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MODICA - 26/01/2009
Attualità - Modica - Il consigliere Nino Gerratana vorrebbe chiudere lo stabile

Teatro "Garibaldi" inagibile?
Buscema smentisce il Pdl

Per il sindaco non c’è nessuno pericolo. Intanto approda in corte d’appello a Catania la vicenda del crollo del plafond del 2001
Foto CorrierediRagusa.it

Il teatro "Garibaldi" (nella foto) è da chiudere. Lo sostiene il consigliere del Pdl Nino Gerratana alla luce della mancata certificazione rilasciata dalla competente commissione per lo svolgimento degli spettacoli. Il consigliere ha chiesto al sindaco di chiudere il teatro fino a quando la commissione pubblici spettacoli non rilascerà la certificazione o di assumersi , in caso contrario, tutte le responsabilità.

Carte alla mano Nino Gerratana ha accertato che l’autorizzazione è scaduta lo scorso 25 dicembre e che l’amministrazione deve trarne le dovute conseguenze. Antonello Buscema non è di questo parere anche se ammette che non è stata rilasciata ancora l’autorizzazione. Per il sindaco l’inghippo resta nel fatto che i vigili del fuoco non hanno ancora trasmesso i verbali alla commissione che in mancanza della comunicazione non può rilasciare l’autorizzazione.

« Il teatro è sicuro ed agibile – dice il sindaco- I lavori che abbiamo fatto sono stati controllati e verificati dalla commissione cui spetta ora di ufficializzare la cosa. Prova ne sia- ha chiarito Buscema – che non c’è più bisogno della presenza dei vigili del fuoco che costavano ben 400 euro a spettacolo proprio perché, prima di realizzare i lavori, non c’erano le condizioni di agibilità».


IL CROLLO DEL PLAFOND DEL 2001 ALL´ATTENZIONE
DEI GIUDICI DELLA CORTE D´APPELLO DI CATANIA


Approda in corte d’appello la vicenda del crollo del plafond centrale del teatro comunale «Garialdi», verificatosi all’alba del 12 giugno 2001. I giudici etnei si occuperanno della vicenda giudiziaria il prossimo tre febbraio. Sono stati gli avvocati dei sei imputati condannati nel marzo 2007 dal giudice Giovanna Scibilia ad inoltrare ricorso in appello, nel tentativo di ribaltare le sentenze.

Otto mesi ciascuno erano stati inflitti all’allora ingegnere capo dell’ufficio tecnico comunale Giuseppe Garaffa, che accertò il buon esito dei lavori; al direttore dei lavori Giorgio Sarta e ai progettisti Giorgio e Vincenzo Rizza, che, stando alle indagini, procedettero alla ristrutturazione dello stabile senza attenersi del tutto alle direttive imposte dalla sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali. Condanna ad 8 mesi anche per l’artigiano Giorgio Modica, che si occupò dell’installazione delle cornici in gesso, e per Giovanni Agosta, titolare dell’impresa che eseguì i lavori di restauro e ristrutturazione del teatro.