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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:46 - Lettori online 641
MODICA - 26/01/2009
Attualità - Modica - Poche speranze dal sindaco Buscema

Modica: le strade resteranno "scassate"

Per il rifacimento del manto stradale si vedrà. Mancano i soldi
Foto CorrierediRagusa.it

Per il momento solo le segnalazioni di pericolo; per il rifacimento del manto stradale si vedrà. Il sindaco Antonello Buscema (nella foto) non ha molto da promettere agli automobilisti. Rimettere in sesto le strade della città appare oggi un esercizio molto difficile perché l’amministrazione non ha risorse e perché il numero delle strade da mantenere è più che raddoppiato dopo la declassificazione di molte strade provinciali a comunali. Sulla carta si tratta di un passaggio indolore ma in pratica vuol dire costi in più per palazzo S. Domenico e soprattutto tanti chilometri di strade da tenere sotto controllo sotto tutti i punti di vista. Salvador Avola, consigliere Pd, ha tuonato contro le imprese appaltatrici di lavori pubblici ed in particolare quelle che stanno eseguendo i lavori in via Risorgimento e per la nuova rete idrica. Avola ha chiesto al sindaco chiamare le imprese ed imporre loro di ripristinare almeno la sede stradale per come l’hanno trovato prima di eseguire i lavori.

Non è un caso che l’amministrazione vuole intanto mettersi al riparo da costosissimi contenziosi aperti da chi è coinvolto in incidenti non solo per lo stato delle strade ma soprattutto per la mancata segnalazione dei pericoli. In questi giorni la squadra di pronto intervento è impegnata a segnalare smottamenti, tombini divelti, buche in tutte le arterie della città. «Non ci sono scorciatoie – dice il sindaco – La via d’uscita è la contrazione di un mutuo che ci consenta di operare una manutenzione completa delle strade. Come primo atto chiederemo lo stato di calamità per il maltempo per ottenere finanziamenti destinati proprio alla manutenzione stradale.» Per tamponare l’emergenza Giorgio Cerruto, assessore ai Ll.Pp., ha dato mandato alla Multiservizi di operare in regime di contratto aperto per favorire interventi immediati per tamponare le emergenze. La soluzione appare oggi un palliativo ma è il massimo che palazzo S. Domenico può permettersi aspettando il mutuo che verrà.