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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 917
MODICA - 31/01/2009
Attualità - Modica - Il mondo degli artigiani è in fermento

"ArtGest" diventa operativo.
Il "Lai" in rotta con la giunta

Oggi il sopralluogo nella zona artigianale, mentre
una quarantina di lavoratori invoca il commissariamento
Foto CorrierediRagusa.it

Diventa operativo il consorzio «ArtGest», costituito nel 2007 con l’obiettivo di occuparsi delle esigenze degli operatori della zona artigianale di «Michelica». Oggi si è svolto il sopralluogo nella zona artigianale, alla presenza del sindaco Antonello Buscema, dell’assessore Peppe Sammito, del presidente di «ArtGest» Giuseppe Boscarino, del suo omologo di Cna Piero Bonomo, del segretario Carmelo Caccamo (nella foto) e del dirigente dell’ufficio tecnico Carmelo Denaro, peraltro componente del consiglio d’amministrazione di «ArtGest» per la parte pubblica.

L’edificio destinato a diventare sede del consorzio è pronto per l’uso. Mancano solo gli arredi, che saranno presto disponibili per l’inaugurazione di quello che diventerà un punto di riferimento per tutti gli artigiani che si sono insediati nella zona. Si comincerà con la risoluzione dei problemi più assillanti: l’instabilità dell’illuminazione pubblica e dei servizi di telefonia ed internet. Guasti in primis causati dai roditori golosi dei cavi. Enel e Telecom saranno chiamate alle rispettive responsabilità e, contemporaneamente, si procederà con un’accurata derattizzazione. Nel frattempo è stato eliminato il problema dei rom. Gli immigrati che vagavano per la zona sono stati allontanati, mentre sono state murate porte e finestre della casa diroccata che gli zingari avevamo eletto a loro domicilio.

Per quanto riguarda il medio e lungo periodo, il consorzio ha le idee chiare. L’obiettivo primario consiste nell’ampliamento della zona artigianale. Per ottenere questo risultato è necessario adeguare e allargare la statale 115. Sotto questo aspetto, la sinergia nata con la giunta si rivelerà fondamentale per bruciare le tappe. Il consorzio pensa poi ad infondere vitalità alla zona, contattando gli assegnatari dei lotti che non si sono ancora insediati. A costoro sarà chiesto come intendono regolarsi. Chi non dovesse più mostrare interesse all’insediamento, sarà invitato a vendere il proprio lotto agli altri assegnatari, che godranno del diritto di prelazione. Al contempo saranno chieste garanzie circa la prevista costruzione di villette a schiera nei pressi della zona artigianale. Dovrà essere rispettata una distanza minima per scongiurare il rischio di contenziosi tra gli artigiani e i futuri residenti in ordine agli «effetti collaterali» del normale svolgimento delle attività produttive, come ad esempio l’inquinamento acustico.


GLI ARTIGIANI VOGLIONO MANDARE A CASA
LA GIUNTA BUSCEMA


Tutti a casa e via al commissariamento di palazzo S. Domenico. Lo chiedono una quarantina di piccoli e medi artigiani ormai stanchi di attendere il saldo delle loro spettanze. Gli artigiani aderenti al Lai, Liberi Artigiani Indipendenti, hanno tenuto una riunione presso la sede della zona artigianale di Michelica ed hanno chiesto senza mezzi termini al loro presidnete Ernesto Lorefice di rappresentare tutto il loro disagio al sindaco.

«Ci sono debiti da onorare per 36 milioni di euro – dice Lorefice – Si tratta di prestazioni e forniture che nel corso degli ultimi cinque anni sono state assicurate alle amministrazioni. Buscema dal suo insediamento ci ha detto prima di attendere, poi di pazientare,ed ora non si è fatto più sentire. E’ troppo e la rabbia cresce.»

Gli artigiani vogliono organizzare in proprio un referendum sottoforma di sondaggio per capire lo stato d’animo di tutti gli insediati a Michelica ma anche dei cittadini. Proporranno il commissariamento della città e lo scioglimento di giunta e consiglio comunale.

«Questo è un comune che non riscuote più credito da nessuna parte – dice Lorefice – Anche la banca tesoriera ha abbassato la quota del fido e questo è un sintomo di sfiducia. E’ ora che vadano tutti a casa. Le aziende hanno i loro impegni ed i licenziamenti sono dietro l’angolo. Non è possibile tirare ancora la corda». Nonostante le promesse di rispettare gli impegni da parte del sindaco e dall’assessore al bilancio il piano di rientro che era stato abbozzato non è stato rispettato ma qual che più preoccupa gli artigiani è l’assenza di segnali e la mancanza di prospettiva anche perché le priorità a palazzo S. Domenico sono altre come il mantenimento ed il funzionamento della macchina burocratica.