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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1377
MODICA - 19/05/2009
Attualità - Modica: l’inquietante interrogativo ad una settimana esatta dallo scontro auto-camion

Modica: traffico in tilt, cosa accadrebbe per un terremoto?

La città è rimasta paralizzata da un capo all’altro per mezza giornata a causa del sinistro registratosi sul viadotto Guerrieri. Possiamo solo fare gli scongiuri affinchè non si verifichino calamità naturali?

E’ trascorsa una settimana esatta dall’incidente registratosi sul ponte Guerrieri e che ha fatto andare in tilt una città intera per quanto riguarda la circolazione veicolare. Una banale, seppur grave, scontro tra un’auto e un camion ha paralizzato Modica da un capo all’altro per oltre mezza giornata. Per la cronaca, il 20enne alla guida della «Golf» scontratasi con il mezzo pesante carico di pietrame è ancora ricoverato al «Maggiore». Le sue condizioni sono leggermente migliorate.

Non è la prima volta che un incidente blocca un’intera città. Tre episodi si sono susseguiti nel corso di quest’anno, e sempre per incidenti verificatisi lungo l’anello della circonvallazione che parte dall’ingresso del quartiere S. Cuore ed attraverso il viadotto Guerrieri si dirige verso Ragusa o verso la zona sud.

A questo punto la domanda sorge spontanea: «Che succederebbe in caso di calamità naturale ? Esiste un piano di evacuazione in caso di pericolo improvviso ? Quello che vediamo ogni volta che il viadotto è chiuso è incredibile; tutto si blocca e ci vogliono ore prima che il traffico ritorni alla normalità». Sono in particolare i residenti del quartiere Dente a porre la domanda visto che è proprio verso il quartiere che si dirige in buona parte il traffico cercando di arrivare o uscire dal centro; anche la via S. Cuore e la via Nazionale si intasano e la viabilità del quartiere si congestiona.

«Ci vuole un piano alternativo di evacuazione, soprattutto in uscita dalla città. Qualcuno ci ha pensato ? E perché non metterlo in pratica, ammesso che esista, ogni volta che si verifica un incidente o comunque il blocco della circolazione ?». Anche i residenti di Modica Alta restano intrappolati nel loro quartiere visto che quanti utilizzano il viadotto restano bloccati sulla rotonda di piano Ceci prima di imboccare il viadotto per cui restano fermi ai vari incroci. In alternativa c’è il corso Umberto per raggiungere il S. Cuore ed in particolare ospedale e tribunale.

«Ci abbiamo messo due ore per tornare a casa – dice una madre che ha prelevato il proprio figlio in un istituto di piazzale Baden Powell – Mi sono immessa sul ponte come faccio ogni giorno, sono ritornata indietro, ho percorso la via Nazionale e mi sono diretta verso Catagirasi,totale 100 minuti». Nei casi di incidenti gravi sono carabinieri, polizia e vigili urbani ad intervenire sul posto per regolamentare la viabilità.

Di norma questo avviene sul luogo o in prossimità del posto del blocco della strada mentre servirebbero pannelli informativi dislocati nei vari punti della città per indicare il blocco del traffico e le vie alternative. Al momento non esiste un piano alternativo di viabilità, come conferma il comandante dei vigili urbani, Giuseppe Puglisi. « In caso di calamità c’è invece un piano di protezione civile che scatta in automatico. I casi in cui il viadotto è chiuso sono limitati. Cerchiamo di garantire il transito anche su una corsia ma nel caso dell’ultimo incidente non è stato possibile vista la gravità dello scontro e la necessità di avere a disposizione tutta la carreggiata».