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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 726
MODICA - 15/01/2009
Attualità - Modica - Dura denuncia del consigliere comunale Michele Colombo

Disabili dimenticati in provincia la maglia nera spetta a Modica

"Non esiste alcun servizio di semi convitto come in altre realtà a fronte di un investimento globale in Sicilia di 156milioni di euro" Foto Corrierediragusa.it

Insufficienti investimenti e prestazioni. In tutta la provincia di Ragusa l’incidenza del costo per la riabilitazione dei soggetti disabili è di 12,89 € mentre in provincia di Catania si arriva quasi a 65 €. Nel contesto della provincia iblea Modica è la città che è più penalizzata rispetto agli altri centri dove si erogano prestazioni riabilitative; solo appena 19 prestazioni domiciliari giornaliere che rappresentano il minimo rispetto a Comiso, Pozzallo, Ragusa e Vittoria.

Michele Colombo, consigliere di « Modica in primo piano», ha portato alla ribalta il caso riabilitazione sull’onda della silenziosa protesta di genitori che non riescono ad assicurare ai propri figli disabili assistenza specialistica. « Intendo coinvolgere il consiglio comunale – dice Colombo – perché approvi un ordine del giorno con il quale si denunci la situazione in cui versano questo tipo di servizi. A fronte di questa realtà non riusciamo a cogliere i frutti dell’investimento che il consorzio siciliano di riabilitazione ha fatto in città nella zona di Treppiedi con un centro all’avanguardia».

In provincia di Ragusa , denuncia Colombo, non esiste alcun servizio di semi convitto come in altre realtà a fronte di un investimento globale in Sicilia di 156milioni di euro; per i cinque comuni iblei i dati parlano chiaro. A Comiso esiste una convenzione per 38 prestazioni giornaliere ambulatoriali ed altrettante domiciliari; a Pozzallo le prestazioni ambulatoriali e domiciliari sono 19, nel capoluogo 47 sono le prestazioni ambulatoriali, 38 le domiciliari e 12 le extramurarie, a Vittoria 67 prestazioni giornaliere , otto extramurarie e 15 domiciliari.

« Denuncio questo stato di fatto e do voce a chi vive quotidianamente questo problema. Le prestazioni assicurate in città sono insufficienti rispetto al numero della popolazione e dei casi segnalati. Proprio in questi giorni è emerso il caso di una famiglia cui è stata negata la prestazione domiciliare da parte della commissione medica a fronte di un caso accertato di grave handicap».