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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:03 - Lettori online 1489
MODICA - 09/02/2009
Attualità - Modica: il sindaco ha le idee ben chiare sull’immediato futuro

Buscema: "Accordo politico e sociale, oppure sarà dissesto"

"Ai parlamentari della città dico che si assumano le loro responsabilità, pur se non li ho ancora sentiti"
Foto CorrierediRagusa.it

«Non ci sono alternative; o un accordo politico sociale o il dissesto». Il sindaco Antonello Buscema (nella foto) ha ormai le idee chiare su come uscire da una situazione ogni giorno più drammatica con quasi quattro mesi di stipendi arretrati da pagare ai dipendenti, code di fornitori, commissari ad acta che ogni giorno si presentano al segretario generale ed esigono la liquidità dell’ente. «Nessuno pensi a soluzioni pasticciate; a giunte di salute pubblica,istituzionali. Serve invece un patto sociale dove ognuno faccia un passo indietro e guardi all’interesse generale. La giunta istituzionale è una soluzione politicamente incomprensibile. Quello che mi attendo è che ci sia invece condivisione al momento delle scelte. Ai parlamentari della città dico che anche loro si assumano le loro responsabilità pur se non li ho ancora sentiti».

La via del dissesto è politicamente pagante ?

"Quello che non è politicamente pagante è la confusione dei ruoli. La gente ci chiede chiarezza. Il dissesto è socialmente più accettabile di un accordo politico trasversale».

Buscema mette dunque i paletti alla possibilità prospettata nell’ambito del centro destra per una giunta di salute pubblica.

«Peppe Drago e l’Udc – dice il capogruppo Paolo Nigro – hanno fatto una apertura di credito nei confronti degli amministratori. Hanno detto in sostanza parliamone, cominciamo a discutere: per contro ci siamo trovati con una bozza di ipotesi elaborate dall’amministrazione e consegnate solo ai dipendenti ed ai sindacati mentre i gruppi consiliari ed i partiti ne sono stati tenuti all’oscuro»

Che evitare il dissesto è impresa difficile lo hanno capito anche i sindacati che ieri hanno riunito i dipendenti nell’aula consiliare. I sindacalisti hanno sollecitato da subito a tagliare le spese non obbligatorie. « Il sindaco cancelli il milione per l’università, i 300mila euro per l’istituto musicale, le integrazioni di contrattisti ed articolisti – ha detto Salvatore Terranova della Cgil – Si può ancora evitare il dissesto e noi siamo disponibili a fare la nostra parte». A proposito dei dipendenti la recente circolare Maroni sulle compatibilità degli organici per i comuni dissestati parla chiaro e qualcuno ha fatto già i conti. Su 480 dipendenti 158 dovranno andare in mobilità e dislocati in altri enti sgravando così l’ente di provenienza di stipendi ed oneri riflessi.


L´AFFOLLATA ASSEMBLEA DEI DIPENDENTI

Parecchio affollata l’assemblea dei dipendenti comunali che si è tenuta a palazzo S. Domenico. Al centro del dibattito la dichiarazione di dissesto dell’ente che l’amministrazione pare intenzionata a perseguire e le tre proposte avanzate dall’assessore al bilancio quale risoluzione dell’emergenza finanziaria. I sindacati non ritengono praticabili le proposte e sono disponibili invece per un patto sociale anche se l’argomento dovrà ancora essere approfondito.

Anche il bilancio 2009 e le possibili soluzioni sono state oggetto di critica da parte di Salvatore Terranova, Cgil, che insiste perché vengano tagliate spese accessorie come università, istituto musicale e servizi sociali non essenziali. I sindacati hanno rinunciato allo sciopero di domani e rinviato il tutto a fine mese quando la situazione sarà più chiara. Inutile scioperare domani infatti rispetto ad un quadro in continua evoluzione e che vedrà contorni più chiari lunedì quando il sindaco sarà a Roma al ministero dell’Interno per incontrare responsabili della divisione finanze enti locali.


IN ATTESA DEL VIMINALE

Da Palermo a Roma. L’analisi della situazione finanziaria di palazzo S. Domenico si sposta al Viminale. E’ qui che lunedì il sindaco Antonello Buscema ed alcuni amministratori si recheranno per parlare con i dirigenti del settore finanza locale del ministero dell’Interno.

I colloqui avuti ieri a Palermo con il presidente della sezione controllo della corte dei conti di Sicilia , Maurizio Meloni, hanno confermato quanto il sindaco già sapeva. Chi è in grave disavanzo di amministrazione, come palazzo S. Domenico, è tenuto solo alle spese obbligatorie e deve tagliare tutto il resto. E’ questo quello che prevede l’art. 191 della legge 267 del 2000 e cui Modica si dovrà attenere nella redazione del bilancio di previsione 2009.

A palazzo S. Domenico gli amministratori vogliono consumare l’ultimo passaggio prima che si arrivi alla dichiarazione dello stato di dissesto finanziario. Il primo è il coinvolgimento di tutte le forze politiche presenti in consiglio per arrivare ad un bilancio 2009 che sia in qualche modo condiviso soprattutto per quanto riguarda i tagli. Buscema ha confidato ai suoi più stretti collaboratori che non è disponibile a nessuna forma di governo di salute pubblica della città, con un coinvolgimento delle forze dell’opposizione, così come sembra essere stato prospettato da qualche frangia dell’opposizione.

Pdl ed Udc dal loro canto non hanno alcuna intenzione di essere coinvolti in tagli drastici come quelli che si prospettano anche perché politicamente non paganti. Questo il motivo per il quale la dichiarazione di dissesto finanziario è ormai alle porte con tutto quello che comporterà come l’insediamento di tre commissari prefettizi che controlleranno sull’applicazione del bilancio che l’amministrazione dovrà comunque approntare adeguandosi alle direttive della legge 267. L’assessore al bilancio ha già prospettato ai sindacati gli scenari possibili per uscire dalla crisi e non hanno usato mezzi termini; delle tre ipotesi fatte, scartate le prime due perché solo teoriche, se ne prospetta uno « duro e difficile» con riduzioni sul piano del lavoro e dei servizi. Alla luce di questa comunicazione e delle notizie provenienti da Palermo i sindacati hanno convocato con urgenza l’assemblea dei dipendenti per oggi visto che come mai prima d’ora i dipendenti sono sotto la scure del dissesto e per una parte di loro la mobilità non è solo un’ipotesi di lavoro.


LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO IN CONSIGLIO

«Siamo tecnicamente in dissesto, lavoriamo solo per evitarlo». Le parole del sindaco Antonello Buscema non lasciano dubbi di sorta. Sono caduti tutti i veli e il termine dissesto non è più off-limits ed entra nella quotidianità.

«Decideremo nell’arco di pochi giorni – dice Antonello Buscema – La situazione è tale che non possiamo girarci attorno e se nessuno vuole fare un passo indietro il dissesto è l’unica strada». Buscema va al cuore del problema snocciola numeri e fatti; « Palazzo S. Domenico,dice Buscema, ha bisogno di tre milioni e mezzo di liquidità al mese per far fronte alle proprie spese. Introitiamo 37 milioni l’anno ed abbiamo spese per 47, questo è il vero dato di fatto. Dobbiamo recuperare ben dieci milioni di euro l’anno. Abbiamo fatto tanto e siamo arrivati a raggiungere quota quaranta di entrate ma non bastano»

«Buscema avanzi una proposta – dice il capogruppo Pdl Luigi Carpenzano – Non possiamo discutere del nulla , è inutile che ci chieda collaborazione». Sulla stessa frequenza Bartolo Azzaro, Pdl « Nessuna cambiale in bianco al sindaco»; Paolo Nigro, Udc, « Chiedo chiarezza al sindaco, di che cosa parliamo»?

Il sindaco ha prefigurato lo scenario del dissesto con un commissario che opererà tagli e garantirà solo le spese obbligatorie. La questione che oggi il consiglio deve porsi è semplice; è meglio che sia il commissario a gestire il dissesto o la città, attraverso i consiglieri, ad operare quelle scelte che garantiscono comunque partecipazione, senso di responsabilità,esercizio democratico? A otto mesi dal suo insediamento Buscema si trova di fronte il momento più delicato della sua vicenda personale ed amministrativa ed è consapevole che oggi questo è il punto di snodo per lui e la maggioranza Pd Mpa.