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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 885
MODICA - 20/02/2009
Attualità - Modica: una sorta di cannibalizzazione tra poveri a causa della crisi

Dipendenti di ruolo si scagliano sui contrattisti

Gli interessati rigettano le accuse e incassano la solidarietà di altri colleghi, la maggioranza. Pubblichiamo una lettera
Foto CorrierediRagusa.it

"Sono persone che non hanno bisogno di lavorare, che si presentano sul posto di lavoro ben vestiti, con capi firmati, cambiando anche tre paia di scarpe a settimana e che si muovono a bordo di auto fiammanti".

E’ il ritratto dei contrattisti del comune; così li vedono almeno alcuni dipendenti di ruolo che hanno firmato una lettera con la quale prendono le distanze dal personale precario. Quattro stipendi di mensilità arretrate ed un futuro nebuloso scatenano a palazzo S. Domenico una battaglia tutta interna al personale. E’ l’effetto dell’annuncio «dissesto» che l’amministrazione paventa e che ha messo gli uni di fronte agli altri.

Il messaggio sottinteso, ma non tanto, alla lettera firmata da alcuni dipendenti è «Prima loro e poi, eventualmente, noi». La questione contrattisti e precari anima anche il dibattito sindacale; da una parte la Cisl che punta a salvaguardare la posizione dei dipendenti di ruolo e dall’altro la Cgil che in nome del lavoro vuole garantire il personale precario. «L´eliminazione delle somme destinate all´integrazione dei contrattisti – dice un sindacalista aziendale impegnato da anni su questo terreno – non servirebbe, in ogni caso, a risolvere la crisi dell´ente e tanto meno i guai finanziari dei dipendenti di ruolo, che subirebbero un danno in fatto di diminuzione di forza lavoro giovane, professionalizzata, considerato che la media della loro età si attesta sui 60 anni e che circa 150 unità di questi andranno in pensione entro il 2010".

Tra il personale di ruolo c’è chi non condivide e dice in una lettera aperta inviata ai sindacati di categoria. «Ci dissociamo, siamo solidali con tutte quelle famiglie che potrebbero ritrovarsi a fine mese con poco più di 700 euro in busta paga e che non saprebbero come pagare il mutuo, come sfamare i propri figli, come pagare la bolletta della luce. Chi ha parlato di colleghi contrattisti alla moda, con macchine ultima serie, forse ha colto la palla al balzo per sfogare la propria rabbia nei confronti del proprio vicino o collega di ruolo che magari viene al lavoro sempre con lo stesso vestito e che poi vive in una villa con piscina, compra ai loro figli capi firmati con un tenore di vita molto elevato e che regolarmente svolge una seconda attività presso studi privati o che fa il rappresentante di prodotti privati. Vergogna, ci vuole coraggio a parlare così ed a prendersela con chi è più debole.


Ci vuole coraggio a mettere in giro la voce che la colpa della mancata corresponsione degli stipendi di tutti è la loro integrazione, che costa al comune circa 800mila euro all´anno, quando si sa benissimo che se ne spendono quattro volte tanto per cose inutili, che ne sono stati buttati tanti di più per straordinari inutili, solo appannaggio di amici ed amici degli amici dei politici. Senza tenere conto che tante volte gli stipendi di tutti sono stati pagati grazie, solo ai soldi che la Regione manda per conto dei contrattisti e che la loro eliminazione non risolverà le sorti del bilancio e che non servirebbe di certo a rendere puntuali i pagamenti nel futuro».

Le testimonianze dei dipendenti, lo scambio di accuse, la solidarietà, i distinguo delle organizzazioni di categoria sono lo specchio di un quadro in movimento, dove preoccupazione e rabbia rischiano di sortire un effetto dirompente. Antonello Buscema nel suo intervento in consiglio comunale ha voluto rassicurare tutti non nascondendo la verità « La situazione è difficile ma se ne può uscire». Il sindaco ha garantito anche che non ci saranno altre tasse « Quelle che ci sono – ha detto- sono al massimo. Recupereremo facendo pagare tutti, riducendo l’evasione. Sarà così per la Tarsu e per i tributi edilizi grazie al rafforzamento dell’ufficio».


In difesa dei contrattisti, una loro collega di ruolo ha fatto pervenire alla nostra redazione una lettera di solidarietà, che pubblichiamo volentieri in maniera integrale:

Carissimo Direttore,

sono una impiegata di ruolo del comune di Modica e potrà capirmi se intendo rimanere nell´anonimato, avendo paura di ritorsioni nei confronti di chi è una madre di famiglia e lavora per cercare di portare il pane a casa. Dopo le recenti dichiarazioni espresse da non meglio specificati «colleghi», che hanno parlato male dei contrattisti, in maniera umiliante, con cattiveria del tutto gratuita, con parole dettate, spero, solo dalla disperazione del momento, intendo esprimere la solidarietà a chi dopo avere lavorato per tanti anni spalla a spalla con chi riteneva amico e collega sincero, sente oggi tutta l´umiliazione del tradimento di chi lo considera il peggiore rivale da trattare come se fosse una inutile sanguisuga.

Per amore di Dio, so benissimo che non tutti siamo uguali e, per fortuna, non tutti la pensiamo allo steso modo. Non facciamo di tutta l´erba un fascio. Non tutti i dipendenti di ruolo del comune di Modica sono così meschini da pensare male degli altri colleghi che hanno svolto per tanti anni il lavoro insieme a loro, che hanno condiviso momenti buoni e cattivi e che oggi vivono le loro stesse condizioni. Provengo da una famiglia povera e posso capire che cosa vuol dire vivere nelle difficoltà che di certo non sono diminuite di gran lunga, grazie a questo lavoro mal retribuito. Posso capire, comunque, l´angoscia di chi ha avuto la speranza di un lavoro certo e di chi ha collaborato allo svolgimento dei compiti assegnatigli con solerzia, serietà ed in certi casi con un impegno di gran lunga maggiore rispetto ad altri colleghi di ruolo che non sanno neanche cosa vuol dire una giornata intera di lavoro.

Intendo essere solidale, anche a nome di chi la pensa come me, con tutte quelle famiglie che potrebbero ritrovarsi a fine mese con poco più di 700 euro in busta paga e che non saprebbero come pagare il mutuo, come sfamare i propri figli, come pagare la bolletta della luce. Chi ha parlato di colleghi contrattisti alla moda, con macchine ultima serie, forse ha colto la palla al balzo per sfogare la propria rabbia nei confronti del proprio vicino o collega di ruolo che magari viene al lavoro sempre con lo stesso vestito e che poi vive in una villa con piscina, compra ai loro figli capi firmati con un tenore di vita molto elevato e che regolarmente svolge una seconda attività presso studi privati o che fa il rappresentante di prodotti privati. Vergogna, ci vuole coraggio a parlare così ed a prendersela con chi è più debole.

Ci vuole coraggio a mettere in giro la voce che la colpa della mancata corresponsione degli stipendi di tutti è la loro integrazione, che costa al comune circa 800mila euro all´anno, quando si sa benissimo che se ne spendono quattro volte tanto per cose inutili, che ne sono stati buttati tanti di più per straordinari inutili, solo appannaggio di amici ed amici degli amici dei politici. Senza tenere conto che tante volte gli stipendi di tutti sono stati pagati grazie, solo ai soldi che la Regione manda per conto dei contrattisti e che la loro eliminazione non risolverà le sorti del bilancio e che non servirebbe di certo a rendere puntuali i pagamenti nel futuro.

Questa scelta servirebbe solo ad una cosa: a mandare in miseria 100 famiglie. Certo, lo sa anche il sindaco, che potrebbero sempre rivolgersi alla Caritas. Certo, per risolvere le sorti economiche del comune bisognerebbe compiere delle scelte impopolari, come per esempio eliminare una università ed un istituto musicale inutili per i modicani, feste e festini, teatri e carnevalate e magari assicurare il pane a tutti... Io conosco i miei colleghi contrattisti, quasi tutti con figli ed in certi casi con 50 ani di età, inseriti perfettamente nella macchina comunale, responsabilizzati e professionalizzati ma presi in giro per la sistemazione definitiva, dall´oggi al domani, da qualsiasi classe politica che spero non voglia ancora una volta dimostrare la totale mancanza di scrupoli e di coscienza nei confronti dei precari e dei più vulnerabili. Colleghi sfortunati, con grande dignità, ma non si sa con quale speranza nel futuro e nel prossimo, anche se qualcuno vorrebbe dimenticare i principi della giustizia e della equità, voglio dirvi che se un Dio esiste ancora, verranno tempi migliori».

(Lettera firmata)

(Nella foto in alto l´ingresso di palazzo San Domenico, sede del comune di Modica)