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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 931
MODICA - 17/03/2009
Attualità - Modica: rischia di saltare la manovra di risanamento. Rispunta l’ipotesi dissesto

Modica: scontro aperto tra sindacati e amministrazione

Il segretario generale della Cisl Fp Gianfranco Marino bolla senza mezzi termini come «illecita» la manovra di risanamento

Si acuisce lo scontro tra sindacati e amministrazione. Un’altra settimana di fuoco per il sindaco Antonello Buscema. La manovra di risanamento proposta dalla giunta ha portato con sé un prevedibile effetto boomerang che sta facendo precipitare una situazione già al limite.

Oltre un centinaio di dipendenti comunali hanno difatti inoltrato ricorso al giudice del lavoro per l’ottenimento degli arretrati previsti dal contratto nazionale di lavoro e che, a distanza di un anno, non sono stati ancora erogati dall’amministrazione comunale.

Il segretario generale della Cisl Fp Gianfranco Marino rincara la dose e, con una nota, scioglie i dubbi sul pagamento degli arretrati contrattuali del biennio 2006/2007 e del salario accessorio 2008/2009 «che spettano ai lavoratori comunali in forza di legge – scrive Marino – costituendo diritti soggettivi individuali, non trattabili da parte di chiunque non abbia titolo, compresa l’amministrazione comunale».

Marino bolla senza mezzi termini come «illecita» la proposta contenuta nel documento diramato dall’amministrazione e che riassumeva in quattro cartelle i punti cardine della manovra di risanamento. «Il fatto che numerosi lavoratori abbiano deciso di attivare i tentativi obbligatori di conciliazione per il pagamento degli arretrati contrattuali – aggiunge Marino – deve essere letto come la legittima risposta al mancato rispetto dell’impegno, che era stato assunto dal sindaco Buscema e dagli assessori al personale e al bilancio Sammito e Muriana, di stanziare le relative risorse in sede di assestamento del bilancio di previsione 2008.

L’amministrazione – prosegue Marino – non solo ha omesso in maniera sfrontata questo adempimento, ma ha altresì violato le vigenti norme di legge in materia, assieme al resto della giunta e dei consiglieri di maggioranza che hanno approvato lo strumento di programmazione finanziaria. Riteniamo quindi opportuno – conclude Marino – che l’amministrazione non solo inserisca nel bilancio 2009 gli arretrati contrattuali 2006/2007, costituenti debito fuori bilancio, ma preveda anche i fondi per il rinnovo contrattuale 2008/2009 che sarà a breve firmato a livello nazionale».


DIPENDENTI COMUNALI, TUTTI DAL GIUDICE DEL LAVORO
di Duccio Gennaro


Tutti dal giudice del lavoro. Decine di impiegati comunali hanno presentato ricorso per vedere riconosciuti i loro diritti contrattuali. Si tratta in particolare degli arretrati del contratto nazionale di lavoro che a distanza di un anno non sono stati ancora pagati dall’amministrazione comunale.

Difficile stabilire al momento quanti si sono rivolti al giudice del lavoro per ottenere quanto loro dovuto ma fonti sindacali indicano in almeno un centinaio i dipendenti che hanno avviato i decreti ingiuntivi. Rispetto ad un arretrato che si aggira mediamente sui mille300 euro la somma rischia di raddoppiare se, come è molto probabile, il magistrato dovesse riconoscere il diritto del lavoratore a percepire il compenso arretrato.

Tra spese legali e processuali infatti si arriverebbe ad almeno duemila500 euro per ogni singolo dipendente. L’arretrato contrattuale pesa per poco più di un milione di euro sul bilancio comunale ma l’amministrazione ha avviato una trattativa con i sindacati perché arretrati e compensi accessori siano per il momento congelati.

Nelle intenzioni della giunta Buscema infatti la somma sarà iscritta in bilancio ma, grazie alla concertazione con i sindacati, non sarà liquidata. Avendo avuto la percezione di questo accordo la base, o comunque quanti non fanno riferimento preciso ad un sindacato, hanno deciso di rivolgersi al proprio legale dando preciso mandato di avviare la procedura di recupero delle somme dovute per legge.

L’amministrazione è alle prese in questi giorni con la redazione del bilancio e proprio domani varerà la bozza che sarà inoltrata poi alle commissioni competenti ed arriverà in ultima istanza in consiglio per l’approvazione. Il pericolo di una bolla finanziaria che potrebbe esplodere ha messo in guardia la giunta che sta valutando come arginare la questione prima che arrivi alle estreme conseguenze.

L’esecutività della sentenza del giudice del lavoro manderebbe infatti a carte quarantotto tutto il lavoro di programmazione e di concertazione che Buscema ed i suoi assessori hanno svolto in questi mesi. Quanti tra i dipendenti non hanno ancora avviato la procedura di recupero delle somme arretrate vogliono attendere l’evoluzione della vicenda bilancio.

Si tratta dei dipendenti più sensibili e sindacalmente più schierati che attendono segnali precisi dall’amministrazione in sede di approvazione del documento finanziario. «Non possiamo pagare noi i buchi di bilancio – dicono – Il sindaco abbia il coraggio di aumentare l’Ici sulla seconda casa, faccia la lotta seria ad evasione ed elusione, aumenti di due punti percentuali l’Irpef. Può recuperare quel milione che serve al pagamento degli arretrati contrattuali e degli stipendi».

Un altro monito all’amministrazione arriva dal sindacato; la Cgil scende ufficialmente in campo e chiede il mantenimento del tempo pieno per i precari, niente licenziamenti per dipendenti Multiservizi e Rete Servizi, salvaguardia del monte ore nei servizi sociali. Su questa linea si è schierato anche Vito D’Antona, consigliere di Sinistra Democratica, che ha avviato un confronto serrato con Buscema e la giunta sui temi del lavoro. D’Antona fa parte integrante della maggioranza e l’assessore alla P.I., Antonio Calabrese, è il rappresentante di Sd in giunta. Se l’amministrazione dovesse tenere le sue posizioni non è esclusa una presa di distanza di Sd dalla maggioranza Pd- Mpa, già criticata per la vicenda delle concessioni per il piano costruttivo di Michelica.