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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 795
MODICA - 02/03/2009
Attualità - Modica: situazioni ai limiti della decenza, indegne di un paese civile

Un frigorifero ai piedi del convento e liquami in municipio

Qualcuno ha scaricato la carcassa dell’elettrodomestico in via Nuova Sant’Antonio. Intanto l’atrio comunale sembra una cloaca
Foto CorrierediRagusa.it

Se alle situazioni dettate dalle emergenze si aggiungono altresì i biasimevoli atteggiamenti d’inciviltà e un controllo pressoché inesistente delle forze dell’ordine, ecco che la carcassa di un frigorifero in pieno centro storico (nella foto di Carmelo Poidomani), in via Nuova Sant’Antonio, peraltro ai piedi dell’antico convento dei frati cappuccini, può anche non destare stupore più di tanto.

Se lentamente stanno sparendo i cumuli di spazzatura ammassati attorno ai cassonetti traboccanti di altro pattume, che i cani randagi hanno negli scorsi giorni sparso per le strade alla ricerca di cibo, quel frigo resta ancora lì, come uno squallido totem che inneggia alla maleducazione, all’assoluta mancanza di rispetto per gli altri, e anche per sé stessi.

E’ ormai roba vecchia lo scarico sulle strade pubbliche di rifiuti ingombranti e schifezze di ogni genere, ma proprio perché si tratta di una vicenda annosa che sta travalicando i limiti dell’umana sopportabilità, bisognerebbe porvi rimedio. L’idea delle «ronde», già sperimentata in altri comuni del Paese, non sarebbe poi male, alla luce della carenza d’organico che affligge il corpo di polizia municipale e delle incombenze ben più urgenti che impegnano Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza.

Basterebbe qualcuno che si appostasse nei punti strategici e annotasse il numero di targa dei veicolo dal quale ignoti incivili scaricano i rifiuti ingombranti, per procedere subito dopo alla denuncia alle autorità competenti. Se ormai materassi usati, pneumatici in disuso e carcasse d’elettrodomestici vari abbruttiscono da tempo gli splendidi paesaggi offerti dalla campagna modicana, mai si era assistito al deposito di una carcassa di frigorifero ai bordi di una strada trafficata. Roba da paesi malfamati.

E’ ipotizzabile che sia stato un residente a compiere l’illegale atto. Basterebbero una serie di controlli a tappeto per raccogliere qualche indizio utile a risalire all’identità di chi ha insozzato la pubblica via. L’assessore all’ecologia Tiziana Serra fa spallucce e lascia intendere di non poter fare granché. Non è la buona volontà che manca, ma le risorse. E’ auspicabile che gli operai comunali addetti al ritiro degli ingombranti possano eliminare nelle prossime ore la bruttura che offende il convento e indigna i cittadini, quelli civili.

Intanto la situazione sta tornando alla normalità, con il conferimento quasi regolare dei rifiuti nella discarica di Pozzo Bollente, dopo lo sciopero bianco attuato dagli operai che, in pratica, non lasciavano scaricare tutti i camion carichi di pattume. E pensare che Modica sta pagando fiori di quattrini per poter utilizzare il sito. I cittadini se ne stanno già accorgendo, con la tassa sui rifiuti solidi urbani che ha raggiunto livelli di soglia, in termini di soldi da sborsare. Un autentico salasso, rispetto ad altri comuni, come ad esempio quello capoluogo, dove per un appartamento di eguale estensione, un ragusano paga fino a 400 euro annui in meno.

Per restare in tema di situazioni da paesi sottosviluppati, è di questi giorni la notizia di uno sversamento di liquami fognari nientemeno che nell’atrio di palazzo San Domenico, sede del comune, di recente riportato all’antico splendore dopo i lavori di restauro. La vergognosa circostanza è denunciata dal capogruppo consiliare Udc Paolo Nigro, che invoca una soluzione. La melma proviene da una copiosa perdita dai bagni del municipio, ubicati al primo piano. Ma i liquami della conduttura pubblica insozzano anche altre strade principali, compresa la parte iniziale di corso Umberto I. Quando non c’è limite al peggio.

Nella Galleria sotto la foto dei liquami fognari nell´atrio comunale. Cliccateci sopra per ingrandirla.

I liquami fognari invadono l´atrio comunale