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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 704
MODICA - 13/01/2009
Attualità - Modica - Non solo riqualificazione urbanistica

Cacciati dai palazzi di Treppiedi gli inquilini rissosi e minacciosi

Anche questa strategia fa parte del "Contratto di quartiere 2". Appaltati i lavori per abbattere gli scheletri degli edifici
Foto CorrierediRagusa.it

A Treppiedi Nord e Sud è in corso una sorta di selezione per quanto riguarda coloro che continueranno ad occupare gli alloggi. Via i rissosi e la gente poco raccomandabile. Resteranno solo le persone oneste e laboriose, alle quale saranno altresì concesse dilazioni nei pagamenti per la cessione degli alloggi. «Il disagio della maggior parte dei residenti – ha dichiarato il presidente dello Iacp (Istituto autonomo case popolari) Giovanni Cultrera – scaturisce non solo dal degrado della zona, ma anche dall’atteggiamento poco rassicurante di una larga fetta di inquilini che stiamo gradatamente allontanando, nonostante le minacce di ritorsioni. La zona – conclude Cultrera – rinascerà anche sotto questo aspetto». Di converso, saranno ceduti locali alle varie associazioni onlus che andranno ad aggiungersi a quelle già presenti, con in primis i Piccoli fratelli, nell’ottica della creazione della «Cittadella della solidarietà».

E’ il singolare dato emerso dall’incontro voluto da Cultrera per illustrare il «Contratto di quartiere 2» destinato a riqualificare Treppiedi Nord e Sud. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, l’on Riccardo Minardo e l’assessore alle infrastrutture Giorgio Cerruto. Quest’ultimo è stato tra i principali fautori dell’avvio dell’iter per il «Contratto» con la scorsa amministrazione. Un iter lungo quattro anni e mezzo e che, stando a quando annunciato ieri, si appresta a giungere alla fase finale, con l’avvio dei primi lavori di riqualificazione che cominceranno tra tre mesi con la demolizione dei tre scheletri dei palazzacci, al posto dei quali sorgeranno altrettante nuove palazzine per alloggi popolari su un’area di 23mila metri quadrati. Per la cronaca, è stata la ditta modicana Cassarino, il cui titolare è vicino all’Mpa di Minardo, ad aggiudicarsi i lavori.

E’ curioso sottolineare fosse assente il sindaco Antonello Buscema. Un’assenza dettata dal caso o da una forma di coerenza? Non va difatti dimenticato che, qualche anno fa, al momento dell’approvazione del «Contratto di quartiere» in sede di consiglio comunale, il centro sinistra di cui anche Buscema oggi come allora faceva parte, uscì dall’aula in segno di protesta proprio perché non era stato loro concesso di poter apportare modifiche al progetto originario del «Contratto» steso dal centro destra e nel quale l’allora opposizione ravvisava scarsi accorgimenti per scongiurare una incontrollata «colonizzazione commerciale». Un timore fondato oppure no? Cultrera, Minardo e Cerruto si affrettano a precisare che il progetto porterà solo effetti positivi nella zona che, intanto, versa in uno stato di abbandono e squallore mai visti.

«In primavera – assicura Cerruto – cominceranno i lavori che cambieranno in meglio l’aspetto della zona. Lavori che si protrarranno per almeno tre anni». In soldoni, per la parte pubblica il comune partecipa con un milione d 200mila euro quali proventi degli oneri di urbanizzazione. 800mila euro ce li mette lo Iacp e sette milioni di euro lo Stato. Poi ci sono poco più di 30milioni di euro di progetti della parte privata, tra cui il famoso centro commerciale. Il nulla osta per l’appalto di tutti i lavori giungerà nelle prossime settimane dall’ente appaltante in ambito regionale per questo genere di progetti di grossa entità. I lavori di edilizia residenziale pubblica appena appaltati prevedranno, oltre alla costruzione di tre nuovi palazzi al posto degli attuali scheletri risalenti agli anni 80, anche il rifacimento esterno ed interno degli altri edifici popolari. Prevista anche l’installazione di pannelli fotovoltaici.

(Nella foto in alto di Carmelo Poidomani da sx l´on Riccardo Minardo e il presidente dello Iacp Giovanni Cultrera)

Gli scheletri dei "palazzacci" che saranno abbattuti (Foto Carmelo Poidomani)