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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 688
MODICA - 25/11/2008
Attualità - Per i residenti si tratterebbe di un’opera "fuorilegge"

L´assessore provinciale Mallia interviene sulla pista ciclabile

Secondo i componenti del neo comitato "Terre di Pisciotto",
sono stati intaccati terreni ancora non espropriati
Foto Corrierediragusa.it

Il polverone sulla costruenda pista ciclabile su terreni privati ad opera della Provincia fa registrare l´intervento dell´assessore provinciale al territorio ed ambiente Salvo Mallia (nella foto), che pubblichiamo di seguito in versione integrale.

«Comprendo il disagio degli automobilisti per la presenza del cantiere lungo la strada provinciale ma sono sinceramente sorpreso per le critiche circa presunte «devastazioni» di siti e, soprattutto, circa una mancata informazione ai cittadini dei lavori per la realizzazione di un sistema di mobilità integrato (pista ciclabile e isola pedonale) nel comprensorio costiero Marina di Modica-Sampieri».

Così l’assessore al Territorio ed Ambiente Salvo Mallia replica alla critiche dei cittadini che vorrebbero una modifica del progetto e contestano la realizzazione della pista ciclabile. «La pista ciclabile – aggiunge Mallia - la cui realizzazione è prevista lungo tutto il litorale ibleo è al servizio non solo dei cicloturisti, ma anche e soprattutto di tutti i cittadini della Provincia che ancora oggi durante le stagione estiva sono costretti ad andare in bicicletta nella stessa sede stradale interessata dal traffico veicolare e con i rischi che questo comporta ma il progetto prevede interventi di ingegneria naturalistica e riqualificazione ambientale, con particolare riferimento al consolidamento dunale previsto in prossimità della vecchia fornace e alla formazione di una ampia fascia alberata proprio fra la strada provinciale e la nuova pista ciclabile.

Purtroppo ho il timore che qualcuno, più che alla qualità dell’intervento ed ai benefici che ne conseguiranno per l’intera collettività, voglia strumentalizzare l’occasione per risolvere a proprio favore annose questioni sulle proprietà dei terreni, questioni sulle quali però questo Assessorato non può, e certo non intende, assolutamente intervenire, e che non potranno in alcun modo inficiare il grande impegno, anche economico, profuso per la valorizzazione di tutto il comprensorio costiero. Se invece dovessero arrivare contributi positivi e non preconcetti allora si potrà discutere. Non abbiamo alcun pregiudizio a farlo perché la realizzazione di questo sistema di mobilità riveste carattere di «progetto pilota» per tutto il litorale della provincia».


LE POLEMICHE SULLA PISTA CICLABILE

Quella pista invade terreni non espropriati. Trecento residenti nella contrade Ciarciolo e Pisciotto contestano i lavori avviati dall’amministrazione provinciale per la realizzazione della pista ciclabile che porta da Sampieri a Marina di Modica.

I residenti si sono costituiti in comitato, denominato « Terre di Pisciotto», per dire no al progetto della Provincia e comunque per mettere le cose in chiaro visto che, secondo loro, l’amministrazione provinciale è caduta in una serie di errori. I lavori sono iniziati da qualche settimana e interessano ora contrada Pisciotto, dove le ruspe hanno cominciato a sbancare e soprattutto ad intaccare appezzamenti di terreno ignorando i diritti dei residenti.

La confusione nasce dal fatto che nella zona del Pisciotto e di Ciarciolo molti terreni sono stati concessi in enfiteusi dal proprietario, il barone Mormino Penna e, dopo decenni di occupazione, quanti vi hanno edificato case e villette ritengono oggi di avere titolarità del terreno. Questo non risulta dalle mappe catastali sulle quali si è basata la provincia per le procedure di esproprio anche perché l’ente non sapeva, almeno ufficialmente, chi occupava i terreni sui quali sarebbe sorta la pista ciclabile.

Questo è il motivo per il quale il comitato «Terre di Pisciotto» lamenta che nella procedura di esproprio non è stato tenuto in alcun conto lo stato di fatto. I residenti intendono avviare un procedimento legale per rivendicare la definitiva proprietà; inoltre hanno diffidato l’ente perché in assenza di documenti che attestino la reale proprietà dei terreni i lavori vadano avanti.