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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 923
MODICA - 16/05/2009
Attualità - Modica: una nota del segretario provinciale Giuseppe Lavima esprime solidarietà

Dopo 3 gradi di giudizio, l´Udc ibleo difende Drago

"Una vicenda così assurda non può condizionare la storia politica della provincia di Ragusa, e di un intero partito, che continua a interpretare le istanze del territorio"
Foto CorrierediRagusa.it

Nella vicenda giudiziaria che ha investito Giuseppe Drago (nella foto) ci sono punti fermi che nessuno può eludere. Tre gradi di giudizio, una condanna pesante per un rappresentante del popolo con sentenza definitiva della Cassazione. Quando un politico, un amministratore è raggiunto da un avviso di garanzia o processato in primo grado tutti si affrettano a dire che fino a quando la sentenza non è passata in giudicato e non si percorrono tutti i gradi processuali l’imputato è innocente.

Per Giuseppe Drago, piaccia o no, c’è una sentenza da cui non si torna più indietro. L’Udc ne prenda atto a cominciare dal suo segretario provinciale, Giuseppe Lavima, dai suoi maggiori esponenti, e riprenda il cammino piuttosto che parlare di assurdità o di sentenze politiche. Dal segretario regionale Udc Saverio Romano servirebbero anche parole di maggiore moderazione; parlare ancora di complotti politici o di magistratura ad orologeria non serve a nessuno , forse solo a screditare quel poco che resta del suo partito in Sicilia.

Peppe Drago ha segnato una fase importante della vita politica iblea e del suo partito; se è vero che la storia, nel bene e nel male non si cancella, ora è tempo di fare un passo indietro, di prendere atto di una sentenza, che si voglia o no, è stata emessa ai massimi livelli in nome del popolo italiano.


LA SOLIDARIETA´ DELL´UDC IBLEO: "NIENTE NECROLOGI"

L’Udc ibleo si stringe attorno al suo leader Giuseppe Drago dopo la condanna definitiva a 3 anni di carcere, pena condonata, decisa dalla Cassazione. In una nota a firma del segretario provinciale Pinuccio Lavima viene espressa a Drago «unanime vicinanza e affetto.

Una vicenda così assurda – si continua a leggere – non può condizionare la storia politica della provincia di Ragusa, e di un intero partito, che continua a interpretare le istanze del territorio, in un dibattito politico che ha bisogno dei valori di equilibrio e moderazione, tanto più in una fase politica delicata quale quella che precede le elezioni europee.

Consideriamo una parentesi, seppur triste della giustizia italiana, la vicenda di queste ore, che non turberà la voglia di riscatto e la voglia di interpretare il presente e il futuro della nostra terra.
Il tentativo di colpire il cuore dell’Udc nazionale con tempismo e precisione sospetti ha fallito.

Nulla può – prosegue la nota dell’Udc – distruggere un’esperienza politica esaltante, che ha contribuito e ha determinato la crescita della provincia di Ragusa negli ultimi venti anni. Nessun necrologio, nessun sentimento di sconfitta o di abbattimento.

Le vicende di queste ore – conclude la nota – ci convincono ancor più della bontà dell’iniziativa politica del nostro partito, che troverà ulteriore e rinnovato riscontro nel consenso degli elettori. Le donne e gli uomini dell’Udc si sentono in questa fase ulteriormente motivati a spendere il proprio impegno in difesa del territorio, dei nostri principi e valori».


LE SENTENZE DI CONDANNA DELLA CASSAZIONE PER DRAGO E PROVENZANO
di Giuseppe La Lota

Oltre che per Giuseppe Drago, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a tre anni di carcere anche per l´altro ex presidente della Regione Sicilia Giuseppe Provenzano.

Per Drago, attualmente deputato nazionale dell´Udc, «scatterà la decadenza dall´incarico a causa della sanzione accessoria dell´interdizione perpetua dai pubblici uffici». I due imputati non dovranno invece scontare la pena perché, come accennato, è stata condonata.

Secondo i giudici, i due imputati «si sarebbero appropriati, senza fare rendiconti, dei fondi riservati della Presidenza della Regione. La questione venne fuori tra la fine del 1998 e l´inizio del 1999, e fu sollevata dal presidente diessino Angelo Capodicasa, rimasto senza una lira (allora era quella la moneta corrente) per comprare delle lenzuola al momento dell´insediamento.

Giuseppe Drago, leader carismatico della politica ragusana, era stato eletto alla Camera nelle elezioni nell´aprile 2008, nel collegio della Sicilia orientale. Gli subentrerà il primo dei non eletti.

Prelevare i fondi della presidenza della Regione al momento di lasciare il palazzo è stata prassi comune di quasi tutti i presidenti aveva evidenziato Giuseppe Drago, non riuscendosi a spiegare il perché dell’accanimento giudiziario nei suoi confronti e di Giuseppe Provenzano.