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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1056
MODICA - 16/10/2008
Attualità - Modica - Buscema dice basta: "Adesso si fa come dico io"

Il CdA della "Multiservizi"
fa ostruzionismo al sindaco

E intanto i lavoratori occupano i corridoi di palazzo S. Domenico
Foto CorrierediRagusa.it

Il consiglio d’amministrazione della «Multiservizi» predica collaborazione, ma intanto non si schioda dalle poltrone e allunga a dismisura i tempi per la modifica dello statuto e l’insediamento del nuovo amministratore unico, che sarà un uomo di fiducia del sindaco. Ma c’è dell’altro: pare che la «Multiservizi» stia procedendo ad assumere altro personale, effettuando colloqui di lavoro con soggetti che vengono illusi senza scrupoli, mentre i lavoratori già in organico protestano a palazzo San Domenico per essere pagati. Una situazione ai limiti del paradosso.

Il sindaco Antonello Buscema ha deciso di dire basta: «Prendo atto di questo ostruzionismo e agirò di conseguenza. Niente più dialogo o linea morbida. Da oggi si fa come dico io. A cominciare all’insediamento dell’amministratore unico, che sarà formalizzato giorno 29». «Si tratterà – ha proseguito il sindaco – dell’avvocato Carmelo Ruta. Qualche esponente del centro destra avrebbe tirato in causa una presunta incompatibilità di Ruta a causa della sua professione forense. Una circostanza che non ha finora trovato riscontro e che è stata peraltro smentita anche dal diretto interessato, che potrà continuare ad esercitare la professione di avvocato pur rivestendo il ruolo di amministratore unico della «Multiservizi». Bisogna smetterla – ha tuonato Buscema – con questa assurda demagogia».

Non fosse stato per l’assenza di due dei tre componenti il consiglio d’amministrazione, già martedì sera si sarebbe potuto procedere, dinanzi al notaio di fiducia del comune, ad avviare l’iter per la modifica dello statuto della «Multiservizi», il decadimento del CdA e il conseguente insediamento dell’amministratore unico. Invece, oltre al sindaco e ai suoi collaboratori, erano presenti i revisori dei conti e solo un componete del CdA, vale a dire Salvatore Roccasalva. Erano invece assenti il presidente Nino Scivoletto e il già segretario generale dell’ente Carmelo Colombo. «Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso – ha affermato il primo cittadino, battendo i pugni sul tavolo – perché queste assenze dell’ultimora, prive di giustificazione, hanno ritardato di altre due settimane il processo di rinnovamento della «Multiservizi».

Questi signori hanno offerto collaborazione solo a parole, non con i fatti, e non mi sta più bene. Si assumano le loro responsabilità dinanzi ai lavoratori che attendono gli stipendi arretrati e ai cittadini privati dei servizi a causa dello sciopero. Intanto da adesso – ha precisato Buscema – la musica cambia. Non ho inteso finora forzare la mano per evitare contenziosi a carico dell’ente, ma non posso più fare altrimenti. Giorno 29 l’amministratore unico si insedierà e il consiglio d’amministrazione decadrà, come previsto dalla modifica dello statuto».

In pratica è finora accaduto che la precisa volontà del socio unico, vale a dire il comune, non è stata recepita dal consiglio d’amministrazione per i motivi più disparati, l’ultimo dei quali l’assenza dall’incontro con il notaio per formalizzare gli atti. «Non esistono – ha concluso Buscema – motivazione oggettivamente plausibili per questo discutibile atteggiamento ostruzionistico».

I primi atti del nuovo corso della «Multiservizi» prevedranno la rimodulazione dei contratti: ci sarà un taglio di almeno il 40% sulle spese che, al momento, raggiungono l’esorbitante cifra di 3milioni 800mila euro annui. In più saranno unificate tutte le manutenzioni, in atto gestite da ben tre uffici che si ostacolano e si ingolfano tra loro. Nessun licenziamento è stato programmato, almeno per il momento. Le 103 unità in organico continueranno a lavorare per i prossimi mesi, fin quando non si metterà mano al bilancio preventivo, che svelerà tutte le incognite.

(Nella foto in alto i dipendenti occupano i corridoi di palazzo San Domenico)