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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 281
MODICA - 07/03/2009
Attualità - Modica: il convegno "Sulle regole" al teatro "Garibaldi" per gli studenti

Modica: Gherardo Colombo ha parlato di legalità

È il segno che gli organizzatori Giovanni e Rosetta Pluchino hanno voluto dare alla città in ricordo del figlio Raffaele, scomparso in un incidente stradale
Foto CorrierediRagusa.it

Legge, giustizia, rispetto delle regole, valore della persona, libertà di pensiero e d’azione. Sono solo alcuni dei temi delicati trattati da Gherardo Colombo, il magistrato che ha lavorato in importanti inchieste come Mani pulite e il delitto Ambrosoli, nel convegno ‘Sulle regole’ che si è svolto al teatro Garibaldi, per proseguire, nel pomeriggio, con un dibattito aperto nell’aula consiliare di Palazzo S. Domenico.

È questo il segno che Giovanni e Rosetta Pluchino, del Comitato organizzatore, hanno voluto dare alla città in ricordo del figlio Raffaele, scomparso in un incidente stradale, è questa l’eredità di un ragazzo che si apprestava a vivere nella società, dando ai coetanei un esempio di fratellanza, amicizia e difesa dei più deboli. Durante il convegno, moderato dal giornalista Angelo Di Natale, gli studenti delle scuole di secondo grado di Modica hanno posto all’ex magistrato interessanti quesiti. Si è trattato, in fondo, di una ‘chiacchierata’ di Colombo con loro, un approccio ‘giovane’ e ‘fresco’ che non ha dovuto attendere molto per ottenere un riscontro in termini di attenzione e curiosità.

E così, tra una battutina e l’altra, Colombo ha conquistato il pubblico, parlando con sincerità e sottolineando come tante cose in questo Paese e non solo dovrebbero cambiare. Basti pensare che in Italia, dove la popolazione carceraria è di 60mila persone, ciascuna delle quali costa allo Stato e dunque ai cittadini 150 euro al giorno, ben 2 su 3 ex detenuti rientrano in carcere in un breve volgere di tempo, per cui probabilmente questo metodo non è efficace. Ma perché qualcosa cambi dipende secondo Colombo da tutti. «La causa di ogni disfunzione - ha detto - è il modo di essere e pensare dei cittadini, perché chi legifera è stato eletto da loro, da noi».

Ma è anche proprio perché si è tutti cittadini, e quindi coinvolti in prima persona, che il cambiamento dipende dal comportamento assunto da ognuno nella vita privata, al lavoro, nella società. Legge e giustizia sono collegate ma non coincidenti per il magistrato. Osservare la legge vuol dire rispettare le regole, ma queste sono sempre giuste? No. Basti pensare alle leggi razziali, che umanamente non andavano seguite, perché al di sopra finanche della legge c’è il rispetto della persona. È questo il messaggio più importante che giunge ai ragazzi coinvolti nel progetto ‘Sulle regole’, consistente nella disamina dell’omonimo libro di Colombo e nella realizzazione di ‘narrazioni e quesiti’ che verranno raccolti in dossier. La famiglia Pluchino ha consegnato una targa-ricordo a Colombo (nella foto) mentre questi ribadiva che la sua speranza è riposta nei giovani.