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MODICA - 05/04/2009
Attualità - Modica: tutela dei diritti ed applicazione della legge 328

L´Anfass di Modica festeggia 10 anni con un convegno

Numerosi i relatori che hanno toccato le varie tematiche attinenti la riabilitazione, l’inserimento sociale, la scuola, le occasioni di lavoro
Foto CorrierediRagusa.it

Tutela dei diritti ed applicazione della legge 328; i vertici dell’Anfass nazionale e locale chiedono alle amministrazioni di attuare i piani di zona e di assicurare agli assistiti dell’Anfass dignità e occasioni di crescita. Il convegno promosso dall’Anfass cittadina per ricordare i suoi dieci anni di attività si è tenuto nell’aula magna dell’istituto «Verga» di piazzale Baden Powell.

Numerosi i relatori che hanno toccato le varie tematiche attinenti la riabilitazione, l’inserimento sociale, la scuola, le occasioni di lavoro. Il convegno è stato anche l’occasione per fare il punto sui dieci anni di presenza in città dell’Anfass e per riflettere sulle prospettive. « L’Anfass – dice Giovanni Totta, consigliere nazionale – conta oggi in Sicilia 19 sedi. E’ una realtà viva che ha come interlocutori naturali le famiglie e le amministrazioni perché a loro compete delle leggi che tutelano i nostri assistiti.

In questo convegno parliamo di presa in carico da parte dell’ente locale perché il giovane assistito deve essere inserito in un progetto lavorativo, scolastico, o sociale per superare barriere di tutti i tipi. C’è anche il progetto che noi chiamiamo «dopo di noi», che vuol dire quello che verrà quando non ci saranno più i genitori e la famiglia e l’assistito dovrà restare in carico all’istituzione.»

Franco Provvidenza è il presidente della sezione modicana ed è stato per sua iniziativa che dieci anni fa la sezione ha avviato la sua attività » Abbiamo 40 famiglie socie ed assistiamo dodici ragazzi nella nostra sede. Purtroppo ci sono molte famiglie che nascondono i loro figli ed è per loro che vorremmo fare di più». Federica Scarso è una volontaria, laureanda in psicologia, che da qualche anno svolge la sua opera nella sede di Treppiedi.

«Purtroppo rifiutiamo richieste di assistenza perché non abbiamo risorse e mezzi. Manca anche il personale perché non ci sono abbastanza soldi e finisce dunque che molti restano a casa». La sede al quartiere Treppiedi è ormai insufficiente e le famiglie si danno da fare per trovare una collocazione migliore; c’è poi un problema pullmino. Quello attualmente in dotazione alla sezione è obsoleto e con tanti chilometri alle spalle. Ne avremmo bisogno uno nuovo».

(Nella foto da sx Giovanni Totta, Franco Provvidenza, Federica Scarso e una giovane dell’Anfass)