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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 825
MODICA - 19/02/2009
Attualità - Modica: l’amministrazione chiede un grosso sforzo ai lavoratori

Modica: sacrifici per tutti, dal dissesto si può uscire

La Triplice pretende che i soldi racimolati non vadano a finire tutti nelle tasche dei grandi creditori
Foto CorrierediRagusa.it

Ci sono tutti al tavolo tecnico convocato dal sindaco Antonello Buscema per discutere della crisi finanziaria. Segretari provinciali, territoriali ed aziendali hanno ascoltato per una buona ora l’analisi fatta dal sindaco, le sue proposte ed hanno avviato poi la discussione. Nessuna decisione è scaturita dall’incontro tenuto nella sala «Giorgio Spadaro», anzi i lavori sono stati aggiornati a martedì prossimo quando i sindacati avranno avuto il tempo di approfondire le proposte presentate dall’amministrazione.

L’obiettivo è il recupero di almeno otto milioni di euro grazie a tagli in vari settori della macchina amministrativa e dei servizi. Le prime indicazioni, non più ipotesi, riguardano i servizi sociali per un risparmio stimato di circa due milioni, contrattisti e precari con solo il monte ore garantito dalla regione, tra le 18 e le 24 ore con due milioni di risparmio, una sola società di servizi con una ventina di lavoratori che saranno pagati con ammortizzatori sociali.

Per i dipendenti l’amministrazione pensa al blocco degli arretrati contrattuali ed al del salario accessorio. A fronte dei sacrifici che l’amministrazione chiede in termini di occupazione e di pagamenti i sindacati vogliono garanzie e che queste vengano messe per iscritto. Chiedono che i loro sacrifici non vengano vanificati dai grandi creditori del comune, Telecom, Enel,comune di Scicli per la discarica, la stessa Multiservizi, che grazie ad azioni ingiuntive potrebbero incassare quanto i dipendenti garantiranno con il congelamento di fatto dei loro crediti.

«E’ nostra intenzione convocare i creditori del comune – dice Antonello Buscema – Se insistono con le ingiunzioni non saremo in grado di pagare per cui si innescherà subito il dissesto con conseguenze per tutti a cominciare dal blocco dei loro crediti. Chiederemo loro di darci fiducia, di attendere, di stilare un piano di rientro». E’ il patto sociale che l’amministrazione invoca ma che di fronte ad aziende e soggetti che intendono recuperare al più presto i propri soldi, anche perché alcuni sono con l’acqua alla gola e a rischio fallimento, potrebbe non funzionare mandando all’aria una architettura che si regge sulla buona volontà e sulla comprensione. Basteranno per salvare il comune dal dissesto?