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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 866
MODICA - 23/01/2009
Attualità - Modica - Rifornimento idrico sempre più costoso per il comune

Le autobotti private e comunali costano mezzo milione l’anno

Nino Cerruto: "Bisogna bloccare le licenze edilizie fino a quando non entreranno in funzione i nuovi pozzi" Foto Corrierediragusa.it

Nel futuro ci sono sette nuovi pozzi per risolvere la crisi idrica al quartiere S. Cuore ma per Nino Cerruto (nella foto) c’è oggi solo una possibilità per soddisfare la richiesta di acqua. « Bisogna bloccare le licenze edilizie fino a quando non entreranno in funzione i nuovi pozzi – dice il consigliere di «Una Nuova Prospettiva», che ha messo ancora una volta il dito nella piaga.

Non è d’accordo l’assessore ai lavori pubblici Giorgio Cerruto che ha bocciato la provocazione del consigliere e preferisce invece guardare in prospettiva. L’abbondanza di pioggia e la stagione invernale con un fabbisogno al minimo di acqua non hanno risolto i problemi perché al quartiere S. Cuore i residenti soffrono la sete e sono costretti a ricorrere ad autobotti private per assicurarsi il prezioso liquido che non arriva dalla conduttura comunale.

La situazione in questi ultimi mesi è andata peggiorando rispetto all’estate visto che le uniche due autobotti comunali sono bloccate da mesi all’autoparco; una deve essere sottoposta a revisione , l’altra ha accumulato ormai troppi chilometri e non ci sono soldi per acquistare mezzi nuovi. Solo da ieri inoltre è stato riavviato il servizio con le autobotti private pagate dall’amministrazione dopo che negli ultimi mesi le gare sono andate deserte.

«Il servizio di fornitura delle autobotti private e di quelle comunali – confessa il sindaco Antonello Buscema- ci costa mezzo milione di euro l’anno. Nonostante i ritardi del comune nel pagare le fatture le due imprese che si sono fatte avanti garantiscono il servizio ma non c’è dubbio che bisognerà trovare una soluzione ed abbiamo lavorato in tal senso sin da quando ci siamo insediati».

L’amministrazione si è trovata tuttavia con una patata bollente tra le mani che invece di risolvere la questione l’ha complicata. Un contenzioso tra l’impresa e l’amministrazione ha praticamente bloccato i lavori della nuova rete idrica, costata cinque milioni di euro; dallo scorso agosto fino ad oggi il cantiere si è bloccato e solo la prossima settimana l’assessore Giorgio Cerruto ritiene che possa essere dato il via al completamento dei lavori con gli allacci.

"Dalla ripresa serviranno solo due mesi di lavoro; purtroppo abbiamo avuto degli intoppi per via di opere che non erano state previste e per le quali abbiamo dovuto trovare altre risorse». Il paradosso è che, quando sarà consegnata, nella nuova rete idrica non ci sarà sufficiente acqua da immettere nella rete perché i pozzi che servono il quartiere non hanno una portata sufficiente.

«Ci salveranno i sette pozzi nuovi di contrada Beneventano e dintorni per i quali abbiamo avuto l’autorizzazione da parte del genio civile proprio in questi giorni – dice Giorgio Cerruto – I pozzi garantiranno 4050 litri di acqua al secondo , che è una quantità più che sufficiente per il S. Cuore. Ricorreremo al progetto di finanza per l’appalto per accorciare i tempi. Secondo la mia valutazione potremo essere già operativi per l’inizio dell’estate».

Per Nino Cerruto invece c’è una ragione più politica e ben più profonda per i disservizi di oggi ed i disagi di ventimila persone « La passata amministrazione ha utilizzato i soldi del ribasso d’asta per la costruzione della rete idrica per illuminare le campagne invece di destinarli alla costruzione dei pozzi. Oggi abbiamo zone lontane e periferiche illuminate a giorno e case senza acqua nella zona residenziale della città per questa miopia politica ed amministrativa della passata amministrazione».