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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 546
MODICA - 04/04/2009
Attualità - Modica: continua a far discutere la vicenda dei cani assassini

L´Oipa a Nino Minardo: "Solo ora scopre il randagismo"?

L’iniziativa parlamentare annunciata dal giovane deputato sarebbe tardiva, secondo l’associazione animalista

L’Oipa non ci sta. «Abbiamo sempre operato nel silenzio – dice la delegata provinciale Valentina Raffa – In tante occasioni abbiamo trasferito cani dal sud al nord e nessuno se ne è accorto. Lo abbiamo fatto a settembre e sempre a nostre spese e con il contributo dei volontari. Non abbiamo fatto cenno in questi giorni ai cani killer ma solo a cani randagi e tutto ciò si può verificare attraverso le interviste e le dichiarazioni ufficiali rilasciate; non si è mai parlato di cani killer o dei cani del branco di Sampieri».

L’associazione ha qualcosa da dire anche a Nino Minardo, il parlamentare che ha annunciato la presentazione di una iniziativa legislativa sul randagismo. « Minardo scopre il randagismo solo ora – dice l’Oipa – Dove è stato finora ? Finora ai randagi ci abbiamo pensato solo noi tirando i soldi fuori dalle nostre tasche. Invece di sparare a zero Minardo venga ad incontrarci e conosca la realtà più da vicino».


LA POSIZIONE DI NINO MINARDO E IL DISEGNO DI LEGGE ANNUNCIATO

I cani non finiscono di far male ad uomini e cose. Sul problema randagismo si scontrano associazioni animaliste , amministratori, politici e singoli cittadini. Il tutto nel frullatore mediatico che a livello locale cerca di capire e di raccontare le cose avvantaggiandosi della memoria storica della conoscenza di uomini e luoghi, ma a livello nazionale avanza a colpi di mannaia e non riesce a discernere e soprattutto a spiegare fatti ed eventi con la dovuta attenzione.

Veicolare l’immagine di una provincia dove forze dell’ordine e cittadini sembrano andare in giro pistola alla mano con licenza di uccidere i cani, o anche rappresentare centri abitati e campagne con orde di cani pronti a colpire e azzannare fa torto a tutti, a cominciare da quelle associazioni animaliste cui spetta il compito di prendere le giuste distanze e non di amplificare fatti che nella realtà non sono verificabili o addirittura smentiti dalle cronache.

La tragedia del Pisciotto non deve essere dimenticata, nasce in un contesto di degrado , di pressapochismo tipico del sud, ha evidenziato un problema randagismo che esiste in modo forse esponenziale nella nostra provincia ma dal quale nessuno può chiamarsi fuori; chi lo ha controllato in altre parti del paese ha applicato le leggi ma ha avuto anche risorse e le ha utilizzate in modo corretto, quello che la nostra classe amministrativa non è riuscita a fare compressa come è da debiti, emergenze quotidiane.

Da questa condizione bisogna emergere per i cani, come per l’abusivismo, come per l’immondizia, come per tutte gli altri aspetti della vita che fanno poi la qualità della vita. A conti fatti dalla vicenda del Pisciotto emerge anche una società civile sensibile, attenta, per certi versi arrabbiata, consapevole del problema, attiva, disponibile a invertire la rotta. E’ un’opinione pubblica che non ci sta alla santificazione dei cani, alla loro trasformazione in vittime, al tentativo di associazioni animaliste che con il supporto di media distratti e superficiali cavalcano l’onda dello sdegno e della denigrazione a buon mercato per qualche minuto di esposizione mediatica.

Il parlamentare nazionale Nino Minardo ha dato voce ad una opinione pubblica amareggiata, turbata per quello che è successo, ma che non vuole essere demonizzata. Il disegno di legge che il giovane parlamentare si è impegnato a presentare sul problema randagismo è la migliore risposta da dare a chi dei cani ha fatto solo una bandiera.