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MODICA - 17/02/2009
Attualità - Modica: il sindacato contesta le scelte di Calabrese, che non ci sta

Modica: botta e risposta sulla refezione scolastica

Il servizio sarà affidato all’azienda vincitrice della gara prevista per l’inizio del mese prossimo Foto Corrierediragusa.it

«Abbiamo imboccato una strada senza uscita, avviando il percorso di concertazione tra ente e sindacati con il piede sbagliato». Non le manda a dire il segretario della camera del lavoro Nicola Colombo sul nuovo corso della refezione scolastica, che partirà il mese prossimo.

«Il sindaco Antonello Buscema e l’assessore alla pubblica istruzione Antonio Calabrese – prosegue il sindacalista – hanno snocciolato cifre e fornito dati come due bravi e diligenti ragionieri, senza però tenere assolutamente in conto i diritti e le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori precari e part-time che, assieme al personale comunale, hanno garantito per anni un servizio essenziale quale quello della refezione per gli alunni. Che fine faranno questi lavoratori» ? Questa la domanda che si pone Colombo, il quale incalza: « Che non mi si risponda che sarà la ditta appaltatrice del servizio a farsi carico dei dipendenti, con tutto ciò che tale violenta espulsione «dall’indotto» che ruota attorno al settore dei servizi sociali comporta».

La Cgil paventa la riduzione delle ore di lavoro o il trasferimento dei lavoratori, nel caso in cui la sede della ditta aggiudicataria dovesse trovarsi in un altro comune o, addirittura, fuori provincia. «Non crediamo – aggiunge Colombo – che la cosiddetta esternalizzazione dei servizi rappresenti una soluzione alla grave situazione finanziaria in cui è sprofondato il comune, e non certo per colpa dei lavoratori. Anzi – prosegue il sindacalista – queste forme subdole di razionalizzazione si rivelano essere delle azioni tendenti a colpire i livelli occupazionali, riducendo prestazioni e servizi per gli utenti. Chiediamo garanzie per i lavoratori della refezione scolastica – conclude la Cgil – in termini di continuità lavorativa, certezze per le retribuzioni e l’orario di lavoro, rispetto dei diritti contrattuali».


LA REPLICA DELL´ASSESSORE CALABRESE

L’assessore comunale alla pubblica istruzione Antonio Calabrese rispedisce al mittente le accuse rivoltegli dal segretario della camera del lavoro Nicola Colombo sull’esternalizzazione del servizio di refezione scolastica a partire dal mese prossimo. «E’ con rammarico – dichiara Calabrese – che registro questa reazione, in quanto ritengo che, prima di assumere posizioni, legittime e comprensibili ma non condivisibili, bisognerebbe informarsi dettagliatamente su quanto la gara d’appalto prevede.

Il livello occupazionale attuale – prosegue l’assessore – sarà garantito dall’impresa aggiudicataria, come previsto nella delibera e nel bando di gara. Questa soluzione consentirà il puntuale pagamento dei lavoratori, rispetto a quanto accade adesso, sulla scorta del contratto nazionale di lavoro. Questa amministrazione – conclude Calabrese – ha a cuore il futuro dei lavoratori tanto quanto la qualità del servizio che dovrà essere erogato ai piccoli alunni».


COSA CAMBIERA´ NEL SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA

Refezione, da marzo si cambia con un notevole risparmio per ente e famiglie a fronte di un servizio di refezione scolastica superiore, rispetto al passato, dal punto di vista della qualità dei pasti e dell’igiene. Il nuovo corso partirà il nove marzo, quando il servizio sarà appaltato all’azienda vincitrice della gara, fissata per il due marzo.

Palazzo San Domenico risparmierà oltre 330mila euro in nove mesi rispetto allo scorso anno e ben 420mila euro in raffronto a due anni fa. Le otto fasce di reddito per le famiglie scendono ad appena tre. Tutti pagheranno comunque due euro e 50 a pasto che, rispetto al passato, è composto da primo, secondo, contorno, pane e frutta. Il comune provvederà poi al rimborso parziale per i nuclei familiari meno abbienti, secondo questo meccanismo: per quanti non superano la fascia di 5mila 500 euro annui si paga un euro. 50 centesimi in più per le famiglie con un reddito fino a 10 500 euro e due euro e 50 per quanti superano questa soglia.

Per le prime due fasce il comune rimborserà la differenza tra il prezzo ridotto e quello pieno. In pratica le famiglie meno abbienti anticipano i soldi, che poi saranno restituiti in parte dall’ente, per il primo anno entro sei mesi e successivamente ogni due mesi. I nuclei familiari arriveranno a risparmiare fino a 27mila euro al mese. Per i 750 pasti al giorno cucinati per altrettanti piccoli alunni, l’azienda che gestirà il servizio di avvarrà del personale già impiegato dalla cooperativa «Saturno», con un abbattimento del 50% sul costo del personale.

Prima il comune sborsava 35mila euro al mese solo per i dipendenti della cooperativa. Adesso si spenderà la metà. Aggiungendo 22mila euro mensili per le derrate alimentari, 5mila euro per la manutenzione (gas, elettricità, carburante) e tremila euro per gli autisti comunali che consegnano i pasti, si arriva ad un costo complessivo di 90mila euro al mese per la refezione scolastica.

Le novità sono state illustrate dal sindaco Antonello Buscema e dall’assessore alla pubblica istruzione Antonio Calabrese (da dx nella foto in alto). Proprio quest’ultimo, di recente messosi alla guida di un «Fiorino» per assicurare la consegna dei pasti ai piccoli alunni, dopo il forfait di un autista, ha assicurato che le eventuali interruzioni del servizio saranno scongiurate dalla penale di 250 euro al giorno che il comune applicherà all’azienda che gestirà il servizio.