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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 587
MODICA - 05/11/2008
Attualità - Modica - Convegno sulla deontologia professionale dell’avvocato

Modica: "E li difendono pure"

"Non difendiamo i delinquenti, ma il loro diritto ad essere difesi» Foto Corrierediragusa.it

«Noi non difendiamo le azioni dei presunti delinquenti, ma il loro diritto ad essere difesi». L’emblematica affermazione dell’avvocato Michele Sbezzi, tra i fondatori della scuola di deontologia e tecnica del penalista, la dice lunga sul ruolo, a volte difficile e complesso, dei cosiddetti «principi del foro».

Il concetto è stato ribadito nel corso del convegno «E li difendono pure», svoltosi nella sala della Domus Petri in occasione del terzo anniversario dalla scomparsa dell’avvocato Giorgio Cassarino, tra coloro che vollero fortemente la scuola, poi nata dopo la sua prematura dipartita. L’evento, organizzato dalla camera penale e dalla stessa scuola, ha visto tra i relatori l’avvocato Ettore Randazzo, past president dell’unione nazionale camere penali, che ha puntato l’attenzione sul rapporto tra il diritto di difesa e l’etica, disquisendo su «Difesa dell’imputato e biasimo sociale».

Spesso i legali si trovano nella difficile posizione di dover difendere dei presunti criminali. Ma, aldilà della loro reale colpevolezza, compito del buon avvocato è quello applicare il famoso motto che «La giustizia è uguale per tutti» e tutti hanno diritto ad essere difesi. Un po’ come il medico che, in base al famoso giuramento d’Ippocrate, è tenuto a salvare la vita, nei limiti del possibile, anche ad un assassino con alle spalle anche decine di omicidi. Oltre a Giorgio Cassarino è stato ricordato l’avvocato Fulvio Croce, ammazzato nel 1977 per aver assunto la difesa d’ufficio della colonna torinese delle Brigate Rosse. A questo proposito è stato proiettato il lungometraggio «Avvocato! Il processo di Torino al nucleo storico delle Brigate rosse».