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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 898
MODICA - 27/10/2008
Attualità - Modica - Risponde la presidente della cooperativa sociale Cerruto

"Il Gruppo" non ha costretto nessuno a firmare contratti

"Abbiamo proposto i co.co.pro. per tutelare i dipendenti"
Foto CorrierediRagusa.it

Nessuna nuova assunzione e nessun contratto fatto firmare in maniera coercitiva. La presidente Graziella Cerruto della cooperativa sociale «Il Gruppo», tra quelle tirate in ballo dai dipendenti nel corso dell’assemblea alla Camera del lavoro, rigetta ogni accusa. «Nessun nostro dipendente – dichiara – è stato costretto a firmare alcunché, e non potrebbe essere altrimenti».

In riferimento ai contratti continuativi a progetto, i famosi Co.Co.Pro., la presidente conferma che ai dipendenti licenziati lo scorso giugno per i tre mesi di inattività dell’estate, in cui la cooperativa in pratica si ferma, sono adesso proposti questi nuovi contratti nazionali di lavoro «per il bene stesso dei dipendenti – precisa la Cerruto – nel senso che in questo modo le somme che il comune ci erogherà non andranno a finire dritte alla Montepaschi Serit».

Stando alle spiegazione della presidente Cerruto, con il vecchio contratto nazionale del lavoro la cooperativa era obbligata ogni mese a presentare all’Inps le certificazioni per i pagamenti dei contributi previdenziali ai dipendenti. La mancanza di liquidità di cassa ha reso la cooperativa «Il Gruppo» (e non solo questa) insolvente. Di conseguenza l’Inps ha girato tutto alla Serit, che ha iscritto a ruolo quanto deve incassare, trattenendo in automatico le somme, nel frattempo ingigantite dagli interessi che rasentano il 50%.

Ogni qualvolta che il comune eroga le somme dovute alle cooperative, ne deve fornire comunicazione all’agenzia del Ministero delle Finanze «Equitalia» (attiva da quest’anno) che a sua volta avvisa l’Inps, la quale interessa la Serit, che intima alla banca tesoriera di versare nelle sue casse le somme disponibili. Alla luce di questo circolo vizioso, restano ben pochi spiccioli per il pagamento dei dipendenti. «Ma con i Co.co.pro. – precisa la presidente – non siamo obbligati a presentare ogni mese all’Inps le certificazioni per i contributi, ma solo quando i soldi sono materialmente disponibili. In questo modo, una volta esaurito il debito fin qui maturato con l’Inps, sarà possibile pagare i dipendenti con maggiore regolarità. Circostanza altrimenti impossibile – conclude la Cerruto – con il vecchio contratto nazionale di lavoro».


LE COOPERATIVE CHE FURONO

Riceviamo e pubblichiamo.
Mi chiamo Caterina Fidone e sono il Vicepresidente della "Sicantropos", piccola socetà Coperativa a r.l. Mi preme precisare che si tratta una piccola società composta da tre soci che ha avuto rapporti di lavoro con l´ente comune di Modica nel settore del turismo, gestendo per quasi dieci anni l´ufficio turistico sito in corso Umberto Primo, la cripta dei Domenicani (nell´atrio di Palazzo di Città) ed il museo della medicina intitolato al filososfo, letterato e scienziato modicano Tommaso Campailla, sito nell´omonimo palazzo di Modica bassa. Tale rapporto è terminato nel marzo 2008. Ciò che ancora ci lega a Palazzo San Domenico sono le spettanze arretrate che la società deve ancora esigere.
Caterina Fidone


LO SCANDALO DELLE COOPERATIVE SOCIALI

Cooperative pagate profumatamente dal comune nonostante non si conoscano né i presidenti, né i dipendenti, né i servizi erogati. Nuove assunzioni sarebbero in corso in questi giorni nonostante alcuni dei 300 dipendenti attuali siano a rischio licenziamento per i tagli ai servizi.

Contratti svantaggiosi sarebbero stati poi proposti dai presidenti delle cooperative ai lavoratori sotto la minaccia di licenziamento in tronco nel caso si fossero rifiutati di firmare.

Lo scandalo dei servizi sociali scoppia in tutto il suo clamore nel corso di una partecipata assemblea del dipendenti (nella foto) che si è svolta nella sede della Camera del lavoro. Un boato si è levato alto quando il segretario Nicola Colombo ha informato i presenti che oltre alle 14 cooperative sociali accreditate erano state scoperte altre 14 cooperative fino ad allora sconosciute e che ricevono soldi dal comune da almeno un quinquennio.

L’indignazione e la rabbia si sono levate alte soprattutto da parte di coloro, e sono tanti, in attesa di almeno nove mensilità arretrate. «Ci hanno liquidato di recente – hanno tuonato i dipendenti – il mese di febbraio per evitare di erogarci anche la tredicesima assieme alla mensilità di dicembre che, di conseguenza, sono state saltate in maniera arbitraria e antisindacale. Ma l’assessore Enzo Scarso – si sono chiesti – cosa ci sta a fare»?

«Avvieremo una nuova stagione di proteste – ha dichiarato Colombo – a cominciare da lunedì, quando scenderemo in piazza assieme ai netturbini. Chiederemo un incontro con il prefetto e pretendiamo chiarezza su queste cooperative sconosciute, delle quali si ignora anche la tipologia dei servizi erogati, di sicuro non essenziali, visto che questo compito viene già assolto dalle cooperative accreditate».

Partendo da queste ultime, ecco l’elenco delle cooperative che hanno a che fare con il settore dei servizi sociali, che costa al comune qualcosa come sei milioni di euro l’anno, la metà dei quali destinati proprio alle cooperative. Turi Apara, Il Gruppo, La città del sole, Isola Iblea, Artemide, Anffas, Modipa, Santa Rita, Sicantropos, L’Arca, Saturno, La città solidale, Samot, Alberto Portogallo e Beautiful days. Queste le cooperative accreditate che si occupano di assistenza domiciliare agli anziani, trasporto e assistenza disabili, mensa scolastica e assistenza ai malati terminali e ai disabili psichici.

Le sorprese in negativo fioccano con l’elenco delle cooperative «intruse», quasi tutte di fuori provincia e alle quali il comune eroga da anni somme consistenti per non meglio specificati servizi. Questo l’elenco completo: Cooperativa sanitaria onlus di Siracusa, Il dono di Ragusa, Ozanam di Vittoria, Tre colli di Caltagirone, Aiffas di Vittoria, Papa Giovanni XXIII di Rimini, Ambra di Reggio Emilia, San Giuseppe di Ramacca, San Michele Arcangelo di Noto, Il Sole di Siracusa, Arcoiris di Caltagirone, La Crisalide di Sommatino e Primavera di Geraci Siculo. Cooperative da mezza Sicilia. «E pensare che quando un mese fa – sbotta Graziana Stracquadanio, rappresentante sindacale della Cgil – denunciai la presenza di strani mandati di pagamento in favore di queste cooperative sconosciute, l’assessore Scarso negò tutto. Adesso come la mettiamo»?

Una lista che suona come una beffa per i lavoratori che reclamano gli stipendi. Alcuni di loro hanno denunciato d’essere stati costretti dai presidenti di alcune cooperative a firmare contratti per loro svantaggiosi sotto l’aspetto previdenziale e retributivo, come i Co.co. pro, i contratti continuativi a progetto.

«Ci hanno minacciato – hanno dichiarato in pubblico gli interessati – che se non avessimo firmato il contratto, peraltro con effetto retroattivo rispetto alle data reale di entrata in servizio, ci avrebbero licenziato in tronco. Noi abbiamo delle famiglie da mantenere». Nicola Colombo ha avviato le indagini del caso sul paventato comportamento ai limiti della legalità, e comunque antisindacale, dei presidenti di alcune cooperative sociali.

«Chiederò conto e ragione all’assessore Scarso – ha tuonato il segretario della Camera del lavoro – su questa ignobile lista di cooperative sconosciute di cui sarebbe già da tempo dovuto essere, almeno lui, al corrente, nell’ambito di quei famosi controlli avviati da settimane. Informerò di tutta questa situazione – ha concluso Colombo – anche sua eccellenza il prefetto e il sindaco». Proprio Antonello Buscema ha intanto diramato una determina sindacale con la quale invita le cooperative a non procedere a nuove assunzioni.