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MODICA - 08/10/2008
Attualità - Modica - Il guasto al glorioso orologio del castello

A Modica il tempo si fermò... ma riparte mercoledì

L’orologiaio Sergio Cannarella lo sta riparando a sue spese.
Le lancette adesso ferme alle 3 meno 10 ripartiranno a giorni
Foto CorrierediRagusa.it

A Modica il tempo si è fermato. O meglio, si è fermato l’orologio del Castello, simbolo di quella che fu la Citta della Contea, che scandisce ogni giorno le ore dei modicani. In migliaia si sono accorti con disappunto che le lancette del glorioso orologio, risalente al 1700, sono ferme da una diecina di giorni alle tre meno dieci. La «sospensione temporale» durerà per un altra settimana ancora, il tempo occorrente alla riparazione di una delle ruote degli antichi ingranaggi, che si è rotta dopo dodici anni di «onorato servizio».

Si tratta di una ruota che per circa 4mila 500 giorni ha subito, ogni secondo, un peso di ben 70 chili derivante dal sistema dei pesi dell’orologio, che consta di quattro settori simili a parallelepipedi per le ore, le mezzore e i quarti d’ora. La ruota rotta faceva parte del meccanismo dei secondi che, ad ogni rintocco, fa scendere il sistema di pesi da 70 chili, fino all’esaurimento della carica che l’instancabile mastro orologiaio Sergio Cannarella (nella foto) provvede a ripristinare ogni giorno alle 8, sollevando tramite un verricello il già citato meccanismo formato da pesi per complessivi 70 chili. Un’operazione che si esaurisce in un quarto d’ora.

E proprio Cannarella, che cura con amore, passione e professionalità l’orologio, si è assunto l’onere di riparare a sue spese la famosa ruota. L’orologiaio sta spendendo di tasca propria circa mille euro. Una somma che se per un ente in condizioni finanziarie normali potrebbe essere irrisoria, per un comune disastrato come Modica appare al momento proibitiva. E così, pur dovendo ancora ricevere parecchi soldi dall’ente per la quotidiana opera di ricarica e manutenzione ordinaria e straordinaria dell’orologio del castello, il buon Cannarella sta aggiustando di tasca propria la ruota, indispensabile al corretto funzionamento della sua «creatura». «Non posso farne a meno – dice Cannarella – perché non potermi recare ogni giorno nella torretta dell’orologio per ricaricarlo è già sufficiente a farmi soffrire.

La vita dei modicani non è la stessa se il loro tempo non è scandito dal vecchio orologio, che ritornerà a funzionare mercoledì prossimo». L’orologio fu costruito su ordine dell’allora conte Ruggero al posto della torretta d’avvistamento distrutta dal terremoto del 1600. Da allora l’orologio si erge sul cuore barocco di Modica e il suo quadrante viene osservato migliaia di volte al giorno dai cittadini. Cannarella, che trasformò il suo hobby in lavoro nel 1968, cominciò ad occuparsi della manutenzione dell’orologio dal 1981, su incarico dell’amministrazione del tempo allora retta da Saverio Terranova, succedendo all’allora sagrista della chiesa di San Giorgio Rosario Bandiera.

«Corressi parecchi errori tecnici e da allora mi occupo dell’oliatura e della pulizia degli ingranaggi, oltre ovviamente alla ricarica che va fatta ogni giorno. Ricordo – aggiunge Cannarella – che allora mi dimisi da dipendente comunale proprio perché non avrei potuto ricaricare l’orologio anche la domenica, visto che il contratto di lavoro nazionale prevedeva il riposo festivo forzato. Rinunciai a 30mila euro l’anno per dedicarmi del tutto alla mia professione e al mio amato orologio». E la «tradizione di famiglia» proseguirà nel segno del figlio Davide che, a 23 anni, sta seguendo le orme del padre, apprendendo anche i «segreti» dell’orologio del castello, il cui funzionamento è dunque assicurato almeno per un’altra generazione.

L´orologio del castello