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MODICA - 09/12/2008
Attualità - Modica - Le campagne modicane abbruttite da cumuli di pattume

Piaga discariche irrisolta, territorio devastato dai rifiuti

Ad Ispica i netturbini sono pochi per garantire il decoro urbano
Foto CorrierediRagusa.it

Il proliferare delle discariche abusive resta la piaga primaria dell’altrimenti bellissimo e incontaminato territorio modicano. Gran parte delle campagne e delle zone residenziali presentano vergognose «cicatrici» costituite da discariche a cielo aperto dove si può trovare di tutto. Dai sanitari ai televisori, passando per materiale plastico. Tutti rifiuti pericolosi e altamente tossici in bella vista e a portata di mano, anche dei bambini. E’ il caso della discarica abusiva di contrada Piano Ceci (nella foto di Carmelo Poidomani) o di quella di Sant’Elena Pietrenere. Luoghi a suo tempo bonificati ma che la costante inciviltà di alcuni soggetti hanno di nuovo rovinato. Il progetto delle ronde diurne e notturne della polizia municipale, magari coadiuvati da altre forze dell’ordine, è rimasto nel cassetto. Troppi i problemi con cui fare i conti, a cominciare dalla carenza d’organico. E così c’è chi continua a scaricare rifiuti pericolosi e ed elettrodomestici in disuso, facendola franca.

Oltre al danno, si aggiunge pure la beffa. Non bisogna difatti dimenticare le ingenti somme a suo tempo stanziate per bonificare le varie aree comunali. Tutta fatica e denaro, quello dei contribuenti, sprecati. Come se non bastasse l’inciviltà di quanti continuano su questa strada perché sicuri di non essere mai colti in flagranza, si aggiunge anche la palese inefficienza dell’ufficio preposto al ritiro dei rifiuti ingombranti a palazzo San Domenico. Il numero telefonico messo a disposizione degli utenti dall’ufficio ecologia per concordare modalità e tempi di prelievo del materiale a domicilio ed il successivo conferimento nella piattaforma autorizzata a cura del comune, continua ad essere muto.

Anche recarsi di persona nell’ufficio di corso Umberto, locali ex tribunale, per segnalare la necessità del prelievo, non si rivela una scelta che fa risparmiare tempo al cittadino. I due addetti all’operazione sono puntuali nel compilare la scheda, nel fissare il giorno e nel ragguagliare l’utente su tutti i passaggi affinché il materiale ingombrante sia conferito in modo corretto. Ma spesso capita che il giorno concordato per il ritiro dell’ingombro non venga rispettato dagli operai, e tutto ricomincia daccapo. Nel frattempo non è dato affatto sapere quando sarà attuato il piano dell’assessorato all’ecologia per la cosiddetta rintracciabilità dei rifiuti ingombranti. Non più di un paio di mesi fa l’assessore Tiziana Serra aveva precisato di voler verificare «se qualcuno lucra da questo stato di cose».

Il principio della rintracciabilità si rivelerebbe opportuno per sgomberare il campo da dubbi: marchiando i rifiuti ingombranti si potrebbe scoprire se si tratta dei medesimi scarti che qualcuno rimette in circolazione, prelevandoli dalle piattaforme specializzate e scaricandoli in giro. Una circostanza non proprio remota e tuttavia ancora da confutare, mentre le discariche si riformano. I sopraelencati problemi d’organico vengono amplificati dalla vastità del territorio modicano da coprire. Un grossa mano potrebbe giungere dagli stessi residenti. Ma in tanti non vedono o, con maggiore probabilità, fanno finta di non vedere. Come dire: meglio convivere con i rifiuti piuttosto che denunciare chi magari li deposita.


ISPICA: OPERATORI ECOLOGICI SOTTODIMENSIONATI
di Eva Brugaletta


Smaltimento dei rifiuti e decoro urbano. Si tratta degli argomenti discussi durante un incontro fra l’assessore all’Ecologia, Cesare Pellegrino, e il comitato «Ispicambiente». Una riunione dove l’assessore ha evidenziato i problemi legati alla carenza di organico nel settore. Fatto che incide notevolmente sulla garanzia del decoro urbano.

«La situazione ambientale – ha detto Pellegrino – non è garantita da un servizio efficiente. Ispica avrebbe infatti bisogno di un numero maggiore di unità lavorative: otto operatori sono evidentemente troppo pochi rispetto al lavoro che dovrebbe essere svolto per la pulizia della città. Per migliorare questa situazione – ha evidenziato – il Comune si è già attivato. Presto il numero dei netturbini dovrebbe crescere a 40 e, nel mese di febbraio, partiranno i lavori per la raccolta differenziata porta a porta, dopo un bando di gara che affiderà ad una ditta le attività di raccolta.

La raccolta differenziata, che oltre a tutelare la nostra città ci permetterà di risparmiare nel conferimento dei rifiuti, sarà inoltre preceduta da un’adeguata campagna di sensibilizzazione e informazione promossa da Ato Ambiente, che consentirà ai cittadini di capire e agire meglio in materia di differenziazione dei rifiuti».

Sarà invece difficile che sia esaudita la richiesta avanzata dal comitato. «Ispicambiente» ha richiesto l’apertura pomeridiana dell’oasi ecologica comunale, in modo da combattere in maniera decisiva il fenomeno delle discariche abusive che deturpano il paesaggio. L’assessore non ha fornito garanzie in tal senso, ma ha anticipato che l’Oasi sarà dotata di attrezzature moderne per la raccolta dei rifiuti, usufruendo di un finanziamento che scaturirà da un progetto redatto a tal fine.

«Il Comitato – ha detto il coordinatore Ignazio Spadaro – s’augura che il progetto di « una Ispica più pulita e vivibile» si realizzi davvero e che nessun ostacolo si interponga (come accaduto in passato) all’attuazione di quanto promesso».