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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:32 - Lettori online 1283
MODICA - 16/03/2009
Attualità - Il ministro Maroni ordina lo stop all’abbattimento dei cani

Il procuratore Platania: "Non ho colpe, qualcuno pagherà"

A settembre l’Ausl aveva fatto un sopralluogo in casa Giglio, proprietario dei cani, trovando tutto regolare

Un sequestro «simbolico» dei cani. Così il procuratore Domenico Platania ha definito il provvedimento «eseguito impropriamente» dai Carabinieri lo scorso settembre, quando «raccomandarono – ha dichiarato Platania – a Virgilio Giglio di stare attento ai cani che possedeva. Allora si trattava di 11 animali adulti, tra cui alcune cagne gravide, e 20 cuccioli».

Comincia così la dettagliata disamina del procuratore sulla vicenda drammatica dell’aggressione mortale da parte dei cani al piccolo Giuseppe, dalla quale è scaturito l’arresto del possessore degli animali, per l’appunto Giglio, con l’accusa di omicidio colposo. Platania ha specificato che non può essere contestato a Giglio anche il reato di malgoverno di animali «perché quei cani non sono mai stati affidati in custodia giudiziale al possessore degli stessi. Aldilà di ciò, lo stesso reato di omessa custodia non è punibile penalmente, ma solo come illecito amministrativo, a seguito della depenalizzazione di due anni fa».

Platania rigetta pertanto ogni responsabilità, leggendo testualmente un documento dell’Ausl 7 servizi veterinari in cui «si attesta che il casolare abitato da Giglio è agibile e che i cani vivono con lui in un clima salubre e legati al padrone da un reciproco attaccamento affettivo». In sostanza il procuratore ribadisce che, carte alla mano, non c’era nessun motivo di dubitare di questo documento, inviato dalla stessa Ausl il 5 settembre 2008 ai Carabinieri, dopo la denuncia sporta da una turista che, ad agosto, fu morsicata dai cani.

Furono proprio le forze dell’ordine a risalire a Giglio e ai suoi animali, sequestrati ma lasciati nella disponibilità dello sciclitano, con la raccomandazione di starci attento. «Non era nostra competenza – ha precisato il procuratore – stare attenti al successivo comportamento di Giglio, così come non sono mai stati affidati cani o altri animali a questa persona. Se poi sia stato egli stesso a raccogliere randagi per strada – ha aggiunto Platania – non lo potevamo sapere, così come non avremmo comunque potuto togliergli gli 11 cani adulti e i 20 cuccioli che già aveva con sé, semplicemente perché non avevamo dove metterli. Li avremmo dovuti buttare per strada e questo non era possibile. Ricordo – ha concluso Platania – che non fu possibile individuare nessuna struttura alternativa dove ospitare i cani, pertanto lasciati con Giglio, esortato dai Carabinieri a vigilare su di essi».

E’ storia recente invece che i cani potevano entrare e uscire liberamente dal tugurio in cui viveva Giglio, tra escrementi, carcasse e ossa di animali e altro ciarpame. Tant’è che i cani hanno azzannato a morte il piccolo Giuseppe domenica scorsa, tentato di morsicare un’anziana residente di 74 anni lunedì e sbranato alla faccia ieri mattina la turista tedesca di 24 anni, rendendo necessaria la cattura immediata e vietando l’accesso alla zona. Platania ha dichiarato che effettuerà un sopralluogo nel casolare, posto sotto sequestro, accertando ogni responsabilità. Giglio sarà invece interrogato stamane in carcere dal giudice per le indagini preliminari.


Spetterà adesso all’Ausl, chiamata in causa, chiarire come stanno le cose in merito alla tragedia. Ci sarà qualche responsabile che ha provocato la morte di un bambino di 9 anni, il ferimento di un altro di 10, ricoverato al «Maggiore» di Modica in condizioni stazionarie, il ferimento di una donna di 72 anni e di una turista tedesca di 24 anni trasportata in elisoccorso a Catania in condizioni disperate.


GLI INTERVENTI DI MARONI, DELLA MARTINI E DEL SINDACO DI RAGUSA DIPASQUALE

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni e la sottosegretaria alla Salute Francesca Martini. Dal Viminale arriva un ordine categorico al prefetto Fanara con il quale si impone il divieto di ammazzare i cani randagi.

E’ quello che chiede anche la Lav regionale citando la legge Finanziaria 2008 in materia di tutela degli animali d’affezione e di prevenzione del randagismo. Almeno mezza dozzina di cani sono stati già abbattuti dai tiratori scelti.

C’è il rischio che s’inneschino conflitti istituzionali. Perché a seguito dell’intervento del ministro Maroni, il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale ha emesso un duro comunicato con il quale definisce «un atto di grave irresponsabilità del governo l’ordine di bloccare il piano di abbattimento dei randagi pericolosi. La sottosegretaria Martini non l’idea della gravità della situazione».

Il sindaco è disposto ad andare anche oltre. «Se dovesse accadere un altro episodio così grave- conclude -assieme agli altri sindaci dei comuni della provincia sposteremo la nostra protesta a Roma davanti a Palazzo Chigi».


L´OPINIONE DEL SINDACO DI CHIARAMONTE GULFI GIUSEPPE NICASTRO

La lotta al randagismo dei cani non può essere un problema solo a carico dei Comuni. Il controllo del territorio implica risorse e mezzi che non sempre sono alla portata di tutti gli enti locali. Questo il senso della precisazione del sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, che ha inteso prendere le distanze dalle dichiarazioni rese dal sottosegretario di stato al Ministero degli Interni, Francesca Martini, che ha scaricato ogni responsabilità, mettendo sulla graticola i Sindaci.

«Come primo cittadino di Chiaramonte Gulfi, ha commentato Giuseppe Nicastro, respingo le affermazioni della Martini che oggi, alla luce dei tragici eventi di Sampieri, se la prende con i Comuni. Il nostro ente ogni anno, puntuale nei pagamenti, spende per il ricovero dignitoso dei cani randagi circa 30 mila euro ogni anno, una cifra di tutto rispetto (per un piccolo comune di 8000 abitanti), alla luce delle difficoltà economiche e dei continui tagli che subiscono le comunità locali.

Ogni cane ricoverato in canile comporta giornalmente una spesa di oltre due euro al giorno. La sottosegretario Martini, ancor prima di attaccare i Sindaci e in special modo il collega di Scicli, Giovanni Venticinque, a cui va tutta la mia solidarietà per le assurde accuse ricevute, farebbe bene a proporre al governo uno stanziamento di risorse, vincolate alla lotta al randagismo, in modo tale d’avere i mezzi necessari per affrontare questa situazione di grande allarme sociale. Solo in tal caso sarebbe legittimata a «rimproverare i sindaci".

In ossequio alla sua provenienza legista ogni occasione, anche tragica come questa che stiamo vivendo, è buona per di attaccare il sud ed i suoi amministratori.

Non è pensabile, ha poi aggiunto il primo cittadino, che i Comuni possano,a fronte di territori estesissimi, come quello di Chiaramonte Gulfi ( oltre 126 Kmq ), avere un controllo puntuale di tutti i dei cani randagi presenti nel territorio. Noi - conclude il sindaco di Chiaramonte Nicastro - ci mettiamo tutto l’impegno possibile ma le altre istituzioni, Stato, Regioni, Province non possono solo alzare il dito: devono assumersi le loro responsabilità e mettere i Comuni nelle possibilità di operare» non solo nel settore del randagismo ma anche in altri campi in cui le Amministrazioni comunali sono chiamate ad intervenire senza che le vengano attribuite le risorse economiche necessarie.