dirigente del servizio e dei volontari. Il quadro è desolante e non rende giustizia ad una comunità che vive in territorio sismico, con problemi idrogeologici, di traffico, di alta concentrazione urbana e con campagne estese sempre a rischio incendi.

Sulla carta l’ufficio di protezione civile ha una sua sede operativa, è diretto da un funzionario e conta su sei impiegati, ha un suo capitolo di bilancio e si affida alla collaborazione dei volontari. In pratica la sede Com presso il Palazasi non ha una linea telefonica diretta, non ha collegamenti ad Internet mentre solo uno è l’impiegato responsabile che collabora con il funzionario del settore che è punto di riferimento della prefettura di Ragusa.

Elio Scifo, assessore alla protezione civile, ammette le difficoltà: «Non ho trovato niente come ufficio quando mi sono insediato, sono stato io a volere almeno un impiegato e far stanziare 70mila euro nel nuovo bilancio per far fronte alle spese più urgenti; dalle cose più semplici come carta e telefoni al rinnovo delle divise dei volontari ormai vecchie di dieci anni e soprattutto non a norma.

Enzo Barone, responsabile del gruppo di volontari, allarga le braccia « Come mezzi il comune di Modica ha una buona dotazione perché il parco è abbastanza attrezzato come camion, macchine, mezzi di pronto intervento; certo ci sono difficoltà nelle manutenzioni perché mancano i soldi. Lo verifichiamo quando qualche camion in perfetta efficienza non è utilizzabile nonostante la perfetta efficienza ma soltanto perchè manca la batteria per il cui acquisto non ci sono somme da spendere».

Proprio in questi giorni funzionari ed amministratori sono alla ricerca di un finanziamento fantasma che nessuno sa individuare tra le voci in entrata a palazzo S. Domenico. E’ il caso del finanziamento concesso nel 2005 dal dipartimento centrale della protezione civile per l’acquisto di una unità mobile dotata di servizi igienici, di cucina e di nove posti letto. Un mezzo all’avanguardia, utilissimo in caso di emergenze non solo per i servizi offerti ma anche per la possibilità di trasferimento nel territorio.

La banca d’Italia di Ragusa ha trasferito presso la tesoreria del comune di Modica 184 mila euro nell’ottobre di quattro anni fa, destinati all’acquisto del mezzo; si trattava di un cofinanziamento tra dipartimento centrale e dipartimento regionale che esonerava il comune da ogni altra spesa se non quella di bandire la gara di appalto per l’acquisto del mezzo. Di questi soldi non c’è traccia nel bilancio comunale ed è verosimile che la somma sia stata utilizzata per altri fini con tanti saluti all’unità mobile e con il rischio di restituire la somma se la gara non verrà espletata in tempi brevi.

Non è difficile capire come e con quali motivazioni operano e si muovono i volontari; il morale non è alle stelle quando la realtà quotidiana fa a pugni con lo spirito di sacrificio di quanti fanno del volontariato una scelta di vita.