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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1032
MODICA - 05/01/2009
Attualità - Modica - Non piace il calendario stilato dalle parti datoriali

Aperture festive dei locali,
i dipendenti dichiarano guerra

Della vicenda è stato informato il prefetto Carlo Fanara .
Iabichella: "Non hanno considerato l’opinione dei lavoratori"
Foto CorrierediRagusa.it

E´ di nuovo guerra aperta tra gli oltre 600 dipendenti degli esercizi commerciali, l´amministrazione comunale, l´Ascom, il consorzio «Polocommerciale» e i datori di lavoro. Il terremoto d’inizio anno nel commercio ibleo si è scatenato a causa del disaccordo tra le associazioni di categoria e i dipendenti sulle date delle aperture domenicali e festive dei negozi per il mese in corso.

Della vicenda è stato informato il prefetto Carlo Fanara dai diretti interessati, che hanno altresì conferito mandato al loro avvocato di verificare se sussistano le condizioni di illegittimità in riferimento all’ordinanza del 2 gennaio 2009, con la possibilità di denunciare eventuali illeciti. Era stato il sindaco Antonello Buscema a disporre l’ordinanza, di comune accordo con l’assessore comunale al commercio Antonio Calabrese, la sezione cittadina dell’Ascom e il consorzio «Polocommerciale». Proprio questo incontro ristretto ha suscitato le dure rimostranze del «Comitato dei dipendenti degli esercizi commerciali» il cui presidente regionale Giorgio Iabichella (nella foto) contesta «la discutibile decisione, assunta in maniera unilaterale, di organizzare cento giorni di lavoro consecutivi nel 2009 per i dipendenti degli esercizi commerciali di Modica e Ragusa, senza neanche tenere in considerazione l’opinione dei diretti interessati».

Insomma, pare che il dialogo e la collaborazione tra le parti auspicata in passato sia rimasta solo una bella idea. I fatti sono ben diversi. Clima teso, sinergia inesistente ed affermazioni al vetriolo cariche di risentimento. Stando all’ordinanza del sindaco Buscema, gli esercizi commerciali di ogni tipologia potranno rimanere aperti il 6, l’11 e il 18 gennaio. Per il 25 invece l’apertura sarà consentita agli esercizi del settore alimentare durante le ore antimeridiane, mentre nel pomeriggio e nelle ore serali potranno aprire le restanti tipologie di esercizi commerciali. Un calendario che non piace affatto a Iabichella e ai dipendenti che rappresenta, anche perché il presidente del comitato è convinto del fatto che «a ruota tutti gli altri comuni del comprensorio ragusano e siracusano seguiranno le direttive che hanno caratterizzato l’incontro svoltosi a palazzo San Domenico e che non accetteremo mai».

Se non si tratta di un’autentica dichiarazione di guerra, poco ci manca. «L’assessore Calabrese – incalza Iabichella – ci ha ascoltati solo in fase preventiva, un’ora prima della riunione che contestiamo. Ci è stata nei fatti negata la possibilità di poter dibattere e intervenire al tavolo per definire il calendario delle aperture domenicali del 2009. La nostra esclusione – aggiunge Iabichella – è stata motivata dal mancato riconoscimento del nostro comitato a livello nazionale. Il nostro organismo risulterebbe quindi non istituzionalizzato nonostante annoveri ben 600 iscritti. Una tesi poco credibile – conclude Iabichella – tesa a celare goffamente il sistema dei due pesi e delle due misure».

La proposta del «Comitato dei dipendenti», scaturita da un sondaggio effettuato tra 400 iscritti, prevedeva l’apertura degli esercizi commerciale solo per le prime due domeniche di gennaio, per un totale di 14 domeniche spalmate lungo il 2009. Eventuali azioni di protesta e scioperi saranno programmati nel corso di un incontro con i dipendenti. Nell’attesa Giorgio Iabichella «striglia» duramente anche i sindacati perché non hanno preso parte alla riunione nella quale erano in pratica presenti solo le parti datoriali.

Intanto il «Comitato dei dipendenti» incassa il sostegno del consigliere comunale del Pdl Tato Cavallino, il quale ritiene «inconcepibile che l’amministrazione, agendo in modo unilaterale, abbia impedito ai diretti interessati di far sentire la propria voce in questioni che li riguardano direttamente. Pur comprendendo le legittime esigenze dei commercianti – precisa Cavallino – ritengo doveroso che scelte di questo tipo siano concertate anche con i rappresentanti dei dipendenti, sui quali di fatto ricade l’onere del lavoro domenicale». Il consigliere sollecita dunque il sindaco e la deputazione regionale iblea «ad affrontare il problema delle aperture domenicali e festive a livello regionale, stabilendo un calendario di turnazioni provinciali».