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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 693
MODICA - 28/11/2008
Attualità - Modica - Disagi per gli utenti del controllo dell’invalidità

Fila da incubo nei locali della cassa mutua di via Veneto

Ascensore guasto e bagni quasi inaccessibili
Foto CorrierediRagusa.it

Oltre un centinaio di utenti (nella foto) in fila da ore dopo aver incontrato difficoltà non indifferenti per raggiungere il primo piano, dov’è ubicata la sala d’attesa per i controlli propedeutici alla concessione dello stato d’invalidità.

E’ successo nei locali della cassa mutua di via Vittorio Veneto, dove ieri pomeriggio si sono registrati attimi di tensione, quando le persone che dovevano essere sottoposte al controllo e i loro accompagnatori si sono trovati imbottigliati al pianterreno a causa dell’ascensore guasto e, comunque, non adatto ad ospitare degenti su sedie a rotelle. Eppure sono proprio questo genere di utenti che si recano tre volte la settimana nei locali per ottenere lo stato d’invalidità. Si sarebbe dovuto provvedere da tempo a rendere meno dura l’attesa e, soprattutto, a facilitare le modalità d’accesso al primo piano.

Dopo le proteste degli utenti, uno dei responsabili della struttura ha messo in funzione la scala mobile, quella che si può utilizzare tramite il posizionamento delle sedie a rotelle. Ne erano disponibili solo due. Un dipendente della struttura ha allargato le braccia: «L’Ausl ha speso un mucchio di soldi per adattare questi locali. L’ascensore potrebbe anche andar bene, se non fosse al momento guasto. In ogni caso non potrebbe mai essere adattato alla fruizione delle persone diversamente abili o su sedie a rotelle». Parole che suonano quantomeno contraddittorie. «Oggi è un caso – ha proseguito il dipendente – se ci sono tutte queste persone in attesa. Normalmente sono molto meno.

Talvolta l’ingolfamento è determinato dai medici di famiglia che, invece di optare per la visita di controllo a domicilio, indirizzano i loro pazienti da noi». Eppure la dichiarazione di un accompagnatore è di ben diverso tenore: «A me hanno telefonato a casa stamattina, dicendomi che mia moglie, da pochi giorni operata di tumore, doveva presentarsi alle 15 in punto nei locali di via Vittorio Veneto. E se mia moglie fosse stata ancora impossibilitata a muoversi? Non mi hanno neanche dato il tempo di replicare e hanno subito riattaccato. Adesso, nonostante siamo arrivati puntuali, stiamo aspettando il nostro turno da oltre un’ora». Come se non bastasse, anche accedere ai bagni era un impresa impossibile.