Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1282
MODICA - 19/11/2008
Attualità - Modica - Nel corso della sobria e partecipata cerimonia ufficiale

Si è insediato il presidente del tribunale Giuseppe Tamburini

"Mi batterò per la sopravvivenza di questo glorioso tribunale"
Foto CorrierediRagusa.it

«Non deve essere il cittadino a raggiungere la Giustizia, ma la Giustizia ad arrivare fino al cittadino». Questa emblematica frase suona già come un battesimo del fuoco per il neo presidente del tribunale di Modica Giuseppe Tamburini (nella foto), insediatosi ufficialmente ieri mattina con una sobria e partecipata cerimonia nell’aula «B» della sede di un tribunale a rischio soppressione. «Mi batterò affinché questo pezzo di prestigiosa storia forense sopravviva alla indiscriminata politica dei tagli che contraddistingue, senza distinzioni di sorta, le circoscrizioni giudiziarie. E’ chiaro – ha detto il presidente Tamburini – che ci vogliono delle leggi in proposito. Io posso solo limitarmi ad applicarle. Ma farò opinione e organizzerò dibattiti assieme ai validi avvocati di questo ordine forense».

E proprio il presidente dell’organismo Giuseppe Nigro, rivolgendo il suo saluto al presidente Tamburini assieme ai magistrati e alle autorità politiche, militari e religiose presenti alla cerimonia d’insediamento, ha toccato il delicato tema, soffermandosi anche sull’altro atavico problema, quello della carenza dei magistrati in organico. Al momento ne sono presenti solo sei su dieci. «Mi sono già attivato – ha detto Tamburini – per ottenere un magistrato distrettuale in attesa che i giovani uditori terminino il tirocinio e, si auspica, possano rimpolpare l’organico del tribunale entro settembre 2009».

In questa direzione Tamburini è sostenuto dal primo presidente della Corte d’appello di Catania Guido Marletta e dall’avvocato generale della procura generale di Catania Salvatore Scalia. «Abbiamo a cuore le sorti del tribunale di Modica – ha detto Marletta nel corso del suo breve discorso – e ci stiamo muovendo con provvedimenti interni per tentare di ridurre le carenze d’organico nel settore della magistratura, anche se dovrà per forza di cose essere il Consiglio superiore della magistratura ad avere l’ultima parola. Abbiamo accolto con celerità la richiesta del neo presidente Tamburini di ottenere al più presto un magistrato distrettuale, e contiamo di potergli venire incontro il prima possibile».

Dello stesso tenore anche il discorso di Scalia, che ha esternato solidarietà a Tamburini per la difficile situazione che sarà chiamato a gestire. Saranno in totale 17 i tribunali minori o sub provinciali che saranno soppressi nel Paese, tra cui quelli di Modica, Caltagirone, Mistretta e Nicosia, anche sulla base proprio dei magistrati in organico: quelli che presentano un numero inferiore a 14 giudici non avrebbero scampo. «Io – ha proseguito Tamburini – mi limiterei a sopprimere solo i tribunali minori con meno di sei magistrati, anche perché un recente sondaggio di Eurispes ha dimostrato che i tribunali cosiddetti minori, tra cui Modica, celebrano un maggior numero di processi, con estrema celerità, rispetto ai tribunali capoluogo di provincia.

Ma il problema del tribunale di Modica è proprio la vicinanza a quello di Ragusa: appena 17 chilometri facili da coprire. Ecco perché, a mio avviso, l’unica salvezza sta nell’allargamento della circoscrizione di competenza, da allargare anche al comprensorio siracusano, annettendo ad esempio Pachino, Rosolini e altri centri aretusei, come propose a suo tempo l’on Antonio Borrometi». Tamburini fa rilevare come dalla soppressione del tribunale di Modica il Ministero di Grazia e Giustizia risparmierebbe solo lo stipendio del presidente stesso e del procuratore, visto che nessun magistrato o dipendente potrebbe essere licenziato.

E a proposito di dipendenti, il settore della cancelleria presenta una carenza in organico del 20%, come sottolineato anche dal cancelliere Giorgio Amore, che ieri ha accompagnato il presidente Tamburini nel suo ufficio, dove il diretto interessato ha notato una netta carenza di mezzi, a causa di quella che lo stesso Tamburini ha definito una «stortura». «E’ paradossale – ha concluso il neo presidente – che debba essere il comune a farsi carico di tutte le spese, anticipando i soldi per conto del Ministero che le rimborsa quando e come meglio crede. Ad ogni modo la porta del mio ufficio sarà sempre aperta per tutti». Giuseppe Tamburini, residente a Siracusa, è stato pretore di Noto dal 1971 al 1972, giudice del tribunale di Siracusa per 26 anni, dal 1972 al 1998 e presidente del tribunale di Caltagirone dal 1998 al 2008.