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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1389
MODICA - 23/10/2008
Attualità - Modica - Il positivo vertice di ieri in Prefettura

Due milioni di euro per Modica in arrivo nelle prossime ore

Il lavoratori restano scettici e le cooperative scendono in piazza Foto Corrierediragusa.it

Due milioni di euro fanno tirare un sospiro di sollievo a sindaco ed amministratori. E’ la somma, euro più euro meno, che sarà disponibile nelle prossime ore sui conti corrente del comune di Modica. Si tratta di un milione 300 mila euro provenienti dal trasferimento dello stato che è stato anticipato grazie all’intervento del prefetto di Ragusa Carlo Fanara, 500mila di trasferimenti regionali ed altri fondi derivanti dagli incassi del comune. Il piano dei pagamenti è pronto , ha annunciato ieri sera il sindaco Buscema davanti al prefetto Fanara ed ai rappresentanti dei lavoratori della Multiservizi.

L’annuncio con dati alla mano del sindaco ha indotto i lavoratori della Multiservizi a revocare la protesta che li vede da quattro giorni occupare l’aula consiliare. Già da domani il sindaco Antonello Buscema (nella foto) conta di saldare il mese di giugno ai lavoratori mentre all’inizio della prossima settimana è previsto il pagamento dello stipendio di Luglio ai dipendenti comunali, alla Multiservizi e delle altre collegate.

L’incontro di ieri a Ragusa ha rasserenato gli animi e dato alcune certezze ai lavoratori anche se il fronte resta caldo e già venerdì è in programma un altro appuntamento a Ragusa in prefettura per un sit in dei rappresentanti sindacali aziendali .Il sit in sarà tenuto dalle 11 alle 14 da parte dei rappresentanti dei dipendenti comunali di Modica, Pozzallo e Scicli. Sono infatti questi i tre comuni con i più gravi problemi nel pagamento degli stipendi ai dipendenti. Una delegazione incontrerà il prefetto Carlo Fanara nel corso della giornata per rappresentare il disagio di lavoratori e famiglie e soprattutto per cercare di capire quali possono essere le strade per uscire da una situazione che i sindacalisti definiscono a questo punto « ingovernabile».

Per i dipendenti comunali dei tre enti, e di Modica in particolare, c’è anche la mancanza di prospettive di un miglioramento della situazione da qui a natale visto che i trasferimenti dello stato e della regione sono agli sgoccioli ed agli stipendi si aggiungerà anche la tredicesima. A palazzo S. Domenico è stato deciso di presidiare i lavori del consiglio comunale , di astenersi da prestazioni aggiuntive. Oggi intanto comincia la protesta dei dipendenti con un sit a palazzo S. Domenico dalle 9 alle 12 e dalla prossima settimana assemblea permanente.


COOPERATIVE IN PIAZZA

Sono pronti a scendere in piazza i circa 300 dipendenti delle 14 cooperative sociali. Un riunione sindacale è stata programmata per questo pomeriggio nella sede della Camera del lavoro per concertare le iniziative di protesta. La situazione è sempre la stessa. In un comune dove i dipendenti della società pubblica «Multiservizi» hanno incrociato le braccia per la mancata erogazione di quattro mensilità, i dipendenti della cooperative soffrono almeno il doppio. I loro arretrati arrivano anche a otto mensilità e, addirittura, per un paio di cooperative si rasenta addirittura l’anno intero. Una situazione inaccettabile che aveva già spinto circa cinque mesi fa i dipendenti ad occupare l’aula consiliare, alla vigilia della amministrative.

L’assemblea permanente, che durava da undici giorni, si era alla fine sciolta una volta dopo l’accettazione, da parte della banca tesoriera, dei mandati di pagamento per 186mila euro, che erano stati sufficienti a coprire appena due mensilità, una delle quali era stata anticipata dalle stesse cooperative ai dipendenti. La medesima situazione aveva interessato anche i netturbini. Quella di cinque mesi fa, che aveva fatto gioire lavoratori e sindacati, si è adesso rivelata essere una vittoria di Pirro. Nulla è cambiato e, anzi, si naviga dritto verso un peggioramento della situazione, di per sé già abbastanza critica.

I dipendenti delle cooperative non hanno ancora incrociato le braccia per non privare le fasce deboli, in primis anziani e diversamente abili, di servizi per loro indispensabili, quali l’assistenza domiciliare e il trasporto a domicilio. Ma questi stessi servizi non possono più essere garantiti perché mancano, di fatto, anche i soldi per poter rifornire di carburante i mezzi privati con i quali i dipendenti si recano al lavoro e, soprattutto, quelli pubblici per l’erogazione dei servizi.