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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 630
MODICA - 01/10/2008
Attualità - Modica - La grave crisi finanziaria che sta strozzando l’ente

Buscema chiede aiuto ai parlamentari, oggi il vertice

Si chiede lo stesso "salvagente" lanciato da Roma a Catania Foto Corrierediragusa.it

Tutti al capezzale del sindaco Antonello Buscema (nella foto). «Siamo al limite del collasso» ha scritto il primo cittadino a tutti i parlamentari della provincia. Per questa sera è stata convocata una riunione a palazzo S. Domenico per coinvolgere la rappresentanza istituzionale nel salvataggio finanziario del’ente. Buscema non vuole lasciare nulla di intentato e si è rivolto direttamente ai parlamentari regionali e nazionali perché si attivino al fine di fare ricadere anche su Modica i benefici ottenuti dall’amministrazione comunale di Catania.

Modica chiede dieci milioni di euro per mettere una pezza al proprio bilancio e potere disporre di una certa liquidità che è il problema più urgente. « Non potere pagare personale,fornitori e servizi rischia di innescare tensioni sociali, scioperi e sospensioni di servizi essenziali – scrive il sindaco ai parlamentari.

L’unico a prendere posizione fino a questo momento è Nino Minardo, parlamentare nazionale, facente parte della maggioranza di governo, in buoni rapporti con Silvio Berlusconi che potrebbe aprire la strada verso una erogazione straordinaria sul modello Catania. Pur mettendosi a disposizione della città Minardo ha tuttavia fatto notare che la mancanza di sinergia istituzionale tra Modica, Palermo e Roma non aiuta e che i pericoli segnalati in sede di campagna elettorale si sono rivelati reali.

«Giustificare un intervento specifico solo sul comune etneo perché governato da un Sindaco del Pdl è ragione molto riduttiva – risponde il sindaco a Nino Minardo – Si strozzano la democrazia e i principi che sorreggono i dettati costituzionali a cominciare dal riconoscimento della parità dei diritti e di trattamento; i cittadini di Modica sono uguali a quelli di Catania e per uno Stato che disciplina la sua comunità sullo stato di diritto la garanzia di una pari opportunità deve essere certa. E’ un conto stare dentro le istituzioni e garantire tutti i cittadini qualunque sia la loro ideologia, diverso è dall’altra l’attività politica di parte. Sarebbe una contraddizione giuridica assecondare le necessità del cittadino singolo o associato facendolo dipendere dalla sua casacca politica».