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MODICA - 21/03/2009
Attualità - Modica: l’incredibile racconto - denuncia di Giorgio Pluchino

"Mio figlio azzannato dai cani, e la gente guardava". La testimonianza del padre

Solo grazie al coraggio di un anziano turista di Forlì il piccolo si è salvato. Un automobilista è andato via invece di intervenire con la propria vettura
Foto CorrierediRagusa.it

Incredibile. E’ il primo aggettivo che salta in mente ascoltando la testimonianza di Giorgio Pluchino, il padre del bambino modicano di 10 anni aggredito dai cani, forse dallo stesso branco di randagi assassini che ha sbranato e ucciso il coetaneo Giuseppe.

«Nessuno degli abitanti di Marina di Modica – dice con un fil di voce il signor Pluchino – ha alzato un dito per aiutare mio figlio in balia dei cani affamati. Mentre le belve lo morsicavano, un capannello di persone stava a guardare a distanza di sicurezza. Un automobilista ha addirittura tirato dritto. E’ filato via, invece di soccorrere mio figlio e disperdere i randagi. Non fosse stato per il coraggio di un anziano turista di Forlì, che ha strappato mio figlio alle fauci delle bestie, oggi lui non sarebbe qui. Bastava un ritardo di mezzo minuto e i bambini morti sarebbero diventati due. Capisco – aggiunge il padre – che la paura possa in questi casi prendere il sopravvento. Ma si trattava di un bambino. Non si fa così».

Mentre il padre rievoca quei terribili momenti, il piccolo sta guardando divertito il film «Mister Crocodile Dundee». E’ il suo eroe preferito. Ride dinanzi alle scene comiche e ogni tanto ci guarda. Il bambino, dimesso giovedì mattina dall’ospedale «Maggiore», ha superato lo stato di shock, grazie anche al calore del focolare domestico, all’affetto di mamma e papà, del fratellino maggiore e della sorellina di 4 anni. Fino a tre giorni fa, il piccolo si era chiuso in un silenzio assoluto. Scambiava qualche rara parola solo con i genitori, in maniera quasi assente. Adesso invece il bambino pare si sia lasciato alle spalle l’incubo vissuto quella tragica domenica di metà marzo, costata la vita a Giuseppe, dilaniato dai denti aguzzi dei cani killer. Ma il bambino sopravvissuto non ce l’ha con gli animali. Quando gli chiediamo se continua ad amare i cani, ci fa timidamente cenno di sì con la tesa. Il piccolo, non appena lasciato l’ospedale, ha accarezzato il cane di un parente.

Nella sua innocenza, il bambino sa che i veri colpevoli di questa assurda vicenda non sono i cani. Il padre invece non ha dubbi: «Non lancio accuse contro nessuno. Ma i colpevoli ci sono e devono pagare. C’è un indagine che accerterà tutte le responsabilità. Mi sono già rivolto al mio avvocato di fiducia. Ci costituiremo parte civile nel procedimento penale. Voglio sapere chi sono i responsabili. E’ un mio diritto. E se esiste un minimo di giustizia a questo mondo, qualcuno dovrà pagare per i propri errori.

E’ inconcepibile – continua il padre – che due bambini, di cui uno purtroppo non ce l’ha fatta, siano stati sbranati dai cani a Marina di Modica nel 2009, proprio come avveniva secoli fa nelle foreste infestate dai lupi. Ed in effetti – aggiunge il padre – le bestie che si aggiravano indisturbate tra Sampieri e Marina di Modica erano ormai più simili ai lupi che non ai cani. Giravano in branco e aggredivano senza remore. E nessuno lo sapeva. Chi doveva vigilare non lo ha fatto. E così si è verificata la tragedia, che sarebbe anche potuta essere doppia o addirittura tripla, contando anche l’aggressione alla turista tedesca. Mio figlio – conclude il padre quasi in lacrime – è un miracolato. E non smetterò mai, finché vivrò, di ringraziare quel coraggioso signore di Forlì che non ha esitato a buttarsi in mezzo ai cani, salvando la mia creatura da morte certa».

Prima di andarcene da casa sua, il bambino si diverte a giocare un po’ con noi e ci chiede quale sia la nostra squadra. «Io – dichiara orgoglioso – tifo Juve e il migliore è Buffon. Non lo cederemo mai a nessuno, neanche per parecchie di queste», e tira fuori dalla tasca due banconote da cinque euro. Se sul corpo il bambino porta ancora i segni dei denti dei cani, sull’orecchio destro, sul volto, sulle gambe e sulle braccia, è per fortuna del tutto guarito sotto l’aspetto interiore.


IL MANAGER DELL´AUSL 7 FULVIO MANNO CONTRO FRANCESCA MARTINI

Scintille fra il direttore generale dell’Ausl 7 Fulvio Manno e la sottosegretaria alla Salute Francesca Martini. Le dichiarazioni della sottosegretaria fatte al Tg2 sul dramma di Sampieri, hanno scatenato le durissime reazioni del manager dell’Ausl, che ha addirittura chiesto le dimissioni del rappresentante del governo.

Fulvio Manno non solo ha accusato la rappresentante leghista di non conoscere le norme di legge che regolano la materia trattata «non ammissibile in chi rappresenta le istituzioni», ma ha anche invitato l’esponente del governo Berlusconi a dimettersi. In una lettera inviata alla sottosegretaria, al prefetto Fanara e ai sindaci della Provincia, Manno chiede papale papale alla Martini di «valutare la possibilità di dimettersi dall’incarico ricoperto».

Tutto è partito dalle dichiarazioni di Martini al Tg2, secondo le quali le responsabilità della tragedia che ha visto la morte di un bambino e il ferimento di altre perone sarebbero da accollare all’Ausl. «Un indegno gioco del cerino- chiosa l’avvocato Fulvio Manno, uno che non le ha mai mandato a dire a nessuno- per attribuire responsabilità proprie ad altri».

Secondo il vulcanico manager, la sottosegretaria del ministero della Salute «non sa che l’Usl non ha alcuna potestà di imporre l’apposizione di microchip a cani che sono stati sottoposti a sequestro giudiziario. Come dovrebbe essere altrettanto noto che per quanto sottoposto a sequestro è necessaria una specifica autorizzazione dell’Autorità competente per poter effettuare qualunque modifica e, quindi, anche l’identificazione di cani mediante microchip».

Conclusa la «lezione» sulle competenze, Manno dà la stoccata finale alla sottosegretaria chiamandola in causa sui finanziamenti da «fame» concessi al Comune di Modica per la realizzazione del canile. «A fronte della richiesta di un finanziamento di oltre 1.300.000 euro per la costruzione di un canile è stato concessa la somma di 50.000 euro a dimostrazione di una politica fatta di annunci, che privilegiando gli interventi a pioggia (di piccolo importo per accontentare tutti) non risolve alcun problema se non la soddisfazione d’interessi particolari».

Manno coglie l’occasione per informare la sottosegretaria alla Salute che nel territorio dell’Ausl n.7 di Ragusa sono presenti 3 (uno per ogni Distretto: Ragusa, Modica, Vittoria) ambulatori veterinari di anagrafe canina e sterilizzazione dei randagi accalappiati dai servizi comunali.
«L’anagrafe canina informatizzata è stata implementata con l’inserimento di microchip in circa 16.000 cani. I servizi veterinari sono stati oggetto di diverse ispezioni comunitarie dalle quali è emersa un’eccellente organizzazione e un’efficace erogazione delle attività, tutti dati già a disposizione del Ministero».

Appena apre bocca Francesca Martini provoca la reazioni di esponenti politici di Ragusa. Con il deputato regionale Innocenzo Leontini ha avuto scontri verbali prima del dramma di Sampietri sempre per questioni di animali, poi ha provocato la reazione del sindaco Nello Dipasquale per quanto riguarda l’ordinanza di abbattimento dei cani randagi, infine il risentimento del manager Fulvio Manno.


ANCHE INNOCENZO LEONTINI SI SCAGLIA SULLA SOTTOSEGRETARIA AL WELFARE

«E’ veramente incredibile come un sottosegretario possa puntare il dito contro i sindaci di un territorio che stanno facendo di tutto, senza risorse economiche, per arginare l’emergenza. Un’emergenza dettata da incidenti gravi». Il capogruppo del Pdl all’Ars, onorevole Innocenzo Leontini, si scaglia contro il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini: «Anziché mettersi sul primo volo e venire in Sicilia a constatare di persona, magari partecipando ai funerali del piccolo Giuseppe, ha avuto il coraggio di attaccare i sindaci e le autorità sanitarie del luogo.

Se veramente vuole fare sentire la vicinanza del governo mandi le risorse che i sindaci hanno chiesto. Serve un provvedimento straordinario di oltre un milione e mezzo di euro tanto per cominciare. Come può dichiarare certe cose il sottosegretario quando nel mese di febbraio l’Aidaa, l’associazione italiana difesa animali e ambiente, ha denunciato il taglio dei fondi nella
Finanziaria 2009 per la lotta al randagismo?

Ricordo alla Martini - dice Leontini - che un suo compagno di partito, l’on Giacomo Chiappori della Lega Nord soltanto due giorni fa ha detto che la colpa non può essere addebitata ai Comuni, perché non ci sono soldi. Sono convinto – conclude Leontini – che il sottosegretario ha sbagliato tutto nel suo intervento contro i sindaci. E’ ancora in tempo per correre ai ripari e ritrattare le dichiarazioni. Magari - conclude Leontini - potrebbe pensare di venire a Ragusa e rendersi conto della laboriosità di questa provincia e dei suoi amministratori».

(Nella foto in alto Giorgio Pluchino con la moglie Corrada. Sotto la foto del bambino di 10 anni azzannato dai cani killer: cliccateci sopra per ingrandirla)

Il bambino di 10 anni azzannato dai cani killer