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MODICA - 18/11/2008
Attualità - Modica - Fa discutere la scelta di Messina

Modica: il futuro dell´istituto musicale

Il direttore Carmelo Giudice dice la sua Foto Corrierediragusa.it

Carmelo Giudice, direttore dell’istituto musicale «Bellini» di Catania, interviene nel dibattito avviato sul futuro dell’istituto;

l’intenzione dell’amministrazione comunale di cambiare strategia affidando al conservatorio di Messina il futuro della permanenza della istruzione musicale nel comprensorio ha colto di sorpresa l’ambiente didattico e non ma a Carmelo Giudice preme far conoscere alcuni passaggi essenziali

« Il Bellini – dice il direttore Giudice – non è coinvolto nel contenzioso tra i docenti ed il comune di Modica per via della mancata corresponsione degli stipendi. L’accordo stipulato con l’amministrazione comunale nel 2000, anno di istituzione dei corsi, è scaduto e l’amministrazione è nella piena libertà di scegliere la soluzione che ritiene migliore. Sarebbe certo dignitoso dare una risposta ai docenti-musicisti prima di pensare ad un futuro che preveda il coinvolgimento di un altro conservatorio.»

Per il direttore Giudice insomma prima bisogna pagare i docenti, il debito accumulato in questi anni è di 700mila euro, e poi pensare ad altre soluzioni. Tra i docenti dell’istituto la notizia degli accordi con il conservatorio di Messina ha suscitato non poche perplessità ed anche preoccupazioni per il loro futuro lavorativo. Il conservatorio peloritano infatti assicurerebbe i propri docenti per i corsi che vorrebbe istituire, si parla di almeno dieci « Ma siamo sicuri – dice un docente – che Messina decentrerà i propri corsi a fronte di un taglio generale del 40per cento per i conservatori italiani ?».

Non ci sono tra l’altro solo i docenti ad avere una vertenza aperta con il comune ma anche le famiglie degli attuali studenti. La giunta Torchi ha infatti aumentato a corsi avviati le rette del cento per cento per recuperare i costi del servizio; la deliberazione del sindaco ha suscitato la reazione delle famiglie che non intendono pagare e per le quali hanno aperto un altro tavolo di contenzioso.

La conseguenza più diretta è stata che gesami conclusivi dei corsi tenuti sabato scorso sono stati tenuti con riserva visto il contenzioso aperto tra utenti ed amministrazione. Sui costi dell’avvio delle attività del conservatorio di Messina fa sentire la sua voce anche il vicepresidente della provincia ed assessore alla cultura Mommo Carpentieri. « L’amministrazione provinciale non ha dato nessuna assicurazione e non ha assunto alcun impegno per finanziare l’apertura del conservatorio. Noi non abbiamo parlato con nessuno e nessuno ci ha coinvolto, almeno finora».



Si chiude con Catania , si apre con Messina. E’ questo il percorso cui pensa l’amministrazione comunale per il futuro dell’istituto musicale. L’attività dell’istituto è stata avviata dalla seconda amministrazione Ruta grazie al rapporto di collaborazione con l’istituto Bellini di Catania. La vita dell’istituto modicano dopo i primi tre anni è stata costellata da problemi di carattere finanziario ed organizzativo visto che i docenti non sono stati regolarmente pagati con riflessi negativi diretti sulle famiglie e sugli alunni il cui numero, ma soprattutto il cui interesse, è andato via via diminuendo. L’istituto musicale, di cui è direttore Emanuele Giudice, ha anche cambiato dopo tre anni dall’inizio della sua attività i locali trasferendosi dalla prestigiosa sede del palazzo Grimaldi ad un paio di stanze nel palazzo della cultura senza che siano stati assicurati il decoro ed il confort necessario per questo tipo di attività.

Numerosi i docenti che man mano hanno abbandonato la cattedra visto che gli stipendi non sono mai arrivati con sufficiente regolarità ma anzi hanno tardato tanto da indurre i titolari delle varie materie a mettere in mora il comune per ottenere quanto loro dovuto. Ad oggi il debito accumulato da palazzo S. Domenico si aggira sui 700mila euro per stipendi non corrisposti ma anche per i costi lievitati a causa dei ricorsi al tar e gli onorari dei vari commissari ad acta. Per uscire da una situazione di precarietà e di massima incertezza che ha innescato anche una certa sfiducia nelle famiglie di tutto il comprensorio visto che l’istituto musicale «pesca» nei comuni del modicano, l’amministrazione ha pensato bene di avviare contatti con il conservatorio musicale di Messina i cui dirigenti si sono detti disponibili ad assumere la responsabilità didattica dell’istituto con la prospettiva di farlo diventare una sede distaccata della sede peloritata.

L‘amministrazione provinciale e il consorzio universitario hanno dato la benedizione all’operazione dando il loro beneplacito ma soprattutto garantendo un primo finanziamento di 50mila euro ciascuno che dovrebbe assicurare il via alle lezioni sin dal prossimo gennaio. I dettagli dell’operazione sono tenuti al momento ben coperti dai protagonisti perché amministrazione comunale e provinciale in particolar modo non vogliono entrare in conflitto con l’istituto Bellini di Catania che vanta referenti politici sia in provincia sia a palazzo S. Domenico . L’avvento del conservatorio di Messina sarebbe ben visto anche a livello ministeriale perché garantirebbe l’espansione delle attività del conservatorio e assicurerebbe maggiori introiti al conservatorio per via del maggior numero di iscrizioni nel tempo. Il progetto sarà chiuso entro la fine dell’anno per consentire di dar via alle lezioni entro il prossimo gennaio.