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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 937
MODICA - 04/03/2009
Attualità - Modica: non piace a sindacati e opposizione la manovra progettata dalla giunta

Modica: Triplice sindacale e Pdl rompono sul risanamento

Il sindaco Antonello Buscema ha lasciato intendere che si proseguirà comunque nel percorso intrapreso per uscire dalla crisi
Foto CorrierediRagusa.it

C´era da aspettarselo. Era fin troppo prevedibile che Sindacati e Pdl stroncano la manovra di risanamento partorita dall’amministrazione. Le quattro cartelle del documento, visionate dalla Triplice sindacale e dall’opposizione, sono state bocciate senza possibilità d’appello. I due distinti documenti dai toni caustici lasciano intendere che i punti cardine del piano finanziario sul quale la giunta Buscema puntava per scampare al dissesto, sono lontani anni luce dalle esigenze di sindacati e minoranza. Ma il sindaco ha già annunciato che andrà avanti nel percorso tracciato.

LA TRIPLICE SINDACALE NON CI STA: «QUEL DOCUMENTO NON E’ LA BIBBIA – Secondo la Triplice, il contenuto del documento sul quale si articola l’intera manovra «intacca in modo prioritario e senza riserva alcuna – si legge nel comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil – il mondo del lavoro, seguendo una logica che non tiene conto di diritti consolidati e della salvaguardia di servizi resi alla collettività. Si è registrato, altresì, un approccio poco disponibile a recepire, nel merito, le proposte che il sindacato ha avanzato, in diverse occasioni, per riequilibrare su altre voci in entrata e in uscita il documento finanziario, al fine di alleviare il costo sociale che graverebbe sui dipendenti dell´ente a qualsiasi titolo e su quanti sono, in modo diretto e indiretto, finitori dei servizi. Il documento consegnatoci – conclude la Triplice – non può essere per noi una bibbia e va rivisitato con proposte concrete, tese alla salvaguardia degli interessi e delle aspettative di quanti intrattengono un rapporto di lavoro con l´ente».

IL PDL «IL DISSESTO E’ SOLO UNA BUFALA» – Non meno duro, nei toni, il comunicato del Pdl, che striglia l’amministrazione per «non aver posto in essere – si legge testualmente – alcuna proposta positiva per uscire dall’emergenza finanziaria, alimentando le incertezze ed intimorendo i dipendenti, i creditori e tutta la città con l’ipotesi del dissesto finanziario, che si è tradotta in una ‘bufala’. La soluzione – pontifica il Pdl – non è data dalla dichiarazione di dissesto, così come non la si può ricercare nella previsione di bilancio avanzata dall’amministrazione Buscema. Il Pdl – conclude il documento – vicino e solidale alle posizioni dei dipendenti e di tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo nell’attuale situazione, dichiara con fermezza il suo «no» al bilancio dell’amministrazione Pd – Mpa».

MPA AUSPICA PROGETTO DI RISANAMENTO – E proprio da Mpa partito giunge una pacca sulla spalla di un sindaco che sta percorrendo un sentiero tutto in salita. «I dipendenti delle aziende che operano nell’indotto del comune – scrive Mpa – meritano la stessa attenzione e la medesima considerazione di tutti gli altri dipendenti dell’ente, diretti e indiretti. Pertanto suggeriamo e auspichiamo – si chiude il documento – un progetto di risanamento rigorosamente rispettoso delle norme tecnico-giuridiche, economiche e finanziarie».


LA CGIL SI SCHIERA CON I CONTRATTISTI: ASSUMETELI

Chiara la posizione della Cgil, come dichiarato da Salvatore Terranova, segretario aziendale della organizzazione sindacale: « ancor prima che venga toccata la così detta forza lavoro occorre che l´amministrazione incentri la propria attenzione su determinati ordini del bilancio di previsione del 2009 cercando di incrementare l´ordine delle entrate in seno al bilancio stesso.

Soltanto dopo che saranno state individuate le somme reali di entrata all´interno del bilancio si potrà cominciare a parlare di sacrifici. Riguardo al personale di ruolo l´idea ferma è che questo non può rinunciare ai propri diritti, con particole riferimento agli arretrati contrattuali e così neanche il personale contrattista che dalla proposta risulterebbe l´unico a farsi carico del sacrificio più grave e che non può essere penalizzato, in un momento di grande crisi economica che si sostanzia notevolmente anche sul nostro territorio, con il dimezzamento delle ore lavorative e del proprio reddito anche perchè questo personale, cresciuto con il Comune, oggi è diventato molto importante per l´ossatura e la prospettiva stessa della macchina comunale, dal momento che, lavorando all´interno della stessa da parecchi anni, ha acquisito una indubbia professionalità.

Si tratta di forza lavoro matura e ben istruita, che garantisce, in certi casi, servizi essenziali alla cittadinanza ed al funzionamento esclusivo di determinati uffici; non considerando il fatto che la media di età degli impiegati di ruolo, oggi, si attesta sui 60 anni e che circa 150 unità di questi andranno in pensione entro il 2010".

Inoltre è da respingere l´idea che la famosa integrazione dei contrattisti, a completamento di quelle pagate dalla Regione, possa essere una delle maggiori cause del dissesto finanziario o la causa dei ritardi nei pagamenti degli stipendi degli impiegati di ruolo, perchè un milione di euro in più spesi nel corso di un anno non può nella maniera più categorica essere il motivo dei ritardi nella corresponsione delle buste paga ed anche quando, questa venisse eliminata dal capitolo delle spese, i dipendenti di ruolo non avrebbero risolto il problema.


LA MANOVRA DI RISANAMENTO PUNTO PER PUNTO

Si allontana lo spettro del dissesto finanziario, con il potenziamento dei settori comunali che garantiscono introiti sicuri e la lotta all’evasione per garantire un aumento delle entrate. E’ il caso dell’Ici, cui corrisponderà una riduzione delle tariffe per la tassa sui rifiuti solidi urbani e per il canone idrico. E poi ancora tagli ai servizi sociali e alle due società pubbliche e l’erogazione rinviata, in tempi da definirsi, delle spettanze accessorie ai dipendenti comunali. L’intera manovra è basata su una previsione di maggiori entrate pari a 3-4 milioni di euro. E’ riassunta in quattro cartelle consegnate alla triplice sindacale la manovra di risanamento dell’amministrazione. Insomma, pare si stia finalmente passando dalle parole ai fatti. Di seguito gli stralci significativi del documento di sintesi consegnato ai sindacati, in riferimento alle misure di intervento che dovranno costituire l’ossatura fondamentale del bilancio 2009.

RETRIBUZIONI DEI DIPENDENTI COMUNALI – «Le retribuzioni dei dipendenti di ruolo del comune – si legge testualmente – costituiscono la maggiore voce di costo del bilancio. Il loro numero è ben oltre il rapporto di uno ogni 156 residenti previsto dalle norme nazionali in caso di dissesto. Poiché si vogliono scongiurare scenari catastrofici, ed essendo giustamente incomprimibile il reddito dei lavoratori in dipendenza dei contratti collettivi nazionali di lavoro, l’amministrazione propone ai sindacati di sottoscrivere un accordo per il quale, a fronte di uno sforzo eccezionale per garantire la puntualità nell’erogazione delle retribuzioni, si rinunci al salario accessorio e si rinvii a data da destinarsi l’erogazione degli arretrati contrattuali. L’amministrazione – continua il documento – chiede inoltre ai sindacati, ai suoi dirigenti e a ciascuno dei dipendenti, di adoperarsi affinché non si attivino iniziative giudiziarie individuali che, nel loro complesso, pregiudicherebbero la possibilità per il comune di far fronte a richieste di crediti liquidi ed esigibili».

IL FUTURO DEI CONTRATTISTI – Per quanto riguarda precari e contrattisti, l’ente ha in corso contratti di lavoro a tempo determinato con 119 persone. «Tali contratti – si continua a leggere nel documento di sintesi consegnato ai sindacati – sono finanziati dalla Regione per un numero limitato di ore di lavoro settimanali, mentre il Comune ha sottoscritto annualmente contratti per 36 ore di lavoro. La normativa sulle spese obbligatorie non consente di attivare contratti per un numero di ore superiore a quello finanziato dalla Regione».

«MULTISERVIZI» E «RETESERVIZI»: CIAK, SI TAGLIA – In riferimento alle società a compartecipazione pubblica «Multiservizi» e «Reteservizi», l’ente ha disdettato i contratti relativi ai servizi più onerosi. «Nel bilancio di previsione 2009 – è scritto nel documento di sintesi – il comune può finanziare le società solo per i servizi indispensabili e in limiti compatibili con l’equilibrio di bilancio». Per quanto riguarda i servizi sociali, il vincolo obbligatorio posto dalla legge regionale 1/2008 è quello di assegnare agli interventi in materia di diritto allo studio e di servizi sociali il 25% dei trasferimenti della Regione. L’Amministrazione rispetterà tale vincolo minimo, tendendo ad innalzarlo entro limiti compatibili con l’equilibrio di bilancio.

UNIVERSITA’ OK, ISTITUTO MUSICALE KO – Sul fronte università, l’amministrazione intende stipulare un nuovo contratto con il Consorzio universitario di Ragusa, che permetterebbe di accedere alle risorse di cui l’organismo dispone o potrà disporre in futuro. Il contributo annuo che il comune intende erogare per mantenere almeno il corso di laurea in scienze del governo e dell’amministrazione (punto interrogativo per quello di economia aziendale) sarà pari a 200mila euro, per consentire di ripianare il debito pregresso di 7 milioni con l’ateneo catanese, anche ricorrendo alla transazione. Nessun finanziamento è stato previsto per l’istituto musicale, forse destinato alla chiusura.