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MODICA - 24/10/2008
Attualità - Modica - Indagine di Eurispes anche sul tribunale modicano

«Il processo e il diritto penale vanno riformati»

Un grande monito che parte da una piccola realtà come Modica Foto Corrierediragusa.it

«Il processo e il diritto penale vanno riformati». Un grande monito che parte da una piccola realtà come quella del tribunale di Modica. La camera penale ha illustrato ieri un dettagliato «Rapporto sul processo penale» con il quale viene confermata una situazione poco allegra per il sistema giudiziario italiano. L’indagine è stata condotta dall’istituto di ricerca «Eurispes» su 27 tribunali campione (tra cui quello modicano), con 13mila processi monitorati e 600 osservatori impegnati dal 13 maggio al 19 luglio scorsi.

«Il nostro tribunale è certamente tra i meno peggio – dichiara il presidente della Camera penale Salvo Maltese – e rispetto alla media nazionale, che non brilla di certo per efficienza, presentiamo numeri incoraggianti. La durata media di un’udienza si attesta sui 32 minuti per i giudici monocratici e di 105 minuti per il tribunale collegiale. Un dato di gran lunga superiore alla media nazionale, poco meno di 20 minuti, che indica come i processi siano trattati e dibattuti come si deve.

I tempi medi di rinvio da un udienza a un’altra variano da 105 giorni per il monocratico e si dimezza a 52 giorni per il collegiale. Il 98% dei processi – prosegue Maltese – viene celebrato con il rito ordinario, di cui il 18% va a sentenza, nella maggior parte dei casi si tratta di condanne, mentre la restante percentuale è caratterizzata dai rinvii. Appena il 2% dei procedimenti si svolge con i riti alternativi del patteggiamento o dell’abbreviato. Da questo dato, agli antipodi rispetto al sistema giudiziario anglosassone – conclude Maltese – si evince che il legislatore dovrebbe cominciare a pensare a nuovi sistemi».

L’avvocato Bartolo Iacono ha invece puntato il dito «sulla vetustà del processo penale che, di conseguenza, va riformato. Le lungaggini non sono imputabili – prosegue Iacono – ad avvocati «melinari» o «cavillosi», quanto piuttosto alle cancellerie che non funzionano come si deve e mal si raccordano con gli uffici giudiziari. Un sostanziosa parte dei rinvii delle udienze viene poi determinata dalla mancata presentazione in aula dei testimoni. Spesso si tratta di ufficiali di polizia giudiziaria impossibilitati a comparire perché impegnati altrove.

Aldilà di questi casi limite, è comunque lapalissiano che la capacità persuasiva dello Stato non funziona come un tempo. La struttura del processo penale – aggiunge Iacono – non va così com’è. Bisogna innanzitutto mettere mano agli elementi distorsivi, a cominciare dalla penalità troppo estesa. Nel senso che ci sono troppi reati punibili penalmente. Bisogna riformare il processo – conclude Iacono – senza che la qualità delle garanzie debba influire sulla giusta durata degli stessi procedimenti».

L’avvocato Salvatore Poidomani, responsabile della ricerca condotta nel tribunale modicano, ha rimarcato che «dalle cifre indicative raccolte in due mesi di lavoro si evince che quello di Modica è un tribunale minore che lavora bene nei limiti del possibile, costituendo nel complesso una realtà che non funziona poi tanto male». C’è da evidenziare, in conclusione, che numerosi fascicoli «congelati» dal 2003 per il trasferimento in altra sede del pm titolare delle inchieste, stanno per adesso cominciando ad essere trattati e, alla luce del sottodimensionamento dell’organico del tribunale, potrebbero creare un notevole ingolfamento.

(Nella foto in alto da sx gli avvocati Bartolo Iacono, Salvatore Poidomani, Salvo Maltese e Gabriella Olivieri)