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MODICA - 31/10/2008
Attualità - Modica - Sui famosi fitti del tribunale una pietra sopra

Missione romana di sindaco
e parlamentari, troppa teoria

Speranze dal Cipe, ma di liquidità di cassa neanche l’ombra Foto Corrierediragusa.it

Certezze poche,possibilità qualcuna, ed un grande no. E’ quello relativo al fitto del tribunale sul quale è stata definitivamente messa una pietra sopra. Antonello Buscema, Peppe Drago e Riccardo Minardo erano partiti con maggiore fiducia; i loro incontri romani sono comunque serviti ad avere le idee più chiare non solo sul presente ma anche sul prossimo futuro.

La certezza è che per Modica la strada del risanamento deve passare da palazzo S. Domenico attraverso bilanci realistici, introiti certi, tagli, razionalizzazione delle spese e nessuna finanza creativa perché da Roma, se aiuti saranno , saranno circoscritti e limitati a precisi ambiti. Altra certezza , ma di segno negativo,è l’inconsistenza della richiesta dei sei milioni di euro per il fitto del tribunale.

Il direttore generale del ministero è stato fin troppo chiaro con Drago, Buscema e Minardo; i sei milioni non spettano al comune e non ci sono possibilità di averli. Era la risposta che l’amministrazione si era data già cancellando la somma dal bilancio 2008 ma per la quale i parlamentari modicani avevano voluto fare l’ultimo tentativo; hanno trovato porte chiuse, se non sbarrate ed il fitto del tribunale passa definitivamente in archivio. La delegazione modicana ha trovato invece più disponibilità invece al Cipe dove l’incontro è stato incentrato sulla richiesta avanzata dal sindaco per un intervento sui mutui contratti per le opere pubbliche.

Tutta da verificare la possibilità che i mutui per le opere pubbliche possano essere assunti dallo stato mentre il Cipe si è dichiarato disponibile perché alcuni servizi comunali siano finanziati con fondi statali. I funzionari non si sono tuttavia addentrati sui settori che potrebbero ottenere dei finanziamenti mirati in modo da sollevare il comune da costi che tuttora sostiene. Più concreto l’incontro con l’assessore al bilancio della regione Sicilia Michele Cimino che aveva peraltro già incontrato Riccardo Minardo a Palermo.

L’ipotesi di lavoro di Lombardo e Cimino è quella di creare un fondo di rotazione per i comuni per assicurare loro liquidità; in cambio di risorse subito disponibili le amministrazioni locali darebbero in garanzia i beni immobili di loro proprietà. Altro percorso che si sta delineando a Palermo, è quello di alleviare il peso dei mutui contratti dalle amministrazioni locali. La regione potrebbe assumere gli oneri delle rate dei mutui attingendo ai fondi Por. Riccardo Minardo incontrerà mercoledì prossimo il dirigente generale della programmazione per impostare la questione.


IL FOTOVOLTAICO, UN ESCAMOTAGE PER RISPARMIARE?

Impianti fotovoltaici per risparmiare e salvare il bilancio comunale. L’idea è di Giovanni Migliore, consigliere Pdl, che l’ha lanciato all’amministrazione. Per Migliore si possono realizzare tre milioni di risparmi a tutto vantaggio del bilancio. La via d’uscita dalla crisi finanziaria passa dalla produzione di energia.

Migliore pensa a due impianti fotovoltaici per complessivi 15megaWp nel territorio comunale; il primo dovrebbe sorgere su una superficie di Migliore 40mila metri quadrati ed uno su centomila nella zona di Catanzarello, entrambi terreni di proprietà comunale, dove tra l’altro è prevista la costruzione del nuovo istituto penitenziario. « Risparmieremmo anche le spese di sorveglianza visto che l’impianto sarebbe vicino ad una zona molto controllata» aggiunge Giovanni Migliore.

L’impianto fotovoltaico inoltre consente nell’arco di venti anni, grazie alla vendita di energia un ulteriore ricavo di cinque milioni di euro per il comune che per la costruzione potrà invece avvalersi degli incentivi governativi e contribuire solo con il 30 per cento delle spese visto che il resto è erogato a fondo perduto. L’argomento è stato discusso dal sindaco con funzionari del Cipe che hanno tuttavia sollevato alcune perplessità visto che questo tipo di finanziamenti sono per lo più destinati a privati o società e non ad enti pubblici.

Giovanni Migliore