Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1293
MODICA - 29/10/2008
Attualità - Modica - L’assessore Serra punta il dito contro il consigliere Udc

Modica: Nigro difende Puccia

Alla fine il presidente Garofalo sospende la seduta Foto Corrierediragusa.it

Chi è incompatibile alzi la mano. Finisce così laa seduta del consiglio comunale. Il dubbio si insinua tra i banchi della maggioranza quando Tiziana Serra, tra una risposta e l’altra sul delicato tema dei rifiuti, ricorda a Massimo Puccia, di essere parente del titolare della ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti ingombranti. Voluta o no, la sottolineatura manda su tutte le furie Paolo Nigro (nella foto), che di Puccia è capogruppo.

« Cosa ci azzecca la parentela di Puccia con i cassonetti che non si svuotano"? chiede Nigro, che vede nell’intervento della Serra un attacco ben poco celato allo status del neo consigliere. « L’assessore chiarisca – insiste Nigro – Dica se ha elementi per sostenere che ci siano fattori di contrasto tra la presenza di Puccia in aula e la sua parentela con il titolare dell’impresa». Il caso scoppia e Vito D’Antona se lo intesta arrivando a chiedere al presidente ed al sindaco di accertare le condizioni di compatibilità dei consiglieri eletti. Come da prassi in avvio di legislatura tutti i consiglieri hanno dichiarato il loro status ed agli atti della segreteria non risultano incompatibilità accertate.

Il sindaco lascia cadere la cosa mentre il segretario non ha elementi per dire di incompatibilità o meno allo stato dei fatti. Le verifiche di compatibilità tuttavia si faranno e sarà l’ufficio del presidente Garofalo ad occuparsene. La seduta del consiglio si chiude così tra accuse velate da una parte e schiamazzi dall’altra. I vigili non ci sono ed il presidente Paolo Garofalo sospende la seduta visto che non c’è nessuno in grado di riportare la calma. Nei corridoi di palazzo S. Domenico hanno stazionato per la durata dei lavori alcune decine di dipendenti comunali per tenere alta l’attenzione sul mancato pagamento degli stipendi, così come annunciato in una precedente assemblea.

Una discussione accesa tra gli stessi dipendenti e qualche consigliere comunale è sfociata in contestazione che ha disturbato i lavori d’aula tanto da indurre Garofalo alla sospensione. « Devo assicurare il regolare svolgimento dei lavori – dice il presidente – Non ho nulla contro i dipendenti ed anzi capisco la loro difficile situazione ma per lavorare ci vogliono le condizioni minime». Cinque le ore di presenza in aula per i consiglieri che hanno esaurito tutte le interrogazioni presentate da cinque mesi a questa parte. Alcune ormai del tutto fuori tempo, altre superate dai fatti.