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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1213
MODICA - 28/04/2009
Attualità - Modica: auto da demolire nei parcheggi pubblici

Modica: il catorcio dove lo metto, non si sa...

Il fenomeno, non nuovo soprattutto nelle zone adiacenti il centro storico, si sta di nuovo diffondendo
Foto CorrierediRagusa.it

Il catorcio dove lo metto? Piove sul bagnato, a causa della crisi. Accade così che auto buone ormai solo per la demolizione vengano abbandonate, con tanto di targhe ancora montate, nei parcheggi destinati ai veicoli di utilizzo quotidiano. Il fenomeno, non nuovo soprattutto nelle zone adiacenti il centro storico, si sta di nuovo diffondendo, dopo il primo giro di vite di circa un anno fa da parte della polizia municipale. Il comandante Giuseppe Puglisi fa quel che può, con un organico ridotto all’osso e un territorio troppo vasto da controllare. Nel caso specifico dei veicoli abbandonati, poi, la situazione risulta ben più complessa di quel che si potrebbe immaginare.

Nella maggior parte dei casi, difatti, i catorci sono intestati ad immigrati che non hanno nulla da perdere, in termini economici. Le tasse non pagate portano al fermo amministrativo del veicolo. Siccome, nella maggior parte dei casi, i proprietari non possiedono nulla, la Serit non può rivalersi e il veicolo resta dove sta, come nel caso di un vecchia «Ford Fiesta» abbandonata a pochi metri da corso Umberto, nella zona di Santa Maria, dove insiste l’omonima chiesa (nella foto). E’ cresciuta persino l’erba sotto al catorcio, con le targhe ancora appese. E non è l’unico caso. Sono parecchie le auto da rottamare, abbandonate nelle varie zone della città, su suolo pubblico il più delle volte destinato a parcheggi, di conseguenza inutilizzabili nonostante proprio la carenza di posti auto sia una delle piaghe che tormentano gli automobilisti.

«Da un paio di mesi – dichiara il comandante Puglisi – l’amministrazione ha riattivato la convenzione con la ditta che si occupa del recupero e della custodia di questi mezzi abbandonati. Da parte nostra, in base alle targhe, risaliamo ai proprietari del veicolo o al responsabile in solido. Quando è possibile, facciamo pagare loro quanto dovuto e procediamo alla rimozione del veicolo, intimando poi al proprietario di procederne alla demolizione, dopo un periodo limitato di custodia nell’autoparco della ditta che si occupa di recuperare i mezzi. Ma nella maggior parte dei casi – aggiunge Puglisi – gli intestatari dei veicolo non possono pagare, e allora il costo giornaliero della custodia dei veicoli nell’autoparco ricade sul comune».

E dire che gli escamotage non mancherebbero. Qualche concessionario d’auto, difatti, suggerisce ai clienti di comperare per poche decine di euro un catorcio da rottamare, per usufruire così degli incentivi sulla rottamazione. Su duemila euro di incentivi, ad esempio, l’acquirente spende 500 euro per il passaggio e 50 euro al massimo per comparsi il mezzo dal proprietario in bolletta. Questo quando va bene. Ma spesso, invece, i catorci sono gravati da pendenze costose. Tasse automobilistiche non pagate, fermi amministrativi e quant’altro, inducendo l’acquirente a desistere dal concludere l’affare. Il classico caso del cane che si morde la coda. La crisi porta anche a questo.