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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 904
MODICA - 19/01/2009
Attualità - Modica - La denuncia di don Carmelo Lorefice con un manifesto

Chiusa ai turisti la chiesa di
San Pietro. Non c´è personale

L’arciprete tira in ballo la cooperativa Progresso Ibleo che gestisce i servizi di assistenza turistica nelle chiese della città
Foto CorrierediRagusa.it

Chiesa chiusa ai turisti. Non è più possibile visitare S. Pietro per mancanza di addetti ai servizi turistici. L’arciprete Don Carmelo Lorefice (nella foto) lancia l’allarme e lo fa con un manifesto che è stato affisso sulla cancellata antistante la gradinata ed all’interno delle navate della chiesa. Don Lorefice è esplicito nella sua denuncia e tira in ballo senza mezzi termini la cooperativa Progresso Ibleo che ha sottoscritto una convenzione con la regione siciliana per assicurare i servizi di assistenza turistica all’interno delle chiese della città.

I suoi addetti infatti garantiscono le aperture delle chiese negli orari in cui non ci sono funzioni religiose, assicurano la cura e la custodia dei beni, possono essere coinvolti in piccole manutenzioni o danno informazioni ai turisti pur non essendo abilitati a fare da guida. Da oggi tutto questo non sarà possibile perché alla chiesa di S. Pietro la cooperativa ha deciso di destinare solo due addetti,con un contratto di lavoro di venti ore settimanali.

« La chiesa – denuncia don Lorefice – potrà restare aperta solo due giorni la settimana, forse tre, perché il monte ore è minimo. Come chiesa non possiamo garantire la continua apertura perché non abbiamo personale per cui i turisti potranno visitarla solo in occasione delle funzioni religiose». Nel manifesto firmato dal parroco la denuncia è molto specifica perché mentre a S. Pietro, che con S. Giorgio, è la chiesa più visitata della città anche per la sua ubicazione nel cuore del centro storico, ben dieci addetti sono stati assegnati da Progresso Ibleo a S. Maria, 9 al Carmine, sei a S. Luca, 1 a Frigintini ed altre dieci unità a palazzo Grimaldi.

« La cooperativa – dice l’arciprete – segue un criterio molto originale nell’assegnazione del personale. Così si vuole chiudere veramente la città ai turisti che a centinaia ogni giorno visitano la chiesa». La cooperativa è presieduta da Simona Aprile, che da qualche tempo per motivi di lavoro ha lasciato ogni incombenza a Rosario Gerratana,responsabile risorse umane « Quella del parroco è solo una provocazione –dice Gerratana- La verità è che anni chiunque va a S. Pietro chiede subito di andar via. C’è una incompatibilità di fondo con il parroco». Le richieste si sono ripetute anche negli ultimi mesi con il passaggio verso ambienti dagli addetti ritenuti più tranquilli. I controlli, la puntualità , la continuità della presenza voluta dall’arciprete sembrano stressare il personale inducendolo ad inventare i motivi più disparati per trasferirsi.

La chiesa di San Pietro e il manifesto di denuncia