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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 959
MODICA - 09/02/2009
Attualità - Modica - Intervista a don Carmelo Lorefice, che lascia dopo 50 anni

Modica: cambio di parroci a San Pietro

E’ subentrato Don Corrado Lorefice,
omonimo del vecchio parroco
Foto CorrierediRagusa.it

Una lunga celebrazione eucaristica ha segnato l’avvicendamento tra Don Carmelo Lorefice e Don Corrado Lorefice alla guida della parrocchia di S. Pietro. In una chiesa gremita di fedeli ed autorità civili la comunità di S. Pietro ha dato il saluto a don Carmelo dopo 50 anni di presenza in parrocchia. E’ stato Antonio Sichera ad accogliere il nuovo pastore e ringraziare l’uscente.

Un lungo applauso con una chiesa tutta in piedi ha salutato le parole di Don Carmelo Lorefice, impregnate di saggezza e consapevolezza. Don Corrado Lorefice, 47 anni, ispicese, già vice direttore del seminario vescovile e dell’ufficio catechistico, ha tradito emozione nel suo discorso nel richiamo ai suoi predecessori, tra cui Don Matteo Gambuzza, ma ha significato il suo impegno per testimoniare il vangelo.

Un rinfresco nella sala capitolare insieme al clero ed ai parrocchiani ha concluso una giornata che chiude gli ultimi 50 anni della vita della parrocchia. (Nella foto da sx Don Carmelo Lorefice e Don Corrado Lorefice, nell´ideale cambio al timone della parrocchia).


INTERVISTA A DON CARMELO LOREFICE

Dopo cinquanta anni di presenza Carmelo Lorefice ha lasciato la parrocchia di S. Pietro. La vera e propria fine di un’epoca. Don Lorefice vi è infatti giunto nel 1958, dopo tre anni dalla sua ordinazione e dopo una breve esperienza quale direttore dell’allora piccolo seminario di via Carlo Papa.

Carmelo Lorefice arriva in parrocchia con Monsignor Matteo Gambuzza, pozzallese, che è morto nel dicembre del 2001, e con il quale condivide la guida della parrocchia per 35 anni. « Sono in tutto cinquanta anni- ricorda oggi Don Lorefice- Nel raggio di qualche centinaio di metri ho vissuto la mia vita di presbitero, di docente, prima di religione per venti anni al Liceo Classico «Campailla», e poi per 22 quale docente di filosofia al magistrale «Verga».

Come è cambiata la chiesa e la parrocchia in questi cinquanta anni ?

"Ho vissuto il concilio, il post concilio, il sinodo diocesano. La pastorale è cambiata molto. Prima la chiesa era più devozionale, l’anno ruotata attorno alle varie feste ed appuntamenti del calendario ecclesiastico. Oggi c’è una pastorale biblica, incentrata sul messaggio e la lettura della bibbia. La fede si manifesta in altro modo".

Come è cambiata la parrocchia ?

"S. Pietro era prima la parrocchia più grande in termini di territorio e di numero di abitanti. Oggi se ne contano appena 800 tutti concentrati nel centro storico mentre prima tutte le campagne facevano capo alla parrocchia. Oggi c’è una parte popolare ed una parte borghese che si concentra soprattutto nel corso Umberto con la seconda generazione dei parrocchiani. Al gruppo parrocchiale è stato spesso rimproverato di fare politica. Antonello Buscema è un parrocchiano".

E’ il sindaco di S. Pietro?

"Non siamo stati mai legati o condizionati dalla politica, mai coinvolti in prima persona. Con Antonello, che interviene ai nostri appuntamenti quando gli è consentito, conserviamo rapporti affettivi ottimi ma c’è una netta separazione dei ruoli. Non è mai stato detto di votarlo. Chi lo ha fatto lo ha scelto per propria convinzione. Buscema vive la fede come cristiano non come sindaco e la parrocchia non segue la sua vicenda di sindaco».

S. Pietro esprime oggi propri parrocchiani in ruoli importanti tanto che qualcuno parla di un’influenza diretta del «gruppo S. Pietro», un vero e proprio gruppo di pressione che con l’elezione di Buscema ha raggiunto l’apice. Oltre a Buscema, Maurilio Assenza è direttore diocesano della Caritas, Carmelo Avola è direttore dell’Avis, il responsabile della Bottega solidale, il consulente culturale del sindaco sono tutti parrocchiani.

"Negli anni si sono formati giovani di valore, abbiamo avuto ed ancora abbiamo validi e preziosi collaboratori. Se occupano posti di responsabilità è solo per loro merito e per la loro formazione".

Cosa farà don Carmelo Lorefice?

"Resterò in parrocchia per un paio di mesi per favorire il passaggio con il nuovo parroco che è impegnato con una attività di studio ancora per qualche tempo. Poi mi dedicherò alla parrocchia di Marina di Modica. Oggi è il momento di dire grazie a tutti».