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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 671
MODICA - 12/09/2007
Attualità - Grave denuncia delle associazioni onlus

Disabili discriminati in provincia
"Negato il diritto allo studio"

Trasporto scolastico all’anno zero. Ricorso alla tutela giudiziaria Foto Corrierediragusa.it

«Le istituzioni stanno ponendo in essere le condizioni per negare il diritto all’istruzione agli studenti diversamente abili». La gravissima denuncia parte dal referente del Distretto territoriale del volontariato Ragusa sud Marco Santoro (nella foto da dx con Giovanna Tona e Francesco Provvidenza) dall’Anffas, Piccoli fratelli e dal Movimento per la difesa del cittadino.

«Ci assumiamo la responsabilità delle nostre dichiarazioni ? incalza Santoro ? perché sono i fatti a parlare per noi: a pochi giorni dalla riapertura delle scuole medie superiori, decine di studenti diversamente abili rischiano di non potersi sedere tra i banchi a causa del mancato avvio del servizio di trasporto scolastico gestito dalla Provincia su tutto il territorio. Un incontro chiarificatore ? aggiunge Santoro ? dovrebbe tenersi nei prossimi giorni tra i vertici provinciali e i rappresentanti delle varie cooperative che svolgono il servizio di trasporto».

In base alla legge 67 del 2006, le associazioni non escludono il ricorso alla tutela giudiziaria, a beneficio delle persone diversamente abili vittime di discriminazione. Le segnalazioni erano giunte alle associazioni dai preoccupati familiari, non nuovi a disservizi del genere.

«Chi non sperimenta certe situazioni sulla propria pelle ? dichiara il presidente dell’Anffas Francesco Provvidenza ? non può capire. Anche in casi limiti come questo, la politica e gli interessi che vi girano attorno prevalgono persino sui diritti dei più deboli. Abbiamo chiesto lumi ? prosegue Provvidenza ? su quando partirà il servizio di trasporto tramite pullman, in coincidenza con il nuovo anno scolastico. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta». La situazione, secondo le associazioni, è in alto mare. Va leggermente meglio per gli alunni delle scuole dell’obbligo.

Oggi, primo giorno di scuola per parecchi di loro, è solo il comune di Modica a garantire il servizio, stando a quanto dichiarato da Santoro. «Come se non bastasse ? prosegue il referente ? il Ministero alla pubblica istruzione ha disposto il taglio di 22 insegnanti di sostegno, troncando il solido rapporto umano instauratosi tra i docenti e i loro assistiti».

Santoro ha avuto un incontro con il segretario del sindacato degli insegnati Gilda Raffaele Brafa, per concordare assieme il da farsi. Molto probabile che, nel caso i 22 insegnanti non siano richiamati al lavoro, si decida di adire le vie legali.

Dello stesso avviso anche i Piccoli fratelli, che hanno parlato di «una umiliazione senza precedenti delle persone diversamente abili ad opera di coloro che invece dovrebbero garantire i loro diritti». Ma in una provincia, dove pare stia montando sempre più il principio di predicare bene e razzolare male, i guai per le persone meno fortunate non finiscono qui. Anche l’Ausl 7 ci ha messo lo zampino, come sottolineato da Giovanna Tona, presidente del Movimento per la difesa del cittadino.

«Un dato agghiacciante ? dichiara ? scaturisce dall’assistenza domiciliare integrata: in pochi mesi il numero delle persone diversamente abili che ne fruivano è sceso da 853 a 305. L’Ausl ? prosegue la Tona ? ha in pratica operato un taglio del 64% sugli assistiti, senza criteri chiari e senza avvisare preventivamente i familiari che, da un giorno all’altro, si sono visti privare dell’assistenza domiciliare». Secondo la Tona, «i malati sono stati abbandonati a loro stessi, nel nome del contenimento della spesa, resasi necessaria a causa della decurtazione dei fondi regionali».

E sempre a causa delle esiguità di cassa, a Scicli ha chiuso i battenti lo scorso luglio il centro diurno dell’Anffas. Santoro esorta quindi il comune ad adoperarsi nel reperimento dei fondi minimi necessari alla riapertura del centro.