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MODICA - 20/12/2008
Attualità - Modica - Quando l’austerità si rende necessaria

Natale a Modica: il programma

Un Natale 2008 in economia sotto tutti i punti di vista.
L’amministrazione sceglie toni sommessi e solidali
Foto CorrierediRagusa.it

C’è religiosità e solidarietà nel natale modicano. Non ci sono luci ed addobbi su scelta precisa dell’amministrazione che ha voluto dare alla festa toni pacati in sintonia con la difficile situazione che si vive in città per via della crisi finanziaria. In piazza Matteotti è apparso un ulivo spoglio e senza luci quasi a simboleggiare pace e speranza ma senza fronzoli.

Anche l’illuminazione delle strade è stata ridotta al minimo con qualche filo illuminato e qualche stella di natale; è insomma un natale in economia che non accende il fuoco del consumismo ma vuole trasmettere valori come solidarietà e ritorno alla tradizione. Il natale porta per l’occasione un presepe ritornato a nuova vita. E’ quello di S. Maria che da ieri è fruibile anche dai portatori di handicap. La passerella in legno realizzata dall’amministrazione provinciale consente a tutti di avvicinarsi all’artistico presepe di Frate Papale e di ammirare pastori e statuette come non era stato reso possibile ancora.

L’assessore ai beni culturali Girolamo Carpentieri ha accolto la richiesta del parroco di S. Maria don Antonio Maria Forgione (nella foto), e si è impegnata anche a risistemare il presepe in un prossimo futuro. « Pensiamo ad una nuova illuminazione e ad una ripulitura delle statuette e del paesaggio – dice l’assessore Carpentieri- Dobbiamo tuttavia concordare l’intervento con la sovrintendenza visto che si tratta di un’opera d’arte».

Il presepe artistico fu realizzato nel 1881 e la scenografia affidata a Fra’ Benedetto Papale; la realizzazione dei personaggi in terracotta policroma fu invece affidata alla fabbrica Bongiovanni Vaccaro di Caltagirone. Sono 62 le statuette, alte tra i 30 ed i 60 cm, che si mantengono ancora oggi in buone condizioni, essendo il presepe scampato all’alluvione del 1902. Il natale ha portato alla ribalta anche una artigiana della tradizione dolciaria. Lina Iemmolo, 60 anni, è stata infatti insignita del premio « L’eccellenza delle donne» promosso dalla Fiera di Roma.

Il premio infatti privilegia il recupero della tradizione e la sua stessa evoluzione al di fuori dei circuiti commerciali. Lina Iemmolo ha ottenuto il premio di «Maestra di solidarietà e di antiche tradizioni dolciari» grazie al suo impegno presso la casa Don Puglisi dove fa da guida alle giovani madri ospitate nella casa.

La Iemmolo è stata ricevuta a palazzo S. Domenico dal sindaco Antonello Buscema che ha parlato di un « riconoscimento alla città nascosta, che opera nel silenzio». Il direttore diocesano della Caritas Maurilio Assenza ha messo in rilievo il senso non solo della bellezza estetica dei dolci realizzati nel laboratorio della casa Don Puglisi ma anche della bellezza di relazione che la Iemmolo è riuscita a stabilire».

Lina Iemmolo con la semplicità e la schiettezza che la contraddistingue ha ringraziato tutti « Il premio è di tutti gli ospiti della casa, lo condivido con loro». La casa Don Puglisi ha realizzato nel corso di pochi anni un esperimento di laboratorio dolciario che traendo spunto dalla tradizione ha coinvolto e dato un senso alla presenza delle ospiti che da un lato apprendono le tecniche dolciarie e dall’altro producono dolci di riconosciuta fattura. Un esperimento di dolceria dal volto umano e solidale che si sintetizza nel volto e nelle mani di Lina Iemmolo.


UN NATALE NEL SEGNO DELL´AUSTERITA´

Poche luci e pochi addobbi e c’è chi sceglie di fare in proprio. Non c’è un albero di natale in piazza ed un gruppo di commercianti ha pensato bene di utilizzare una palma al posto dell’abete e bottiglie di acqua minerale vuote al posto delle luci. La cosiddetta "Palma di Natale" è quella difronte alla scalinata del duomo di San Pietro, in corso Umberto. E’ insomma un natale in economia sotto tutti i punti di vista anche se da ieri hanno fatto capolino alcune stelle illuminate lungo il corso Umberto.

L’amministrazione sceglie toni sommessi e solidali ed ha puntato anche sulla tradizione e sulla memoria del natale. Sotto la direzione di Marcella Fragapane, docenti, alunni, operatori culturali, sono stati coinvolti in una serie di attività che hanno avuto come matrice comune la riscoperta e la condivisione di una cultura e di una tradizione.

« La politica culturale della città esce dalla logica dell´evento - dice Antonello Buscema – Puntiamo sulla valorizzazione delle grandi istituzioni culturali della città - il teatro, i tanti spazi dello spettacolo nei palazzi barocchi e nelle chiese della città, il museo, la biblioteca - e vuole allontanarsi dagli stereotipi delle feste importate da altre comunità e secondo altre tradizioni. La rifondazione comunitaria passa anche attraverso il recupero degli usi e delle consuetudini locali: abbiamo cominciato già con la festività dei Morti rifiutando Halloween, continuiamo con il Natale e concluderemo con il Carnevale».

Lo scorso fine settimana ha visto così gli alunni della scuola elementare presentare la storia de « Il Piccolo principe» che è stata preparata nei quartieri e nelle classi per approdare all’auditorium del palazzo della cultura ed al teatro Garibaldi grazie alla collaborazione con la «Cooperativa Cartellone». Gli studenti delle scuole superiori sono stati invece i protagonisti del bazar di Natale aperto a palazzo Grimaldi. Tanti i manufatti, ciotole, tessuti, quadri, sculture, vetri, ceramiche, che sono stati esposti e la cui vendita andrà a sostenere un progetto di aiuto per i bambini soldato del Congo.

«Il risultato dell’impegno degli abitanti di Modica – dice Marcella Fragapane - è stato per me sorprendente e mi riempie di gioia; non immaginavo che la proposta di un’idea si potesse trasformare in migliaia di oggetti straordinariamente belli e di ottima fattura, il cui valore reale supera di gran lunga il prezzo simbolico con cui saranno venduti, ma che contribuirà alla realizzazione di un progetto umanitario di inestimabile peso». E nel senso della tradizione e della spiritualità si inserisce anche l’arrivo della luce di Betlemme che è arrivata nei quattro centri anziani della città al centro disabili.

Il simbolo della pace e della solidarietà testimoniata dalla fiammella che si irradia da Betlemme è stata anche consegnata all’amministrazione comunale, ai responsabili della Unitalsi ed alla scuola media «Falcone». Come avviene da sei anni a questa parte la cerimonia di consegna si è tenuta nella chiesa del S. Cuore promossa dagli aderenti al movimento scoutitisco degli adulti, Masci.

E’ stato don Stefano Modica a consegnare materialmente la luce di Betlemme ai rappresentanti delle singole comunità ed organizzazioni. « Queste manifestazioni – dice l’assessore Enzo Scarso - svolgono non solo l’importante compito di socializzazione, allentamento delle tensioni legate alla quotidianità del lavoro ma soprattutto inducono ad una profonda riflessione sul ruolo che amministratori, educatori, assistenti sociali e volontari sono chiamati a svolgere nel delicato settore dei servizi sociali che sta diventando punto di riferimento e di sostegno per soggetti che per varie motivazioni si trovano a vivere una particolare condizione di disagio o difficoltà».